Settimo Consiglio Comunale: Bilancio assestato tra polemiche, interruzioni e colpi di scena

di Valentino G. Colapinto
Venerdì 26 novembrre si è consumato il settimo consiglio comunale di questa amministrazione; assenti solo i consiglieri d’opposizione Michele Petruzzellis – a causa purtroppo delle sue condizioni di salute – e Tommaso Montenegro.
Già la lista degli argomenti iscritti all’Ordine del Giorno lasciava presagire che per esaminarli tutti sarebbe stato necessario proseguire in seconda convocazione, martedì 30 novembre, ma certo nessuno poteva immaginare che dopo quasi sette ore di discussione si sarebbe arrivati solo al quinto punto, forse quello più atteso, ossia lo stralcio di una particella dal PRG. Stralcio che parrebbe propedeutico alla sua definitiva approvazione regionale.
E comunque tutto il discorso è stato rimandato a lunedì 29. Ma ricapitoliamo i fatti con ordine.
Ha conquistato subito l’attenzione di tutti l’ex sindaco Francesco Pistilli, il vero mattatore della serata assieme ad Attollino, facendo presente al Presidente del Consiglio, Angelo Maurizio, che essendo stato questo un Consiglio convocato su impulso di un quinto dei consiglieri (ex art.5), in base all’art. 6 dello stesso Regolamento del Consiglio Comunale come primo punto all’O.d.G. sarebbe dovuto essere stato inserito quello relativo all’impugnamento della decisione della Commissione Tributaria Provinciale di Bari (relativa alla proprietà effettiva dello stabile dell’ex Miulli).
In effetti, regolamento alla mano, Pistilli parrebbe non avere torto, ma il Presidente Maurizio ha ribattuto che non erano più possibili modifiche dell’O.d.G., essendo lo stesso già stato approvato dalla Conferenza dei Capigruppo.
Sembrerebbe una questione di lana caprina, ma non lo era, giacché i termini per presentare un ricorso sull’annosa questione della proprietà effettiva delle strutture site in via Maselli Campagna da parte dell’Ente Ecclesiastico ovvero del Comune sono strettissimi e – vista la sfilza di argomenti da trattare – metterlo o non metterlo tra i primi punti all’O.d.G. significava rendere o meno praticabile il ricorso stesso.
Ancora una volta, quindi, ha vinto il cosiddetto “partito trasversale del vescovo” con buona pace del Comitato Cittadini in difesa del Miulli e dei consiglieri d’opposizione Pistilli e Carucci, che avevano promesso battaglia in Consiglio su quest’argomento.
Si è passati finalmente all’esame dei vari punti all’O.d.G. Il primo prevedeva l’approvazione del Verbale relativo alla trascorsa seduta consiliare del 13/07/10, relativamente al quale si è registrata l’astensione del gruppo UDC, poiché assente durante la stessa seduta.
Seduta passata appunto alle cronache per l’inspiegabile mancanza tra le file della maggioranza di ben tre consiglieri (Attollino, Caporusso e Tisci), cosa che aveva poi permesso alle minoranze di fare la voce grossa, minacciando più volte la sospensione per mancanza del numero legale.
Il secondo punto consisteva nell’Assestamento Generale del Bilancio 2010 e nella Variazione del POP (Piano di Opere Pubbliche) 2010-2012 ed è proprio qui che ci si è imprevedibilmente incagliati per ben tre ore di passione. Ma cos’è successo?
Ricordiamo che il Bilancio di Previsione del 2010 è stato approvato nello scorso mese di marzo dall’allora Commissario Prefettizio, Maria Filomena Dabbicco, e che la legge pone il 30 novembre come termine ultimo per effettuare ulteriori Variazioni al Bilancio di Previsione.
Il Sindaco Squicciarini ha chiarito per l’ennesima volta che si potrà giudicare il suo operato solo dal 2011 e che il bilancio del 2010 è opera solo e soltanto del Commissario, mentre il Bilancio 2011, come promesso in campagna elettorale, sarà un bilancio veramente partecipato e discusso in pubblici incontri.
Sempre Squicciarini ha ricordato come la priorità della sua amministrazione sia attualmente il rispetto del Patto di Stabilità e che per tale motivo è stato costituito in via cautelativa un “Fondo del Patto di Stabilità”, inizialmente di 200.000€ e poi ulteriormente incrementato a oltre 400.000€.
Il Sindaco ha concluso il suo intervento, sostenendo che sotto la sua amministrazione i conti delle casse comunali siano in netto miglioramento e ha chiarito come non siano da confondere le più o meno legittime pretese creditizie avanzate da terzi (vedi la Lombardi Ecologia), le quali sono solo delle passività potenziali (e quindi incerte), con gli effettivi debiti fuori bilancio (che sono altresì certi).
La parola è tornata a Francesco Pistilli, che con un altro intervento infuocato ha spiegato come a parer suo il paese sia sprofondato ultimamente in un “baratro di male assoluto”, a causa delle mistificazioni di cui è stato vittima il proprio operato politico.
A questo proposito, Pistilli ha letto stralci tratti dall’intervento di Squicciarini (all’epoca consigliere d’opposizione) nel consiglio comunale che decretò la sua caduta dalla poltrona di sindaco. Nei brani citati, l’allora primo cittadino era etichettato da Squicciarini come uno “stregone che ammaliava le folle” e lo si accusava di voler usare il nuovo POP triennale come un grosso spot pubblicitario in vista delle imminenti elezioni provinciali, allo scopo di rilanciarne la figura politica appannata ma con il rischio serissimo di affossare le casse comunali.
Squicciarini definì allora tale piano un “libro dei sogni”. Il paradosso, secondo Pistilli, è che adesso il neo sindaco ripresenta il medesimo Piano di Opere Pubbliche per il triennio 2010-2012.
Sempre secondo Pistilli, solo grazie ai suoi sforzi fu possibile reperire i finanziamenti relativi al Contratto di Quartiere (che, laddove attuato, permetterebbe di sistemare la rete fognaria e idrica, le illuminazioni, l’intera via Estramurale, la viabilità del centro storico, il Teatro Comunale e il cimitero, nonché la realizzazione di piste ciclabili).
L’ex sindaco si è preso, quindi, tutto il merito delle opere che adesso la nuova amministrazione vorrebbe realizzare. Rivendica la paternità del nuovo POP e accusa Squicciarini di averglielo prima demonizzato e poi fotocopiato senza alcun pudore. Nulla gli avrebbe impedito, quindi, di votare a favore dello stesso, se non fosse per la presenza di alcuni aspetti discutibili, come le esigue somme messe a disposizione delle spese sociali e del Natale Acquavivese.
Pistilli ha concluso il suo intervento, ricordando che sulle casse comunali grava come una spada di Damocle la richiesta di circa tre milioni di euro da parte della Lombardi Ecologia, finora assolutamente ignorata dalla maggioranza.
Pur essendo il contratto scaduto dal mese di febbraio, la ditta Lombardi continua per il momento ad assicurare il proprio servizio, ma non ha pagato ai suoi dipendenti acquavivesi la mensilità d’ottobre e adesso minaccia addirittura di interrompere dal primo dicembre il servizio d’igiene urbana nel nostro Comune, facendo così precipitare Acquaviva in un’emergenza di stampo napoletano.
È poi toccato al consigliere Filippo delle Compagnia delle Arti (che si sta guadagnando in questi mesi, assieme all’UDC, il ruolo di “voce critica” della maggioranza di cui fa parte) esprimere tutte le sue perplessità sul Contratto di Quartiere vantato da Pistilli, per via del contenzioso pendente sulla zona ex 167 che di fatto lo rende per adesso inattuabile.
Secondo Cassano, invece, vero punto di svolta per lo sviluppo della nostra cittadina potrebbe essere una Stu (Società di Trasformazione Urbana), la cui realizzazione fu abbandonata nel 2004 per inseguire il “miraggio” del Contratto di Quartiere.
Le Stu sono uno strumento di riqualificazione, istituito ex L.129/97 ma ancora poco utilizzato, consistente in società per azioni a capitale misto pubblico e privato, ma il cui controllo spetta sempre al Comune, e il cui obiettivo è progettare, realizzare e commercializzare interventi di trasformazione urbana in attuazione degli strumenti urbanistici vigenti.
Cassano ha dovuto però ammettere che, purtroppo, l’attuale situazione finanziaria comunale è tale da non consentire Stu, progetti di finanza e neppure quelle “consulenze di alto livello”, che sole permetterebbero di volare alto e di superare la mediocrità della politica locale.
Ma il coniglio tirato fuori dal cilindro dalla Compagnia delle Arti è una Fondazione di Partecipazione, che avrebbe lo scopo di supportare le progettualità future.
Cassano ha terminato il suo intervento lamentando (e sarà solo il primo di una lunga serie di consiglieri) lo scaricabarile di responsabilità da parte dei dirigenti comunali e l’opacità della situazione finanziaria del Comune: “È assurdo che il Dirigente del Settore competente non sappia dire quanti e quali debiti sussistono a carico delle casse comunali”.
La parola è passata al PDL. Francesco Montenegro che ha prodotto un intervento pungente e ben circostanziato (merito sicuramente della sua passata esperienza come Assessore ai LL.PP.), ricordando che la passata amministrazione ha lasciato in dote all’attuale oltre quattro milioni d’avanzo di bilancio e come solo grazie a tale ricca eredità sia stato evitato il dissesto finanziario.
Dal 2001 al 2008, inoltre, le Giunte Pistilli hanno dovuto far fronte a ben 5 milioni di debiti dovuti ai contenziosi sull’ex 167, che le amministrazioni pregresse si erano rifiutate di affrontare, preferendo la facile via di fuga delle dimissioni.
Secondo Montenegro, inoltre, l’approvazione – per altro molto tardiva – del PEG (Piano di Gestione) del 2010, e la nomina a luglio dei Responsabili dei Servizi dimostrerebbero la compromissione della Giunta Squicciarini con l’attuale bilancio previsionale, nonostante le numerose dichiarazioni pubbliche contrarie.
L’ex assessore ha quindi ripreso a citare i passati interventi di Squicciarini, il quale nella trascorsa legislatura aveva definito il POP di Pistilli un “piano vuoto” e adesso, invece, lo fa suo, fotocopiandolo.
Prendendo in mano il “Patto per un’Acquaviva delle Fonti Migliore”, presentato durante l’ultima campagna elettorale dall’attuale maggioranza, il quale predicava “partecipazione e trasparenza”, ha lamentato come, contrariamente alle promesse, non siano state consultate né le minoranze, né il mondo delle associazioni e la società civile, per quanto concerne l’assestamento di bilancio che ci si sta preparando a votare.
La parola è tornata all’onnipresente Pistilli, che ha spiegato come i suoi quattro milioni di avanzo non siano stati potuti essere utilizzati da lui nel periodo 2004-8 a causa delle leggi emanate dal governo Prodi e che per questo motivo, lui medesimo fu accusato in pubblica piazza e inopinatamente d’immobilismo. Si è poi lanciato in un attacco all’arma bianca nei confronti di Cassano, accusandolo di “sognare progetti fantasmagorici” e di volere alimentare il sempre deprecabile “mercato delle consulenze”, le quali tra l’altro dovrebbero per legge diminuire e non già aumentare. “E com’è possibile che proprio in questa seduta sia assente non giustificato Dino Mastrorocco, vice sindaco con delega ai lavori pubblici?”
Pistilli ha citato ancora il caso della Lombardi, invitando la Maggioranza a trovare un accordo bonario, prima che sia troppo tardi e che gli interessi facciano schizzare il debito alle stelle. “E se il Contratto di Quartiere è bloccato dalla 167, non si dimentichi mai che dietro il problema della 167 ci sono gli amici dell’attuale maggioranza. Quando finirà mai la giungla dei ricorsi e contro-ricorsi?”
Marcello Carucci (Sinistra Ecologia e Libertà) ha espresso solidarietà ai lavoratori in stato di agitazione della Lombardi Ecologia e ha evocato lo spettro della situazione campana, che presto potrebbe interessare anche il nostro territorio. Poi ha lamentato come la censura fatta dal Direttore della Ragioneria, Dott. Capurso, ad altri dirigenti comunali non fosse stata inserita nella “camicia” (il fascicolo contenente tutti gli atti pertinenti, che viene consegnato per tempo a tutti i consiglieri prima della seduta relativa). Lo stesso Carucci ha chiesto a Capurso l’elenco degli ultimi mandati di pagamento emessi, da cui si evince una vita amministrativa schiacciata sull’ordinario. “E mentre vengono elargite retribuzioni faraoniche a dirigenti e dipendenti, a fronte di una macchina comunale che gira a vuoto, assistiamo sempre allo stesso teatrino della politica. Il POP prima non andava bene. Ora sì. Il tutto all’insegna del più perfetto continuismo tra la Giunta Pistilli e quella Squicciarini.”
Cassano ha ribattuto a Pistilli che proprio per colpa della sua mancata volontà di pagare una consulenza di 30.000€ a Pierluigi Mantini, tra i massimi esperti di Stu, fu interrotto un percorso virtuoso, che – a suo dire – avrebbe consentito di portare nelle casse acquavivesi ben 120 milioni di euro. “Forse il problema allora è che nella politica locale si temono le interferenze esterne e soprattutto le persone più preparate di noi, che vengano a mettare il naso nelle nostre faccende. Queste consulenze non sono pagnotte elargite agli amici ma investimenti proficui. La missione della Compagnia delle Arti è quella di dare finalmente corso a tutti i progetti maturati negli anni e rimasti finora lettera morta, a causa dell’ostracismo delle amministrazioni comunali.”
Il consigliere Giuseppe Paradiso (PDL) si è quindi prodotto in un violento attacco contro il sindaco “piagnone”, che non fa altro che lamentarsi del patto di stabilità sforato, e che non dà le dovute risposte ai consiglieri.
Alle 19,15 la parola è finalmente passata Francesco Attollino (UDC), l’altro grande protagonista della seduta, che a nome del suo gruppo ha chiesto una sospensione dei lavori per dieci minuti, in seguito a quanto emerso dagli interventi precedenti.
È il primo vero colpo di scena, che semina il panico tra le file della maggioranza. Angelo Maurizio cerca in tutti i modi di rigettare la richiesta dell’UDC, chiedendo per ben tre volte ulteriori motivazioni al consigliere Attollino, mentre le opposizioni insorgono, invocando a gran voce la sospensione dei lavori e accusando lo stesso Presidente del Consiglio di atteggiamento intimidatorio.
La richiesta è stata posta infine ai voti, venendo clamorosamente approvata con dieci sì (tutte le opposizioni, più Attollino e Caporusso dell’UDC, Cassano e Tisci di Io Sud) contro nove no. Sembra così emergere una linea critica comune tra UDC, Compagnia delle Arti e Io Sud.
I dieci minuti di sospensione sono diventati oltre un’ora e molti hanno cominciato a dubitare che i lavori sarebbero ripresi in giornata.
Finalmente, alle 20,50 la seduta è ripresa con un intervento dello stesso Attollino, il quale, a nome del suo partito, si è detto contrario a scaricare tutte le colpe sulle vecchie amministrazioni. “Basta rincorrere le streghe. I dirigenti e dipendenti del Comune devono capire che sono al servizio della Comunità. Non è più accettabile lo scaricabarile tra i dirigenti comunali”.
A questo punto, il consigliere ha letto parte dei pareri allegati dagli stessi dirigenti alla proposta di Delibera sottoposta all’approvazione del Consiglio, facendo notare come questi sembrassero in palese contraddizione con il deliberato conseguente. “Il rischio di sforare il patto di stabilità è concreto e non è possibile che il debito effettivo del Comune rimanga a tutt’oggi un mistero misterioso, cui nessuno sa dare soluzione. Come già richiesto da Petruzzellis, è indispensabile conoscere i residui attivi e passivi.”
Attollino ha chiesto quindi ufficialmente di conoscere quali potrebbero essere le responsabilità personali dei consiglieri e quali gli effetti sulle casse comunali, se davvero i dubbi palesati diventassero realtà in un futuro più o meno prossimo.
La Segretaria Comunale ha replicato che i pareri istruttori erano favorevoli, ma che essi allertavano riguardo a possibili futuri debiti fuori bilancio. Ma al momento tali pretese creditizie non erano ancora assurte alla dignità di debiti fuori bilancio effettivi e, quindi, non sussisteva alcun rischio per i consiglieri che avessero approvato tale Delibera.
Attollino ha insistito, sostenendo che le proprie perplessità non riguardavano il provvedimento in sé, quanto piuttosto il modus operandi concernente l’aspetto finanziario del Comune. “Per ben due volte l’UDC ha chiesto, senza alcun esito, al Dirigente competente lumi sullo stato reale del contenzioso dell’Ente. Come si può pretendere di decidere qualcosa, ignorando la situazione reale? L’UDC non ha più intenzione di subire le ripicche interne dei dipendenti o il loro rifiuto di rispondere”.
La lucidità dell’analisi politica di Attollino e il suo notevole piglio assertivo, nonché un approccio pragmatico e post-ideologico ai problemi cittadini, fanno facilmente intuire che abbiamo di fronte uno dei sicuri protagonisti della futura vita pubblica acquavivese. Un giovane consigliere che si comporta già come un cavallo di razza della politica, alla pari se non meglio dei suoi colleghi più scafati e di lungo corso, troppe volte impelagati in sterili e verbose polemiche.
La parola è tornata per l’ennesima volta a Pistilli, che dopo aver accusato di non aver ricevuto nella sua “camicia” tutti i documenti in possesso dei consiglieri di maggioranza, ha espresso voto contrario.
Imma Morano, a nome di tutto il PD, ha confermato altresì il proprio voto favorevole.
È toccato quindi ad Attollino fare la propria dichiarazione di voto, che è favorevole, ferme restando però tutte le perplessità già espresse precedentemente.
L’UDC ha votato, quindi, a favore della mera operazione tecnico-contabile, ma pretende un immediato cambio di rotta.
Anche Cassano ha fatto proprie le considerazioni dell’UDC, chiedendo un emendamento (la riformulazione dell’art.4, dando atto che sulla base delle dichiarazioni dei dirigenti, l’Ente non verserebbe in situazioni deficitarie), che è passato a maggioranza.
Si è andati quindi al voto definitivo sull’Assestamento del Bilancio, che è passato con 13 sì, 5 no e l’astensione polemica da parte di Paradiso, il quale ha rivendicato la bontà del vecchio POP, adesso “fotocopiato” dalla nuova maggioranza
Il terzo punto è consistito semplicemente in una dichiarazione da parte dell’Assessore alle politiche sociali, Carmela CApozzo, riguardante il prelievo dal Fondo di Riserva di 3.650€, necessari ad assicurare la continuità del servizio mensa presso l’asilo nido comunale, mentre il quarto punto ha riguardato una sentenza della Cassazione che ha sancito 46.000€ circa di risarcimento a favore di Larenza Maria Paola, come indennità di occupazione ed espropriazione, comprese le spese legali. Stiamo parlando di uno dei tanti contenziosi riguardanti la zona 167. A seguito di un errore durante le votazioni, si è richiesta un’ulteriore sospensione dei lavori di quindici minuti, con non poche polemiche da parte delle opposizioni nei confronti dell’operato del Presidente del Consiglio, ritenuto più volte “arbitrario e dittatoriale”.
Ed eccoci alla finalmente arrivati al quinto punto all’O.d.G., ossia la discussione e votazione di un Provvedimento di Autotutela di sospensione riguardante una particella del PRG per una presunta incompatibilità da parte dell’ex consigliere Sante Barbieri. Provvedimento questo, ritenuto dalla maggioranza propedeutico e indispensabile alla definitiva approvazione del PRG da parte della Regione.
Ricordiamo che nel 2009 una lettera anonima denunciò alle autorità regionali, con ben otto anni di ritardo, tale incompatibilità, riguardante un consiglio comunale del 2001, e con ciò di fatto ha bloccato il PRG negli armadi della Regione, giacché nessuno si è poi voluto assumere la responsabilità politica di approvarlo.
Contro ogni previsione, Pistilli prima ha lodato un esposto inviato dagli ing. Nicola Lenoci e Pietro Milella ai primi di novembre allo stesso Assessore Regionale competente, Angela Barbanente – esposto che ha portato poi alla querela degli stessi da parte del Sindaco Squicciarini e in cui si spara a zero sull’attuale PRG, intimando alla Regione di non approvarlo così com’è, ma di nominare piuttosto un commissario ad acta – e poi presentando un proprio durissimo documento.
Secondo tale memoria personale, “stralciare sarebbe un vero obbrobrio, perché il problema non sussiste. L’annullamento del PRG – per quanto concerne la particella di Sante Barbieri – può essere prescritto solo e unicamente dal TAR, dietro un espresso ricorso e nei termini previsti per legge, altrimenti la stessa situazione si consolida e viene sanata.
Le pesanti conseguenze di tale stralcio ricadrebbero, inoltre, sugli stessi consiglieri che votassero tale provvedimento. Non è possibile che per via di una denuncia anonima si debba sospendere a tempo indefinito una particella, senza poi che si ci sia stata alcuna impugnazione da parte di terzi. La Regione deve attenersi all’aspetto meramente urbanistico, lasciando le questioni legali al TAR, che potrà intervenire solo e soltanto in caso di ricorso.”
In ogni caso, sempre secondo Pistilli, “l’approvazione del PRG così com’è sarebbe illegittima, poiché esso è stato completamente stravolto da Squicciarini & CO.”, e ha dunque provveduto ad allegare al suo documento tutta una serie di denunce relative al PRG stesso.
Dopo questo vero e proprio coup de théâtre, Maurizio dichiara alle 23,30 circa la sospensione dei lavori consiliari e la loro ripresa lunedì prossimo alle 15,30. Il tutto allo scopo di ben ponderare quanto scritto da Pistilli.
Insomma, la travagliatissima questione del PRG sembra ingarbugliarsi ogni giorno di più tra lettere anonime, denunce, esposti, querele, veti incrociati e quant’altro. Chi ci capisce qualcosa è bravo.
E, intanto, i poveri cittadini aspettano da decenni lo sblocco dell’economia locale e sono spesso costretti a trasferirsi controvoglia nei paesi viciniori, dove le case costano meno della metà e sembra di stare in Svizzera rispetto ad Acquaviva.
Anche così muore un paese.





Commenti
colapinto, la sviolinata su attolino te la potevi pure risparmiare…