Canile municipale: tutto in regola (o quasi)

Il verbale dei NAS e il lavoro della Commissione
I lettori di AcquavivaLive ricorderanno sicuramente il grande clamore mediatico sollevatosi alla fine del settembre scorso attorno al Canile Municipale,
sito in contrada “La Campana”, e alle sue vere o presunte irregolarità.
La stampa locale, sia cartacea che telematica, si è interessata approfonditamente all’argomento, pubblicando diversi articoli e interviste a riguardo.
Si erano diffuse, infatti, voci allarmanti a proposito delle condizioni igienico-sanitarie dei cani lì custoditi, arrivando a parlare di “canile lager”, e si erano addebitate le stesse alla gestione della ditta appaltatrice MAPIA srl di Bari, subentrata da circa cinque mesi a una decennale gestione da parte dell’associazione animalista acquavivese L’ARCA.
Grazie a fonti attendibili e ben informate sui fatti, Acquavivalive è in grado di rivelare in anteprima sia i contenuti reali del verbale dei N.A.S. del 5/07/10 sia le conclusioni cui è giunta l’apposita Commissione Consiliare straordinaria ex art.57, istituita in data 30/09/10 dal Consiglio Comunale, prima ancora che le stesse vengano presentate e dibattute nella prossima seduta consiliare.
Come recita testualmente il già citato verbale di sopralluogo dei N.A.S. di Bari, è stato riscontrato dagli agenti del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute che
“in un’aerea di circa un ettaro, sommariamente recintata, vi erano 400 cani, esattamente 440 (più 13 stazionanti nei box di pertinenza del canile sanitario di prima accoglienza).” Ricordiamo a questo proposito che il rifugio è autorizzato per un massimo di soli 160 cani.
Si è constatato, altresì, che “tutti (i cani), con relative poche eccezioni, (erano) abbastanza tranquilli, sufficientemente reattivi e ben nutriti e senza segni riconducibili a lesioni causate dall’uomo o da reciproci azzannamenti”.
Ulteriori controlli hanno verificato la correttezza dell’approvvigionamento idrico, dello smaltimento delle carcasse dei cani deceduti e del deposito mangimi.
L’unica irregolarità riscontrata è stata, dunque, relativa al cronico sovraffollamento del canile, situazione questa già presente ai tempi della passata gestione dell’ARCA.
Veniamo adesso al lavoro svolto dalla Commissione. Ricordiamo che la stessa è stata presieduta dall’Avv. Eustachio Claudio Solazzo e composta dai consiglieri di maggioranza Dott.ssa Immacolata Morano, Rag. Raffaele Borregine e Sig. Roberto Tisci e dai consiglieri di minoranza Sig. Tommaso Montenegro e il già citato Avv. Solazzo.
Ricordiamo, inoltre, che compiti della Commissione erano unicamente quelli di “accertare le condizioni igieniche della struttura e i livelli essenziali di tutela e benessere degli animali”.
I lavori della Commissione, iniziati in data 13/10/10, sono terminati in data 29/10/10 e sono stati depositati e protocollati in data 11/11/10.
Nella prima riunione, i predetti consiglieri hanno deciso all’unanimità di rinunciare a qualsiasi gettone di presenza e il Consigliere Tisci è stato nominato segretario verbalizzante, rinunciando così a impegnare un dipendente comunale, la qual cosa avrebbe giocoforza condizionato i lavori della Commissione e pesato sulle casse comunali. In seguito, la Commissione ha provveduto a eseguire un sopralluogo presso il Canile rifugio – senza alcun preavviso nei confronti della società MAPIA srl – il giorno 16/10/10 alle ore 10:30.
Durante tale sopralluogo a sorpresa, i membri della Commissione non hanno notato alcun segno di maltrattamento evidente sugli animali, che erano distribuiti in maniera ordinata e non pregiudizievole dei liberi movimenti, oltre ad apparire nutriti a sufficienza. Gli appositi contenitori, infatti, erano pieni di cibo e acqua. Gli animali risultavano in buone condizioni igieniche e avevano la concreta possibilità di movimento libero e agevole.
Sono state verificate anche le buone condizioni degli animali custoditi nel canile sanitario, nonché la correttezza riguardante la custodia in due celle-freezer delle carcasse degli animali deceduti, appositamente avvolte in buste sigillate, su cui era riportato il numero di riferimento del cane deceduto e la data del decesso stesso.
All’unanimità la Commissione ha ritenuto, quindi, più che sufficienti le condizioni igieniche del canile rifugio e ha confermato come l’unica anomalia riscontrabile sia l’effettivo sovraffollamento della struttura, così come già evidenziato nel verbale dei N.A.S.
In conclusione, è stata invitata l’Amministrazione Comunale a porre in essere tutte le azioni utili a rimediare a tale problema, che è cronico e si protrae ormai da anni.
Per spiegare tale anomalia tutta acquavivese, da tempo si sono diffuse in paese illazioni in base alle quali i cani randagi sarebbero volontariamente trasferiti nel territorio acquavivese, non si sa bene da chi, e alcuni giurerebbero addirittura di aver visto furgoni non meglio identificati scaricare nei nostri quartieri cani provenienti da altri comuni. Tali voci insistenti, però, non hanno trovato finora riscontri concreti.
Come già precisato in un’intervista al nostro quotidiano tempo addietro dall’Avv. Solazzo, la Commissione non è entrata, né poteva farlo, nel merito della gestione del canile da parte della MAPIA srl. Verificare le varie irregolarità denunciate dall’associazione L’ARCA a proposito di tale gestione non poteva, né doveva essere compito di questa Commissione, poiché questo rientra nelle competenze esclusive dei dirigenti comunali.
Cosa succederà adesso? Due paiono essere le soluzioni più probabili.
Da un lato il trasferimento dei cani in eccesso presso un’altra struttura gestita sempre dalla MAPIA srl nel territorio di Bari (con aggravio del 10% dei costi per il Comune) e dall’altro la proposta avanzata da Codacons, Confcommercio e L’ARCA di affidare, altresì, tali cani in sovrannumero in affido presso aziende agricole, imprenditori titolari di opifici, artigiani e commercianti locali, per evitare sia che essi abbandonino definitivamente il territorio acquavivese e sia ulteriori costi a carico dei cittadini.
Ci sarebbe, infine, – a detta del portavoce dell’ARCA, Antonio Fraccascia – anche la possibilità di usufruire di una deroga prevista dalla Regione Puglia e riguardante l’affollamento dei canili, solo ed esclusivamente per le strutture comunali.
di Valentino G. Colapinto





Commenti
BAU! BAU! BAU! BE’ DATEVE SUBITO DA FARE CHE QUA’ STIAMO TROPPO STRETTI! BAU!BAU!ALMENO CI ALLARGHIAMO UN PO’! BAU!