Chirurgo ex dipendente del Miulli condannato per omicidio colposo

La Redazione

La vicenda risale al 2007

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Il gup del tribunale di Bari, Marco Guida, a distanza di oltre tre anni dalla morte del 33enne barese Davide Roselli ha condannato a un anno e dieci mesi di reclusione per omicidio colposo e falso, il chirurgo 60enne, Alessandro Besozzi, fino al 2007 in servizio al Miulli di Acquaviva.

Al termine del rito abbreviato il giudice ha pronunciato nella sentenza 300mila euro circa di risarcimento alle parti civili, tra cui i familiari, nonché Federconsumatori e Codacons. Si chiude così la vicenda processuale del giovane barese operato di bendaggio gastrico.

I fatti risalgono al 12 aprile del 2007 quando il Davide Roselli fu sottoposto a intervento nella clinica Madonnina di Bari dopo il rifiuto, un mese prima, dell’Ospedale Generale F. Miulli a eseguire tale procedura chirurgica ad Acquaviva proprio per le condizioni dell’interessato.
L’intervento fu fatto quindi nella clinica privata. Due giorni dopo, il paziente ebbe complicanze (a seguito di una perforazione della tasca gastrica) e fu sottoposto a un nuovo intervento. La situazione precipitò a tal punto da ricoverare il paziente in Rianimazione – stavolta sì al Miulli – per sottoporlo ad ulteriori due procedure chirurgiche nel tentativo di salvarlo da una peritonite che aveva devastato l’intestino. Il 4 maggio successivo Davide Roselli morì.

L’accusa di falso si riferisce al consenso informato, atto contenuto nella cartella clinica e che viene sottoscritto dal paziente prima di ogni intervento sollevando i medici da ogni responsabilità. Secondo l’accusa, il chirurgo avrebbe “colpevolemente” apposto a penna (con un inchiostro diverso da quello utilizzato per l’originario consenso) la dicitura “rischio elevato” secondo la quale il paziente, consapevole del grave rischio dell’intervento, avrebbe comunque dato il via libera all’operazione.
In realtà le cose andarono diversamente.

Per il difensore di parte civile, l’avv. Francesco Paolo Sisto, si tratta di un sentenza che, pur nella irreparabilità del dramma umano, restituisce ai familiari almeno il senso della giustizia.
Cosa abbia convinto il giudice a dichiarare la colpevolezza del medico, si saprà quando verranno depositate le motivazioni della decisione.
Nella requisitoria di un mese fa, il pm si era spinto nella richiesta fino a 4 anni e 8 mesi di reclusione per omicidio preterintenzionale pur privilegiando l’ipotesi del delitto colposo.

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