Treni e autobus sempre meno, aumenta il disservizio.

Vito Mastrorocco

Il viaggiatore paga le conseguenze oltre al biglietto

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Molte sono le campagne di sensibilizzazione che inducono pendolari, studenti, lavoratori all’utilizzo dei mezzi pubblici, perché sono più comodi, si inquina meno, lo dicono anche i biglietti dei treni i quali delineano quanto CO2 in meno viene emesso; inoltre utilizzando i mezzi pubblici si riducono i tempi di percorrenza a differenza dell’auto.
Questo in teoria, in pratica non è sempre tutto vero: molte delle caratteristiche appena delineate si fanno da parte se si iniziassero a considerare gli innumerevoli ritardi dove oltre il danno c’è anche la beffa: il viaggiatore ad esempio, nel caso del treno, viene risarcito in parte solo se il treno ha effettuato un ritardo di 60 minuti. Mentre con un ritardo di 59 minuti il povero viaggiatore non ha nessun diritto. Molte sono le problematiche che girano intorno al servizio dei trasporti pubblici su rotaia, dallo scorso 18 ottobre sono diminuiti i treni che collegano Acquaviva con Bari.
Le Ferrovie dello Stato hanno voluto definire questa diminuzione di treni come “rimodulazione dell’ offerta”, in realtà si tratta di semplicissime soppressioni di treni le quali vanno a discapito dei viaggiatori che fanno uso del treno per raggiungere il capoluogo pugliese o paesi limitrofi.
Nel dettaglio i treni che non sono più in circolazione ormai dal 18 ottobre sono il regionale 12639, che partiva da Bari alle 8.17 e diretto a Taranto; il regionale 12642 che partiva da Tarano alle 10.20 e diretto a Bari, il regionale 22410 che partiva da Taranto alle 18.08 e diretto a Bari; il regionale 22399 che partiva alle 23.18 e diretto a Taranto quest’ultimo sostituito con un servizio bus; il regionale 22411 che partiva da Bari e diretto a Gioia del Colle, così come in direzione opposta il regionale 22414 delle ore 21.32. Disagi che riguardano non solo i viaggiatori acquavivesi ma anche tutti coloro che fanno parte della tratta Bari-Taranto.

Ma non sono solo i treni a causare disagi ai pendolari acquavivesi, di mezzo c’è anche il servizio bus della Sita.
Un primo problema riguarda l’orario di uscita scolastica di alcuni ragazzi i quali uscendo alle ore 13.15 perdono il servizio bus per soli15 minuti.
Inoltre la problematica principale che riguarda l’azienda Sita, oltre ai numerosi pendolari che pagano il biglietto e spesso sono costretti a viaggiare in piedi, emblematico è il caso della corsa delle 7.00 per Bari, è la soppressione della fermata in Piazza Kennedy per alcuni bus.
Infatti come si legge nel comunicato ACM n.88/10 del 5 ottobre 2010, reso pubblico sul sito della stessa azienda, la Sita sospende la fermata in Piazza Kennedy dei bus delle 19.30 e 21.00 che effettuano la tratta Acquaviva-Bari e viceversa. Nel comunicato si legge che la causa della sospensione della fermata in Piazza Kennedy è per evitare i ritardi causati dalle difficoltà di manovra degli autobus dovuta alla costante presenza di vetture in divieto di sosta.

Da un incontro, con l’Avv. Casucci Vincenzo, assessore alle attività produttive del comune di Acquaviva delle fonti e il Magg. Centrone della Polizia Municipale di Acquaviva, è scaturito che la vigilanza della Polizia Municipale in Piazza Kennedy è aumentata nettamente, al fronte di evitare ulteriori problematiche con la Sita e per favorire l’ingresso degli autobus in prossimità della Piazza stessa. Ma a settimane di distanza dalla sospensione della fermata avvenuta dall’Azienda nulla si muove. Anche se il problema è stato risolto in parte. A conferma di ciò il Magg. Centrone ha voluto verificare e dimostrare che sono state prese delle precauzioni, infatti venerdì 5 novembre 2010 alle ore 13:00 dopo l’incontro siamo giunti in Piazza Kennedy ed effettivamente auto in divieto di sosta non c’erano.
Forse sarà stato un caso? In oltre per garantire una libera circolazione degli autobus in Piazza Kennedy, il comune inizierà ad effettuare i lavori di segnaletica sia verticale che orizzontale. I lavori (come mostra il progetto) prevedono la predisposizione di parcheggi auto a pettine; una corsia bus; un cordolo e dei dissuasori, il tutto per evitare parcheggi in divieto di sosta e in modo selvaggio degli automobilisti scorretti. Ora non resta altro che attendere un responso concreto dall’azienda Sita per colmare il disagio creato ai poveri pendolari i quali oggi sono costretti ad utilizzare l’unica fermata di Monteschiavo.

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Commenti

  • cat19 (utente non verificato)

    SE NOI VIAGGIATORI DELLA SITA E GLI STESSI AUTISTI DELLA SITA SI LAMENTANO DELLA SOSTA SELVAGGIA IN DIVIETO DI SOSTA DI ALCUNI AUTOMOBILISTI IN PIAZZA KENNEDY, CIò VUOL DIRE CHE UN “PO’” DI VERITA’ C’E’, SE IN TANTI SI LAMENTANO. QUINDI NON MI VENISSERO A DIRE CHE HANNO TROVATO TUTTO NORMALE PER UNA SOLA VOLTA CHE SI SONO RECATI IN PIAZZA KENNEDY. LA SORVEGLAIANZA DEVE ESSERE CONTINUA. NOI VIAGGIATORI NON SIAMO DEI BABBEI! INTESO!

  • rocus (utente non verificato)

    Sono un moderato ma vedo rosso nei casi in cui l’acquavivese dimostra di essere un troglodita, cavernicolo, egoista e senza rispetto per il prossimo. Prendete le auto in divieto di sosta e gettatele nella discarica di Conversano. Se i possessori dovessero inveire, buttate giù anche loro, dopotutto si troverebbero nel loro ambiente naturale.

  • duce (utente non verificato)

    la discarica di conversano è piena…