“Fare il 28 luglio”

Come promuovere il Territorio
Venerdì 5 novembre si è tenuta presso il Salone delle Feste del Palazzo de’ Mari la presentazione del libro “Fare il 28 luglio – la storia locale come elemento di marketing territoriale”, scritto da Francesca Pietroforte e Filippo Davide Martucci.
Al dibattito, moderato dalla giornalista Marilda Tria, hanno partecipato, oltre agli autori, Ferdinando Pappalardo, docente presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari, Austacio Busto, dottore di ricerca presso la cattedra di Archeologia Medievale presso lo stesso ateneo, e Guglielmo Minervini, assessore regionale ai trasporti.
Il libro in questione frutto di un progetto finanziato con 25.000€ dalla Regione Puglia nell’ambito del primo bando di “Principi Attivi. Giovani idee per una Puglia migliore” (POR 2007-2013); progetto che ha consentito anche la nascita dell’agenzia di comunicazione e marketing, la LAB – Love Art Brand Comunicazioni.
“Fare il 28 luglio” è un’espressione idiomatica, comune fino a qualche decennio fa nel dialetto di Gioia del Colle con il significato di compiere un’azione funesta, con riferimento al 28 luglio 1861, quando il celebre brigante Sergente Romano attaccò il paese con la sua banda.
I due autori hanno spiegato come il libro sia diviso sostanzialmente in due parti, una riflessione storica sul fenomeno del Brigantaggio e una riflessione sul marketing territoriale. Il trait d’union è il problema dell’identità territoriale al sud; in questo senso, il recupero dei luoghi storici legati al brigantaggio consente di rafforzare la propria identità e al contempo di promuovere turisticamente il territorio connesso.
Con un intervento come di consueto molto interessante e dotto, il prof. Pappalardo ha contestato la tesi molto in voga attualmente, secondo cui i meridionali stavano meglio al tempo dei Borboni e che vuole contrapporre al mito gallo-padano dei leghisti il contro-mito del brigantaggio politico come resistenza armata all’oppressore sabaudo, in una lotta di simboli pseudo-storici che vede schierati l’uno contro l’altro armati Alberto da Giussano e il Sergente Romano.
L’Ass. Minervini dal canto suo ha ricordato quanto di buono fatto quand’era Assessore alle Politiche Giovanili e ha contribuito a ideare “Principi Attivi”, con l’obiettivo di aiutare i giovani pugliesi a inventarsi un lavoro nella loro regione senza essere costretti a emigrare, come sempre più spesso purtroppo succede.
L’archeologo Austacio Busto ha concluso infine l’incontro con una dettagliata relazione sui rilievi effettuati assieme a un’equipe di giovani ricercatori universitari che hanno fatto da base al libro stesso e sono stati finalizzati al recupero dei siti di Piscina di Gesù e dello Jazzo di Grotta Caprara, entrambi locati nel territorio del Comune di Gioia del Colle e legati alle vicissitudini del Sergente Romano e della sua banda di briganti durante il fatale 1861.
Solo grazie a questi rilievi, il Comune di Gioia ha “scoperto” di possedere lo Jazzo di Caprara e ha deciso di valorizzarlo, rendendolo punto di ricezione per i visitatori della vicina pineta.
I progetto è ancora in itinere e quanto presentato nella trascorsa giornata ne costituisce solo un succoso antipasto.
Mimmo Ferrante





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