Acquaviva Web Radio

Valentino G. Colapinto

La musica acquavivese corre sul web

0 commenta

Acquavivalive ha intervistato Luciano Mangialardo, acquavivese classe 1989, in arte “Lucio Momo” o “DJ Joker”, fondatore insieme al fratello maggiore Daniele Mangialardo della prima web radio acquavivese: Acquaviva Web Radio (http://www.wix.com/momoproject/web-radio).

Com’è vi è venuto in mente di creare una web radio?
Sono da sempre un appassionato di musica e vorrei dare una mano a tutti i ragazzi acquavivesi il cui sogno è fare i dj, i produttori musicali o semplicemente lavorare con la radio, ma non hanno le possibilità economiche di acquistare le apparecchiature necessarie.
Il web può essere un’ottima palestra per i giovani talenti che non trovano spazio sulle classiche radio via etere. Il venerdì dalle 18 alle 20 mandiamo in onda un programma dance curato da un ragazzo di soli quindici anni, Danilo Fasano, detto Lillo DJ.
Esaminiamo, inoltre, i dj-set inviatici da ragazzi acquavivesi o dei paesi limitrofi; chi ha inviato il dj-set più votato della settimana ha la possibilità di suonare in diretta nel nostro studio, dove ha a disposizione un’ottima attrezzatura come mixer e CDJ, simile a quella che si può trovare in una discoteca.

Quando e com’è nata la tua passione musicale?

Ho iniziato ad amare la musica alla tenera età di cinque anni, suonando il flauto dolce, l’armonica e pian piano le tastiere, per poi arrivare da autodidatta al pianoforte. Successivamente questa passione è un po’ sfumata, perché mi sono avvicinato all’arte culinaria, che porta via parecchio tempo.
All’età di diciassette anni, però, la voglia di suonare ritornò prepotentemente e iniziai così a fare le prime serate durante dei rave party e pian piano il mio nome si diffuse. Ho prodotto anche delle demo che sono state apprezzate nelle mie serate.

Cos’è il Momo Project? E perché ti chiamano anche DJ Joker?

È un progetto di produzioni musicali, nato dalla mia collaborazione con Antonio Frisella, un ragazzo di Adelfia. Siamo entrambi dj produttori. Momo era il soprannome della ragazza di Antonio. All’epoca facemmo quest’accordo: io avrei scelto i brani e lui avrebbe scelto il nome del progetto.
Per il resto, fin da piccolo sono soprannominato Joker, perché rido sempre, anche di fronte alle difficoltà più insormontabili. Quando ho cominciato a fare il dj, ho adottato il mio vecchio soprannome e ho cominciato a indossare maschere e fare cose un po’ particolari per esigenze di spettacolo.

Sei nato nel 1989. Come mai questo grande interesse per la musica degli anni ’80, che trova molto spazio su Acquaviva Web radio?
La web radio è un modo per esprimere le mie particolari idee musicali. Posso garantire che Acquaviva è ricca di intenditori musicali, che però sono costretti ad ascoltare sulle radio normali sempre la stessa musica e magari devono aspettare certe trasmissioni notturne per trovare finalmente musica diversa.
Io mi concentro soprattutto sulla musica anni ’80 e quindi post-punk, new wave, dance, ecc. Penso, infatti, che gli anni ’80 siano la base per la musica elettronica che arriva fino ai giorni nostri e quindi fin da quando avevo quattordici anni ho studiato approfonditamente la musica di quel periodo.

Cosa deve fare un ragazzo che vuole partecipare alle vostre trasmissioni?
Deve semplicemente inviare il suo dj-set ad acquavivawebradio@hotmail.it in formato mp3 o wma – anche zippato, o il link a siti come sendspace o sendit, su cui si possono caricare i propri set musicali – dopodiché manderemo in onda il dj-set durante la trasmissione “Techno Groove” il venerdì dalle 21.30 alle 22.30 e in replica la domenica alla stessa ora. Sarà il voto del pubblico per email a indicare il dj-set preferito. È fondamentale, però, l’età dei dj, perché abbiamo deciso di dare spazio agli under 20, visto che penso sarebbe inutile promuovere dj di oltre vent’anni.

Speri un giorno che Acquaviva Web Radio vada in onda via etere? E cosa ne pensi delle radio attuali?
Se un giorno i mezzi me lo consentiranno, mi piacerebbe molto, perché ritengo che Acquaviva abbia bisogno anche di questo. La musica accompagna le nostre giornate ed è essenziale che sia buona musica. Il problema delle radio italiane è che trasmettono tutte o quasi la stessa musica e che lasciano sempre più spazio a conduttori logorroici e ad approfondimenti giornalistici e sempre meno alla musica, che diventa un contorno.

Ti sei diplomato come tecnico ai servizi della ristorazione a Castellaneta. Hai in serbo anche dei progetti culinari per Acquaviva?
Così come sogno di realizzare una mia radio, spero anche di poter avere un mio ristorante. È da quando ho quattordici anni che ho cominciato a fare questo mestiere bellissimo, difficile, duro da fare per via degli orari dei sacrifici e dell’impegno fisico che richiede. Vorrei riuscire ad aprire quanto prima un mio locale con cucina casereccia a costi accettabili, perché è inutile proporre dalle nostre parti la nouvelle cousine o la cucina molecolare.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!