Il portavoce dell’Arca accusa: “Canile lager? ll Comune tace e acconsente!”

L’intervista ad Antonio Fraccascia
È scoppiata dirompente in questi giorni la notizia dell’ispezione effettuata dai Carabinieri dei NAS nel canile municipale di Acquaviva, sito in contrada “La Campana”,
a seguito della quale è stata riscontrata la presenza di 453 cani, ingabbiati come polli in una struttura autorizzata a contenerne al massimo 172, con un esubero di ben 281 unità.
I poveri cani sarebbero, quindi, costretti all’immobilità forzata ed esposti al rischio di epidemie a causa di condizioni igieniche precarie.
La relazione dei NAS è stata trasmessa al PM, che valuterà la sussistenza di eventuali reati.
Ricordiamo che da febbraio il servizio di mantenimento e ricovero dei cani randagi è stato affidato a un’impresa di Bari, la “M.A.P.I.A. srl”, a seguito di una gara cui ha partecipato quest’unica ditta, aggiudicandosela per un importo annuale di 300.000€.
“Ai microfoni” di Acquavivalive Antonio Fraccascia, portavoce dell’associazione per la protezione degli animali “L’Arca”, che ha gestito il canile dalla sua costruzione nel 1999 fino a marzo 2010, lancia gravi accuse sull’operato del Comune e della ditta barese.
Quand’è nata L’Arca?
L’Arca nasce ufficialmente il 20 ottobre 1995, giorno in cui si è costituita legalmente. Già all’epoca lavorava ed era presente sul territorio, ma pochissimi lo sapevano, poiché mancava una struttura comunale. I cani di Acquaviva erano ricoverati, infatti, al canile di Cassano. In quegli anni L’Arca accudiva in una struttura di campagna fatiscente, messaci generosamente a disposizione da un privato, circa novanta cani. Tutto a nostre spese, senza alcun tipo di contributo.
Come si è arrivati al canile comunale?
In seguito l’Amministrazione comunale recepì finalmente le nostre istanze, adeguandosi alla normativa vigente, e decise di costruire un canile comunale. L’Arca collaborò con il Comune, presentando il progetto di un canile rifugio, che fu fatto proprio dall’Amministrazione dell’epoca (1996).
Il nostro progetto, che fu poi avvallato dal Comune e approvato dall’ASL del tempo, al fine di sopperire agli elevatissimi costi necessari per costruire un canile-rifugio nel pieno rispetto dei criteri costruttivi previsti dalla L.R. N.12/95, prevedeva la cosiddetta “formula mista”, cioè sia il canile sanitario, con annesso rifugio, sia la stabulazione libera, consentita dalle disposizioni regionali (vedi D.G.R. N.6082/95 e s.s.m.), il che avrebbe consentito di ospitare ben oltre le duecento unità previste per legge e tanto perché, già all’epoca, l’entità del randagismo ad Acquaviva superava le 200 unità.
Purtroppo, in seguito la stabulazione mista non è mai stata attuata, perché non è mai stata autorizzata, né tantomeno richiesta, eppure nei dieci anni di gestione dell’Arca (dal luglio 1999 al marzo 2010) il Comune non ha mai ricevuto una multa o avuto problemi di alcun genere, né ci sono mai stati contenziosi con la stessa Associazione.
Questo forse potrebbe giustificare la dimenticanza di richiedere presso la Regione Puglia l’autorizzazione per la stabulazione libera, che consente di gestire i cani al di fuori dai box, i quali garantiscono appena 6 mq a cane, condannandolo così all’ergastolo, per avere, come unica colpa, quella di essere nato cane.
Il canile di Acquaviva ha box di 30 mq al cui interno dovrebbero esserci massimo 5 cani.
La stabulazione libera prevede, invece, ampi spazi per i cani: maxi-recinti che devono comunque presentare ripari dalle avversità atmosferiche e sistemi per alimentarsi e abbeverarsi. Noi avevamo attrezzato, a nostre spese, la struttura comunale con delle cucce coibentate, le quali garantiscono una temperatura costante di 20° circa tutto l’anno. Considerata la forma ad anfiteatro del nostro canile-rifugio comunale, oltre ai 36 box esistenti, esso contiene al suo interno una superficie di oltre 2.000 mq di paddock disponibili per la stabulazione libera, oltre ad altri 7000 mq circa di superficie utilizzabile, il tutto per 11.000 mq complessivi, interamente recintati.
Questo vuol dire che, conti alla mano e nel pieno rispetto della normativa vigente, quel canile potrebbe tranquillamente ospitare dai 500 ai 550 cani, invece dei 172 autorizzati, e tutto questo non accade solo perché l’attuale Asl (a differenza della precedente) rifiuta inspiegabilmente la stabulazione libera, che pure è prevista dalla legge.
A tanto vi è da aggiungere che la Regione Puglia ha previsto una deroga alle 200 unità solo ed esclusivamente per le strutture pubbliche, com’è quella acquavivese che – è bene ricordare – viene adesso colpevolmente considerata e trattata alla stregua di una struttura privata! Il canile-rifugio di Acquaviva è pubblico, non dimentichiamolo!
Il canile municipale, durante la gestione de L’Arca era diventato una struttura modello presa ad esempio in tutta la Puglia, in quanto racchiudeva in sé la volontà del Legislatore in merito alla lotta al randagismo che, secondo legge, dev’essere effettuata dai Comuni in strutture proprie e, preferibilmente, gestite da associazioni “no profit”.
Visti gli ottimi risultati da voi proclamati, come mai si è arrivati a un cambio di gestione?
È successo tutto durante la gestione commissariale, quando il Commissario Prefettizio, la dott.ssa M. F. D’Abbicco, ha trasferito la delega in materia all’Ing. Giovanni Didonna, Dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale. Questo dirigente si è messo fin dal primo momento in contrasto con L’Arca e ha manifestato la sua predisposizione verso una gestione privatistica del canile. Il perché di tutta quest’ostilità per noi resta ancora un mistero.
I fatti oggi ci dimostrano, però, che questo modo di pensare è sbagliato, perché affidare i canili municipali a società private provoca soltanto disastri, riducendo i cani a numeri, utili solo per mungere soldi alle casse comunali, senza riguardo alcuno verso la loro qualità di vita. Dimenticando che sono esseri senzienti.
È stato emesso un bando pubblico per affidare la gestione del canile: la M.A.P.I.A. srl è stata l’unica a presentare un’offerta. Perché L’Arca non ha partecipato?
A seguito della D.G. Comunale N.101/2007, la vecchia Amministrazione aveva predisposto e già eseguito un’indagine di mercato per l’assegnazione del servizio, in quanto il nostro contratto era scaduto il 31/12/2006 e, poiché l’Amministrazione dell’epoca non se n’era accorta, soltanto su nostra formale sollecitazione ne prese infine atto. Decise, pertanto, d’intervenire con l’atto d’indirizzo di cui alla citata D.G. Comunale. A onor del vero l’Amministrazione dell’epoca aveva già deliberato (D.G. Comunale N.82/2007) di prorogare il servizio alla nostra Associazione in attesa di rinnovarne il contratto, in quanto la convenzione all’epoca vigente (2003-2006) prevedeva il tacito rinnovo.
Per il principio di legalità – nonostante fossimo comunque pagati – presentammo le nostre perplessità al Comune, giacché la giudicavamo una situazione paradossale, dal momento che non era possibile per legge un contratto di fatto, né un tacito rinnovo o una proroga.
Dopo tale indagine di mercato, svolta su tutte le associazioni iscritte all’albo regionale, L’Arca si aggiudicò la gestione del servizio per il triennio 2008-2010.
Il successivo bando, emanato dal Comune e pubblicato sul GURI il 4 dicembre 2009 è – senza mezzi termini – una porcheria, cucito su misura per le società private aventi fini di lucro. Un bando con clausole vessatorie, fatto apposta per tagliare fuori le associazioni animaliste e protezioniste. Stranamente, però, tali clausole vessatorie oggi non vengono applicate al nuovo gestore.
Per partecipare al bando bisognava dichiarare di aver conseguito nell’ultimo triennio un fatturato di almeno 900.000€, IVA compresa. Requisito che L’Arca non aveva! Nessun’associazione animalista in tutta la Regione Puglia realizza un simile fatturato, tenendo presente che di solito le associazioni sono esenti da IVA. Certo, avremmo potuto costituire un’associazione temporanea d’impresa – questo è vero – ma ci sarebbe costato almeno il 10% del fatturato annuo, il che – unito al dovuto ribasso d’asta – avrebbe reso ancora più vessatorie le condizioni di partecipazione al bando. Chi è così pazzo da partecipare a un bando del genere? Di fatto ci è stato, quindi, impossibile partecipare. Era tutto calcolato per tagliarci fuori.
Che differenze giudicate ci siano tra la vostra passata gestione e quella attuale, in termini sia di economicità sia di livelli di occupazione e qualità del servizio?
Nel 2008, nell’indagine di mercato di cui sopra, avevamo richiesto 1.45€ a cane al giorno, ossia niente di più che la diaria rinveniente dal contratto del 2003 più l’aggiornamento ISTAT. Quando c’eravamo noi, il Comune spendeva per il canile cifre di poco superiori ai 200.000€. Si andava da un massimo di 240.000€ a 210.000€ l’anno: la cifra variava in funzione dei cani.
L’Amministrazione attuale ha previsto circa 200.000€ l’anno. In realtà, spenderà sicuramente di meno, perché da quando è subentrata la nuova gestione, ossia in soli cinque mesi, sono già morti molti cani (una quarantina circa). Adesso, inoltre, il Comune spende in tutto 1,40€ circa per cane al giorno, grazie all’offerta al ribasso della M.A.P.I.A.
C’è stato più volte contestato, in maniera informale, che con l’Arca i cani vivevano troppo a lungo e quindi costavano troppo per le casse comunali. Noi cercavamo solo di fare al meglio il nostro lavoro, trattando i nostri cani come esseri senzienti e non come macchine per far soldi.
Con L’Arca lavoravano otto persone in inverno e dodici-tredici in estate, in media dieci acquavivesi, che da marzo si sono ritrovati all’improvviso quasi tutti senza reddito.
Oggi la M.A.P.I.A. dà lavoro soltanto a tre dipendenti, per di più con contratto part-time di sei ore al giorno, dalle 9 alle 15 nei giorni feriali e dalle 9 alle 12,30-13 nei giorni festivi. Dei tre dipendenti giornalmente ne lavorano solo due.
Con noi il canile era aperto mediamente dodici-tredici ore: dalle 7 alle 19. In estate si cominciava anche verso le 5.30 e si finiva verso le 21. Tutti i dipendenti erano assunti, assicurati e pagati regolarmente.
Due di questi nostri collaboratori sono passati alla M.A.P.I.A. s.r.l., ma ci hanno comunicato il loro malcontento, perché le sei ore giornaliere non consentono neppure di eseguire il lavoro ordinario, cioè pulizia degli ambienti e somministrazione di acqua e cibo. Un lavoro che prima era svolto da dieci persone nel doppio del tempo.
Ciò comporta, ovviamente, gravi disservizi e forse non è estraneo alla spaventosa moria di cani, di molto superiore alle nostre statistiche.
Come se non bastasse, il canile – in quanto struttura pubblica – con la gestione dell’Arca offriva un servizio pubblico e, pertanto, era costantemente a disposizione e aperto al pubblico.
Oggi, invece, il canile è diventato una struttura inaccessibile sia ai soci dell’Associazione L’Arca, sia ai giornalisti (vedi la denuncia di una nota televisione locale).
Di fatto l’unica area aperta ai pochi fortunati visitatori è quella antistante, mentre i box dei cani sono off-limits.
Quando c’eravamo noi, chiunque poteva entrare in qualsiasi momento. Non avevamo nulla da nascondere ed era divenuta abitudine per molti cittadini farsi la passeggiata al canile per venirsi a prendere un caffè e visitare i cani.
Prima tali cani erano lasciati liberi negli ampi recinti, adesso sono tutti rinchiusi nelle gabbie e nei ristretti box messi a loro disposizione.
Oggi tutto è cambiato. Siamo passati da una struttura modello a un vero e proprio lager (parola dei NAS).
Ritenete che il contratto tra il Comune e l’attuale gestore sia regolare o meno?
Secondo noi – e l’abbiamo già formalizzato al Sindaco con una nota del 21/06/2010 – il contratto dev’essere ritirato in autotutela dall’Amministrazione, per molteplici motivazioni legali. Non abbiamo mai avuto risposta a tale lettera, ma quello che abbiamo denunciato a giugno non è cambiato affatto, anzi la situazione si è aggravata, come già riscontrato dai NAS.
L’Amministrazione si è, sorprendentemente, chiusa a campana a tutela di questo gestore. Gestore inadempiente, perché non collegato ad alcuna associazione animalista, come previsto invece per legge. L’associazione di Valenzano che – secondo l’Ing. Didonna – avrebbe aderito, contattata personalmente da noi, ha negato tutto e afferma di essere stata soltanto pressata con insistenza, ma di non aver mai formalizzato tale adesione e che, inoltre, non ha nessuna intenzione di venire ad Acquaviva in quanto oberata dal suo dovere di accudimento dei 400 cani di Valenzano. E’ evidente che uno dei due mente.
Comunque, laddove ci fosse davvero una formale adesione di tale Associazione, questa sarebbe puramente strumentale e servirebbe solo a garantire la continuità della gestione alla M.A.P.I.A S.r.l., giacché nei fatti la suddetta associazione non opera, né ha mai operato nel nostro canile comunale.
Secondo voi, dopo la denuncia dei NAS cosa accadrà adesso?
Abbiamo saputo che l’Amministrazione sta per trasferire 150 cani alla struttura di proprietà della M.A.P.I.A. S.r.l. di Bari. Cani che non torneranno mai più ad Acquaviva e che, insieme con quelli accuditi nel nostro canile-rifugio, potrebbero costare il 10% di più alle casse comunali.
Assurdamente, nessun provvedimento viene preso dalla Giunta Squicciarini contro le inadempienze e la cattiva gestione della M.A.P.I.A. S.r.l. e, per di più, con il trasferimento nella sua struttura di questi cani, la si premia! La M.A.P.I.A. S.r.l. potrà chiedere, infatti, un nuovo contratto – più oneroso del precedente – al Comune e questo non potrà sottrarsi. Dire che è vergognoso è poco.
Il sindaco Squicciarini è a conoscenza delle vostre accuse?
Il Signor Sindaco è stato messo a conoscenza di tutto e, ciò nonostante, tenuto in ostaggio da non so chi, si sta preparando a firmare un atto di cui dovrà rispondere personalmente in tutte le sedi. Non è certo questo il cambiamento che ci aspettavamo. Stiamo andando incontro a un errore irreversibile e irreparabile. Lo ripeto, ci sono i presupposti affinché la struttura comunale abbia l’autorizzazione sanitaria per i 450 circa cani ospiti e, comunque, è possibile adeguarla a tale capacità ricettiva, senza che il Comune vada incontro a sanzioni e contestazioni di sorta. La Regione Puglia ha previsto, inoltre, una deroga ai 200 posti, solo ed esclusivamente per le strutture comunali.
Nel prossimo Consiglio Comunale, convocato per domani, è stata messa all’Ordine del Giorno la richiesta avanzata da voi e dal Codacons di istituire una Commissione Speciale di vigilanza. Cosa vi aspettate che venga deliberato dal Consiglio?
Noi auspichiamo la creazione di una Commissione seria, che indaghi a 360° sul randagismo e la gestione del canile comunale. È fondamentale, però, la composizione di questa commissione, perché se vi saranno inseriti quattro consiglieri senza né arte, né parte, che magari hanno pure paura dei cani, gli esiti sono già prevedibili. Occorrono consiglieri esperti e motivati, che non abbiano paura di niente e nessuno.
Ma il rischio è che, comunque, quando la Commissione sarà insediata, il danno sarà ormai già fatto. I cani saranno stati già spostati e non potranno mai più ritornare indietro. Forse ci troveremo ad affrontare anche una nuova campagna elettorale e il problema sarà relegato in terz’ordine, finché nel 2012 non scadrà la gestione M.A.P.I.A. S.r.l. e la situazione si sarà già irreversibilmente logorata.
Acquavivalive raccoglie l’accorato appello dell’associazione L’ARCA e invita chi di dovere a verificare attentamente e responsabilmente i fatti qui sopra denunciati, affinché non si facciano soffrire inutilmente i migliori amici dell’uomo.





Commenti
squicciarini ostaggio? mordetevi la lingua…
Concordo Con Il “Muto” =P
BRAVO LUNA99 IL SINDACO E TUTTA L’AMMINISTRAZIONE DEVE RISPONDERE,NON E’FISIOLOGICO PER IL BREVE LASSO DI TEMPO,IN CUI SI SONO VERIFICATI I DECESSI.ASSOCIAZIONI ANIMALISTE DELLA PUGLIA DOVE SIETE?QUESTE POVERE CREATURE CHIEDONO LA VERITA’.CONTINUEREMO A SEGUIRE IL CASO.
Quanto scritto nell’articolo è tutto vero, andate fuori al canile, leggete gli orari di lavoro, un cane che deve fare terapia, e si fanno ogni tot ore, solitamemnte si somministrano le compresse ogni 12h, come si fa se aprono alle 9:00 e chiudono alle 15:00???? Qunado l’acqua finisce, il pm. chi riempirà le ciotole di acqua???
Premesso che la mia non è una polemica,è un “DATO” di fatto, sono morti una quarantina di cani.
La sottoscritta era solita far visita ai cani, li conosceva tutti, tanto è vero che vi ho citato dei nomi, un altro dato alla mano, importante, sono morti anche cani “GIOVANI”. ma semmai fossero morti solo i più anziani, non è un numero troppo elevato per soli 5 mesi di gestione??? Ci sarà un’anomalia…..
…e del randagismo ne vogliamo parlare…nei pressi della parrocchia del sacro cuore la sera si ha paura ad uscire dalla propria autovettura xchè c’è un branco di cani che puntualmente assale qualche malcapitato..abbiamo fatto gia una lettera alle autorità competenti ma ad oggi nn si è visto nessun risultato….speriamo di nn dover raccontare di qualche episodio più grave..
I cani del sacro cuore,non sono aggressivi.
1.Le Terapie somministrate ai cani di solito sono di 24h e non di 12h
2.@MAia78 secondo lei al canile non c’è gente che ama gli animali??Penso che Qualcuno Che Lavori lì faccia anche qualche extra per nutrirli e curarli…Forseeee!
Sindaco,stiamo ai fatti: sono morti 40 cani e qualcuno in paese dice , anche di più.Di cosa? Vecchiaia?,malattia? o di felicità?Dove,come e da chi sono stati curati?Quando penso che salviamo cani con tumori, crisi epilettiche ecc,penso anche che ,un canile ,”sgangherato” che sia , debba essere gestito da chi dedica tempo e ha misericordia.Misericordia è:non stressare i cani con il trasferimento e farli gestire da chi li ama veramente.Da voi non c’è misericordia.
Solo poche parole…io lavoravo al canile fino al cambio di gestione, ero presente quando l’ispezione NAS di agosto 2009 ci ha fatto i complimenti. Invito tutti coloro che inneggiano alla falsità del vecchio gestore e al fatto ke lui si muova x una semplice e stupida questione economica, a farsi un giro dal canile e a dirmi se è modo di gestirlo (i cani sono una semplice prova).
Prima di parlare o lasciare commenti informatevi di persona e non x sentito dire…ed evitate di fare gli squallidi diffamando le persone!una semplice dritta da uno studente di veterinaria: in piena estate non si lasciano i cani sotto il sole e senza acqua alle 3 di pomeriggio (ho le foto)
la maggiorparte delle terapie si effettuano alle 12 ore e non alle 24 (soprattutto se parliamo di antibiotici, farmaci per epilessia, farmaci per leishmaniosi) i principi attivi dopo le 12 ore calano bruscamente e questo lo sanno anche le matricole di veterinaria!!! SE DOVETE PARLARE FATELO X TESTIMONIANZA DIRETTA E NON PER SENTITO DIRE!!! Ho le prove in mano, quando volete! Che schifo!
Bravo ahahahahah17 ,ora ho le idee chiare;sono morti di felicità.Continuate pure a fare gli straordinari senza accorgervi dei cani che stanno male e muoiono,tanto sono solo cani COMPLIMENTI.
…secondo me, graffetta ha PIENAMENTE centrato il punto !!!!
Ma poi, siamo sicuri che quanto descritto nell’articolo sia tutto vero? Sarà vero che sono morti 40 cani? Mah !!!! Secondo me è anche naturale che più si va avanti nel tempo, più aumentano i decessi, l’età avanza per tutti e i cani non si sottraggono a questa regola. Quindi, più passa il tempo, più diventano vecchi e ne muoiono sempre più !!!!!!!!
Detto ciò, ci si può auspicare che l’Amministrazione risponda con dati alla mano !!!!
Un dato di fatto, sono i numeri, soffermiamo la nostra attenzione su quello, son morti troppi cani in così poco tempo.
Perciò, chi ha il potere, di cambiare questa situazione può farlo, applicando la legge,
Sorrido quando penso a lei, Peperina,piango per la rabbia, perché non doveva morire. Adorava correre, giocare, rompere le cosiddette scatole, quello era il suo hobby preferito.
BAU! BAU! CONTINUA LA VITA DA CANE E NESSUNO SE NE FREGA! BAU! BAU!
GLI AMICI DELL’………….UOMO!!!!!!!!!!
BAU!BAU!BAU!BAU!BAU! GRRRRRRRRRRRRR! SCHERZIAMO! NOI VOGLIAMO BENE ALL’UOMO, QUELLO VERO CHE CI AMA SEMPRE E CI RISPETTA!!!!! BAU!
ahh!!! quanto amore sprigiona verso gli animali questo uomo. €€€€€€€€€€€€€€€€€€€€…………
prima di fare dei titoloni ad effetto bisognerebbe documentarsi sennò si perde credibilità e non si rende un buon servizio alla comunità.Il sopralluogo del N.A.S.mi consta essere stato effettuato quasi tre mesi fa, 5 luglio 2010!!!!e visto che Antonio Fraccascia riporta la definizione di LAGER(parola dei N.A.S.) sarebbe auspicabile anche per noi cittadini venire a conoscenza del contenuto del verbale di sopralluogo
@muto: il sopralluogo è stato effettuato a luglio, ma solo adesso ne è giunta notizia ai media.
Valentino G. Colapinto
I cani di Acquaviva non devono essere trasferiti al canile PRIVATO mapia di Bari,dove i cani sono in esubero e per legge devono andare in esaurimento.UNA SITUAZIONE DI ILLEGALITA’ INCERTA NON PUO ESSERE SANATA CON UNA ILLEGALITA’ CERTA.LA ASL NON PUO’ CONCEDERE QUESTO TRASFERIMENTO!!!!!
NO AL TRASFERIMENTO DEI CANI ALLA MAPIA DI BARI, è STRACOLMA E LA ASL NON PUO’ PER LEGGE DARE LA SUA AUTORIZZAZIONE.RIVOLGETEVI ALLA TASK FORCE ISTITUITA DALL’ON MARTINI E FERMATE QUESTA DEPORTAZIONE.CI SONO A DISPOSIZIONE 11000 MQ RISTRUTTURATE QUESTO RIFUGIO E NON STRESSATE I CANI.
Graffetta, avresti potuto scrivere qualcosa di più sensato e meno futile, tanto da rendere riduttivo l’articolo.
Con tutto il rispetto per il sindaco,Squicciarini, considerando che è stata fatta un’ottima propaganda affinché lui vincesse, alla quale io sono stata partecipe, non è da sottovalutare che per questa faccenda delicata, in cui sono morti una “QUARANTINA” di cani, non sta facendo nulla, affinché si continui ad evitare,questo delitto.
La uccisione di animali, in diritto penale, è il reato previsto dall’art. 544-bis del Codice Penale ai sensi del quale: Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi.
Una parte della dottrina recente ha etichettato questo reato coniando il neologismo “animalicidio”, a sottolineare il parallelo realizzato dal legislatore tra questa fattispecie delittuosa e l’omicidio.
Quello che sta facendo questa nuova gestione come lo chiamate???
Invece di garantire la salute e il benessere del cane, li sta conducendo alla morte.
In cinque mesi di gestione, io ho visto morire i miei amici cani, giovani e vecchi. Allora vogliamo continuare a far gestire il canile,a questa gestione incompetente??? Che tutto fa, all’infuori di salvaguardare la vita dei cani??? E non dimentichiamo che dovrebbe essere un rifugio per cani, e non una condanna a morte per loro.
Un saluto a tutti loro che sono volati in cielo,senza colpa alcuna, a loro……..angeli innocenti, un bacio affettuoso, un abbraccio caloroso, affinché possiate almeno vivere in pace in un’altra vita.
Ricordiamo Postina, Vincent, Roky, e tutti gli altri.
Un saluto particolare a Peperina……… questo nome non le fu dato a caso, era davvero una peste, un’adorabile peste. Scrivo, ma tremo per il dolore, aveva appena tre anni, una piccola maremmana, fu abbandonata, adorava tanto le coccole, aveva le zampe posteriori alla” dieci e dieci:”-)), un sacco di difetti, c’era chi non la sopportava, ma era sufficiente osservare il suo sguardo, dolcissimo,per capire che esprimeva la voglia di essere amata incondizionatamente.
Ahahahahah17, ma non ti vergogni di scrivere senza avere la più pallida idea di quello che stai dicendo??? ma ti informi prima???, o parli per muovere la bocca, o giocare con la dita sulla tastiera.
Patetico!!!!!!