“Incontro” e “Prometeo” senza peli sulla lingua

Valentino G. Colapinto

“L’idea di Notte Bianca, da noi proposta in tempi non sospetti, richiedeva un certo impegno economico e forse questo è stato il motivo della sua bocciatura”

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In occasione della seconda edizione di Acquaviva Art Fair, tenutasi lunedì 6 settembre in piazza Di Vagno, Acquavivalive ha intervistato due degli organizzatori: Michele Natale, presidente dell’Ass. Culturale “Prometeo”, e Roberto Eustachio Tritto, presidente dell’Ass. Culturale “L’Incontro Onlus”.

Questa è la seconda edizione di Art Fair: cos’è cambiato rispetto all’anno scorso?
R.E.T.: «La novità è che l’idea di un coordinamento auto-organizzato di artisti e associazioni è diventata realtà. C’è qualcosa in meno rispetto allo scorso anno, ma allora avevamo invitato tutti, mentre quest’anno sono rimaste le associazioni più motivate, così facendo ne ha guadagnato la qualità dell’evento. Sono presenti l’Archeoclub di Altamura, l’Associazione Astrofili Galileo Galilei, il Tribunale dei diritti del malato, gli allievi dell’associazione Artistika, il Museo dell’Arte Contadina di Gioia del Colle, Issup, la caricaturista Teresa Guido, Amnesty International e altri ancora, oltre, ovviamente, a Prometeo e L’Incontro, con un doveroso ringraziamento alla presenza artistica e fisica del pittore Nicola Vetrano e degli artisti Cicero e Colaninno. Da non dimenticare, infine, le foto di Eustio Lenoci e Giuseppe Larenza.»
M.N.: «L’obiettivo dell’anno scorso era realizzare il coordinamento delle associazioni e ci siamo riusciti. La proposta di quest’anno verte, invece, sul Parco Letterario “Antonio Lucarelli” e la costituzione di un Centro Studi “Antonio Lucarelli”. Il nostro obiettivo per il prossimo anno è riuscire a costruire queste due nuove realtà, ricollegandoci all’esperienza del turismo esperienziale e turismo culturale. La zona di Acquaviva ha pochi monumenti di rilevante attrazione turistica, per questo abbiamo scelto di attirare l’attenzione e porre al centro della nostra attività la vita e la storia della sua popolazione.»

Oggi è in vendita anche un libro intitolato “Sulle tracce di… Antonio Lucarelli”. Di cosa si tratta?
M.N.: « Ho scritto questo libro, cercando di riassumere (cosa assolutamente non facile) la vita e le opere di Antonio Lucarelli, concentrandomi principalmente sulla Rivoluzione Partenopea del 1799 e il Brigantaggio politico post-unitario. L’anno prossimo ricorre il 150° anniversario dell’Unità d’Italia ed è giusto ricordare la storia nel modo più corretto e, partendo dalle indicazioni di Lucarelli, ho cercato di attirare l’attenzione su ciò che realmente è avvenuto un secolo e mezzo fa. L’unità d’Italia è stata un’occupazione militare e il brigantaggio è stato la reazione sociale a quell’occupazione. Ritornare a riflettere su quest’aspetto è di enorme importanza e attualità, visto il ruolo e l’importanza che ha assunto quella tendenza politica colonizzatrice che avanza grazie a componenti politiche del Nord e ha conquistato un ruolo legittimo all’interno del Palazzo della politica italiana. Abbiamo tentato di coinvolgere anche l’Amministrazione Comunale, proponendo, in un incontro con l’Ass. alla Cultura, la “Notte Bianca dei Briganti”. Non abbiamo avuto nessuna risposta. Abbiamo poi scoperto che la Notte Bianca è stata fatta, senza i Briganti, che forse ancora oggi fanno paura, e inserita nel calderone di “Estateviva”, affidando tutta la gestione e organizzazione alla Pro Loco.»
R.E.T.: «Non molti sanno che l’idea di Notte Bianca ad Acquaviva nasce proprio dalle Ass. Prometeo e L’Incontro, pensata originariamente come Notte dei Briganti. La Notte Bianca cui abbiamo assistito sabato 4 settembre è stato un buon inizio, considerato che era la prima volta e che è stata organizzata in pochi giorni. Sicuramente non sono state coinvolte tutte le realtà associative, anche perché noi personalmente eravamo già impegnati con Art Fair e abbiamo ritenuto opportuno non confondere le due iniziative. L’idea di Notte Bianca, da noi proposta in tempi non sospetti, richiedeva un certo impegno economico e forse questo è stato il motivo della sua bocciatura. Spero che l’unica causa del suo rifiuto sia stata appunto questa; so soltanto che proposi come data il 4 settembre e che questa è rimasta anche per la Notte Bianca della Pro Loco.»
M.N.: «Vorrei aggiungere una cosa. So che i fondi sono pochi, ma il problema vero è metodologico. All’inizio di giugno siamo stati convocati per la prima e finora unica riunione della “Consulta della Cultura e dell’Ambiente”, durante la quale l’Ass. Pietroforte chiese a tutte le associazioni presenti (oltre una trentina) di presentare i loro progetti per l’Estate Acquavivese entro il 15 giugno, cosa che poi è accaduto. Alla fine di quell’incontro ci demmo appuntamento per una nuova riunione della Consulta da tenersi a fine giugno, per mettere in cantiere la programmazione estiva. A fine giugno una riunione di Giunta ha individuato i fondi per finanziare l’Estate Acquavivese. A metà luglio questi fondi sono stati approvati dal Consiglio Comunale. A fine luglio viene fuori un manifesto che dice che è la Pro Loco che organizza con il patrocinio comunale le iniziative dell’Estateviva. La Consulta è sparita. Alle associazioni, prima invitate a proporre le iniziative, viene scippato il ruolo di “organizzatori” e gestori dei denari; è lasciato loro solo l’impegno come manovalanza. Tutti i fondi sono amministrati chissà da chi, probabilmente dalla Pro Loco. Mi chiedo: è questa la democrazia partecipata che vuole promuovere quest’amministrazione comunale di centro-sinistra? Come mai l’unico riferimento in campo culturale per le Amministrazioni, vecchie e nuove, del Comune di Acquaviva si chiama Pro Loco? Perché convocare e poi umiliare le altre associazioni che operano nel nostro paese? Avevo proposto all’Assessore alla Cultura di costituire un “Comitato Promotore dell’Estate Acquavivese”, con la partecipazione di un rappresentante per associazione e il compito di gestire, presentare e realizzare l’Estate acquavivese. Mi fu risposto “Sì, senz’altro, ne riparliamo nella riunione di fine giugno”. Oggi sappiamo che si è andato in altra direzione, non so se questo modo di procedere è umiliante per le Associazioni o piuttosto per l’Assessore, so soltanto che a metà luglio l’Assessore alla Cultura era da sola alla conferenza stampa in cui è stata presentata l’iniziativa “Estateviva”. Iniziativa di chi? Organizzata da chi e fatta da chi? Dove sono finite le associazioni che erano state coinvolte all’inizio? Non sappiamo neanche quando è realmente costata l’Estate Acquavivese. Sappiamo soltanto che la delibera di Giunta approvata dal Consiglio Comunale parlava di 15-18.000 €. Voglio fare una richiesta, poiché rispetto al passato abbiamo bisogno di tracciare un cambiamento, perché l’Amministrazione non dimostra la sua limpidezza e non pubblica immediatamente il bilancio consuntivo dell’Estateviva? Un bilancio differenziato iniziativa per iniziativa. Vorremmo essere informati su quanti soldi ha speso e su chi e come li ha gestiti. Dove sono finiti questi soldi? A cosa sono serviti? Semplicemente vorremmo riuscire a capire questo. Inoltre, quanti soldi sono stati assegnati alle varie associazioni? Un bilancio pubblico serve anche a permettere alla Consulta (la ricordate? Quella d’inizio giugno!) di valutare come vengono spesi i soldi stanziati per le attività di tutte le Associazioni che la compongono. Questa si chiama trasparenza. Questa si chiama democrazia. Sfido, quindi, questa Amministrazione, questi assessori, questa giunta a dare le risposte più chiare possibili a queste domande.»

Giunta Squicciarini: avete notato un cambio di passo rispetto al passato nella gestione degli aspetti culturali e nel rapporto con le associazioni? Che consigli dareste all’assessore Pietroforte?

R.E.T.: «Partirei prima dal consiglio. Raccomanderei umilmente di ascoltare di più “tutte” le associazioni, perché ce ne sono tante, siamo una delle trenta circa del nostro paese, e cercare di coordinarle meglio. È presto per dare un giudizio sul nuovo sindaco, anche perché noi come associazione siamo venuti fuori attivamente l’estate scorsa quando c’era il Commissario Prefettizio. Vorrei ricordare, infatti, che senza l’ausilio di nessun finanziamento pubblico siamo riusciti a organizzare 12 eventidate in 12 mesi. Se tutte le associazioni presenti sul territorio facessero lo stesso, credo che diventeremmo un fiore all’occhiello per la cultura nella provincia di Bari. Paragoni non ne faccio, anche perché nel recente passato c’era il nulla»
M.N.: «Io vorrei tornare all’esperienza della prima riunione della Consulta della Cultura. La cosa strana è che eravamo da venti a trenta associazioni. Ho fatto una riflessione. Se ogni associazione culturale di questo paese (iscritta nell’elenco comunale) svolgesse una sola manifestazione l’anno, avremmo avuto quasi una manifestazione la settimana. Che cosa vuol dire questo? Fra le associazioni presenti c’erano anche associazioni poco conosciute. Mi sorge un dubbio; so che c’è la logica del contributo alle associazioni (è da chiedere: quando è stato speso in passato e chi ne ha beneficiato?). Propongo di abolire questo metodo, perché poco trasparente e facilmente assoggettabile a clientele. Le associazioni o riescono ad autofinanziarsi oppure non hanno senso, né credibilità. Propongo, inoltre, che i fondi stanziati per la cultura siano investiti in un piano pluriennale per costruire un centro culturale polivalente, per esempio riadattando il Macello Comunale, che è una struttura pubblica abbandonata. Un centro polivalente per offrire strumenti idonei ed efficienti alle associazioni culturali serie, che vogliono realizzare delle iniziative concrete. Solo così riusciremo a facilitare il compito di coloro che intendono svolgere in modo disinteressato la loro attività di promozione culturale. Non possiamo accettare che si elargiscono fondi pubblici alle associazioni, senza capire cosa si sta finanziando. Ecco perché chiedo che sia reso pubblico il bilancio dettagliato della manifestazione Estateviva e proponiamo di investire in strutture e strumenti per facilitare l’operato delle varie associazioni.»

Per dovere di cronaca Acquavivalive ha cercato la risposta dell’Assessore Pietroforte, la quale, molto gentilmente, ci ha detto che preferisce non replicare per non alimentare una coda di polemiche e che risponderà alla prossima riunione della Consulta.

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Commenti

  • Calliope (utente non verificato)

    solite magagne acquavivesi. grandi tritto e natale, spero che il parco letterario diventi realtà.

  • Cervantes (utente non verificato)

    La gente è intelligente, sa apprezzare chi merita. Il suo genuino e proficuo impegno, caro Assessore, è sotto gli occhi di tutti ed è da tutti stimato. Ciò, purtroppo, forse crea invidia in chi, ahimè, è abituato da anni alle lamentele e alla dietrologia. Pertanto continui a fare il suo lavoro nella stessa maniera in cui lo sta facendo, una raccomandazione però, continui a farlo sempre con la stessa umiltà.

  • titti78 (utente non verificato)

    Per Cervantes: non bisogna giudicare per PARTITO preso, ma bisogna conoscere i fatti. Tu li conosci?

  • euroby (utente non verificato)

    Da parte dell’Ass. L’INCONTRO non c’è polemica con nessuno, abbiamo solo narrato i fatti così come sono andati senza polemizzare, anzi…
    Ci sembra giusto che la cittadinanza debba sapere, e se si vuole dare una svolta reale, si deve partire unicamente dalla trasparenza dei fatti, solo così potremmo dire TUTTI che stiamo contribuendo ad un cambiamento e alla crescita di Acquaviva.
    Senza polemiche
    Roberto Tritto

  • controcorrente (utente non verificato)

    roberto continua a lavorare come stai facendo, anzi martellate ancora di più questa amministrazione perchè le associazioni devono poter lavorare liberamente e in sinergia tra loro…
    un solo appunto a cervantes: NON DIFENDERE L’ASS. PIETROFORTE perchè penso che lo possa fare anche lei e non preoccuparti perchè qui nessuno è invidioso di una persona che stà lì solo per parlare a nome di un altro.