Puglialibre A Testa in Sud

Valentino G. Colapinto

“Parlerei con molta cautela di “Rinascimento culturale” a proposito della Puglia”

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In occasione del Festival Letterario “A Testa in Sud”, svoltosi ad Acquaviva dal 30 agosto al primo settembre, Acquavivaliveha intervistato gli ospiti invitati, tra cui Stefano Savella, presidente dell’associazione culturale “PugliaLibre – Libri a km zero” (http://www.puglialibre.it/), presente la serata di ieri dedicata a “Scrivere e pubblicare a Sud”.

Può presentarci brevemente Puglialibre?

PugliaLibre nasce come blog indipendente nel dicembre 2007 e diventa rivista online nell’aprile 2009. A partire da giugno 2009 fino ad oggi sono stati pubblicati, grazie anche al finanziamento del bando “Principi Attivi” della Regione Puglia, nove supplementi cartacei gratuiti per la promozione delle migliori pubblicazioni della piccola e media editoria pugliese. Questo è dunque il nostro obiettivo: dare visibilità a un gran numero di pubblicazioni, spesso anche di valore, dei piccoli e medi editori pugliesi, che non trovano altro spazio di diffusione in un mercato, come quello editoriale italiano, stretto dallo strapotere delle grandi catene librarie e dai grandi colossi editoriali. In PugliaLibre trovano però spazio più in generale tutti gli scrittori pugliesi, anche i più famosi, che portano sempre con sé nel resto d’Italia uno spicchio di Puglia.

Da tempo in Puglia non si conosceva un così ricco fermento culturale. Festival, iniziative e associazioni culturali di vario tipo sbocciano ovunque. Gli scrittori pugliesi si affermano sempre più a livello nazionale. Si può parlare di un “Rinascimento Culturale Pugliese”? E quali potrebbero esserne le cause?
Parlerei con molta cautela di "Rinascimento culturale" a proposito della Puglia: la stessa definizione è stata utilizzata con grandi enfasi nella Napoli degli anni Novanta, ma quella stagione, che pure ha avuto un breve periodo di successo, non ha saputo radicarsi sul territorio e affermarsi definitivamente, tutt’altro. Certo la Puglia vive oggi un fermento che è sotto gli occhi di tutto il paese, in campo culturale e non solo. Tuttavia è ancora altissima la percentuale di coloro che, proprio per affermarsi nel campo della cultura, devono spostarsi nelle regioni del centro-nord o all’estero. È quindi ancora necessario uno sforzo, da parte soprattutto dell’amministrazione regionale, per fare della Puglia l’avanguardia creativa del paese. Le premesse anche programmatiche ci sono tutte, ma è necessario aspettare ancora qualche anno per coglierne i risultati.

Perché gli italiani leggono così poco? E perché la Puglia è una delle regioni italiane dove si legge di meno?

L’Italia ha visto progressivamente diminuire i fondi statali destinati alle attività culturali e in particolare alla diffusione della lettura. Sempre più spesso, più che ‘diffondere’ la lettura si è provato a ‘promuovere’ la lettura, come se fosse un qualsiasi prodotto commerciale, che basta promuovere per farne incrementare le vendite. È venuta quindi a mancare, progressivamente, una serie di interventi strutturali per opporsi all’analfabetismo di ritorno e a tutto ciò che consente un numero così basso di lettori in Italia. D’altra parte, si pensi che attualmente i programmi culturali coprono appena il 9,3% delle ore di trasmissione delle tre principali reti Rai, rispetto al 20,3% per La7 e, addirittura, allo 0,8% per le reti Mediaset. Sono percentuali del tutto irrisorie rispetto a quelle della maggior parte degli altri paesi europei. Bisognerebbe partire anche da qui. Per quanto riguarda la Puglia, credo che il suo dato, effettivamente molto basso, vada rapportato a una situazione che riguarda l’intero Meridione. Si tratta quindi di effettuare qui al Sud un doppio lavoro: pretendere una politica attenta al ruolo che il libro per la crescita a tutti i livelli della società, e un movimento dal basso che sperimenti forme sempre nuove per intercettare quell’ancora amplissimo bacino di non lettori nelle nostre regioni.

Oggi più che mai sembra che pubblicare un libro sia un’aspirazione diffusissima, quasi un diritto inalienabile di ogni cittadino italiano. Che consigli date a uno scrittore emergente?

Non avere mai fretta di pubblicare il proprio lavoro, ma lasciarlo decantare tutto il tempo necessario per perfezionarlo. Molti libri in circolazione hanno grandi potenzialità, che vengono tuttavia sprecate, perché l’autore ha voluto pubblicare il proprio libro senza attendere la lettura e il parere di un esterno o rifiutando espressamente l’aiuto di un editor, vedendo in questa figura professionale chissà quale diavolo pronto a storpiare il proprio lavoro. Il print-on-demand, in questo senso, ha fatto esplodere il fenomeno della pubblicazione fai-da-te, che è certamente un’opportunità, ma alla quale approcciarsi con la necessaria cautela.

Gli ebook stanno per affermarsi anche in Italia: li vedete più come un’opportunità o una minaccia? E il caro, vecchio libro di carta è destinato a scomparire?
Il dibattito su questo punto è appena cominciato e anche all’interno della redazione della nostra rivista vi sono pareri del tutto contrastanti. Personalmente, trovo che il fenomeno degli ebook vada inquadrato a lungo termine, e in questo caso penso che riuscirà a convincere anche coloro che oggi sembrano essere i più contrari, un po’ come è successo un paio di decenni fa per il passaggio dalla cara, vecchia macchina per scrivere al computer.
Nel breve periodo assisteremo, invece, piuttosto a una moda estemporanea. I primi dati di rilievo sul fenomeno degli ebook in Italia credo che saranno disponibili alla fine del 2011. Tuttavia, credo molto nei risultati di una ricerca americana diffusi proprio pochi giorni fa: in sostanza, la possibilità di poter leggere davvero in ogni luogo in cui ci si trova, anche per pochi minuti, grazie a un ebook reader di piccole dimensioni, la possibilità di poter scegliere in ogni momento tra un gran numero di libri a disposizione in un solo ebook reader, e non ultimo il più basso costo degli e-book rispetto ai libri di carta, hanno fatto sì che chi utilizza ebook legga in termini assoluti di più di chi compra ancora i libri di carta. Sono potenzialità non trascurabili, ecco perché ritengo che saranno in molti a utilizzare gli ebook reader nei prossimi 16 mesi; malgrado ciò, saranno probabilmente ancora la maggioranza i lettori di libri di carta. Ci avviamo, in sostanza, a una lunga ma pacifica convivenza.

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Commenti

  • cat19 (utente non verificato)

    PERCHE’ NON AVETE INTERVISTATO ANCHE GLI ALTRI PARTECIPANTI ALLA MANIFESTAZIONE CHE CON IL LORO CONTRIBUTO GRAFICO, FUMETTISTICO E ARTISTICO CONTRIBUISCONO PROFESSIONALMENTE E SIMPATICAMENTE A COMPLETARE L’ILLUSTRAZIONE DEI BELLISSIMI RACCONTI?