Elvira Zaccagnino: l’intervista per a Testa in Sud

“Oggi stare al sud e in Puglia è altresì un elemento di riconoscibilità e di valorizzazione”
In occasione del Festival Letterario “A Testa in Sud”, in svolgimento ad Acquaviva dal 30 agosto al primo settembre, Acquavivalive ha intervistato alcune delle case editrici invitate. Oggi è il turno di Elvira Zaccagnino, direttrice delle Edizioni “La Meridiana” di Molfetta, che sarà presente in questa serata dal titolo “Educare per far crescere il sud”.
Può presentarci brevemente la sua casa editrice?
La nostra esperienza editoriale nasce nel 1987 a Molfetta (BA), con una cooperativa fondata da un gruppo di giovani che aveva bisogno di inventarsi un lavoro e voleva restare al sud, sotto l’influenza del nostro indimenticabile vescovo, don Tonino Bello, e sotto la suggestione del suo impegno sulle questioni dell’emarginazione, della pace e della nonviolenza.
In questi anni la nostra ricerca editoriale si è sviluppata soprattutto sui temi delle culture formative e sulla spiritualità. Non fare libri comunque ma libri che servono perché utili, preziosi. Libri perfino necessari, indispensabili.
Abbiamo avuto successo e oggi siamo diventati una media casa editrice con un catalogo di oltre 600 libri e una produzione annuale di 35 novità circa.
Che cosa significa oggi essere una media casa editrice dell’Italia meridionale?
Visto lo standard raggiunto, oggi per noi non vuol dire più nulla essere al sud piuttosto che al nord, anche perché l’informatica consente di abbattere le distanze geografiche. In passato, questo invece era, in effetti, un limite, un handicap, che però siamo riusciti a superare. Oggi stare al sud e in Puglia è altresì un elemento di riconoscibilità e di valorizzazione.
Da tempo in Puglia non si conosceva un così ricco fermento culturale. Festival, iniziative e associazioni culturali di vario tipo sbocciano ovunque. Gli scrittori pugliesi si affermano sempre più a livello nazionale. Si può parlare di un “Rinascimento Culturale Pugliese”? E quali potrebbero esserne le cause?
Sicuramente è molto positivo questo aumento di Festival e iniziative culturali. Rimane però il dato che la percentuale di lettori presenti in Puglia è molto bassa. L’aumento di festival, autori e pubblicazioni corrisponde ancora a un aumento effettivo di lettori.
L’aumento dei lettori c’è, ma è molto limitato. Forse bisognerebbe cambiare un po’ la formula di questi eventi, non cercando di invitare soltanto i grandi nomi, e quindi replicando le manifestazioni del nord. È necessario lavorare tutti assieme: scrittori, editori, librai, bibliotecari, associazioni e istituzioni, affinché la cultura trovi la strada migliore per affermarsi in Puglia. A questo proposito, ottimo è stato il lavoro svolto dai Presidi del Libro, ma occorre fare ancora più rete. E si sente la mancanza in Puglia di una legge sull’editoria, che tuteli tutti gli attori del sistema culturale.
Oggi più che mai sembra che pubblicare un libro sia un’aspirazione diffusissima, quasi un diritto inalienabile di ogni cittadino italiano. Che consigli date a uno scrittore emergente?
La Meridiana pubblica principalmente manualistica, ma ha anche una collana dedicata alla spiritualità e una alla narrativa. Io non credo molto nella categoria degli autori emergenti. La vedo più come una moda. Oggi ho ricevuto cinque proposte da parte di persone che si auto-segnalavano come autori emergenti, ma valevano una meno dell’altra. Ormai riusciamo a capire già dalle sinossi e dalle prime righe il valore dei manoscritti che riceviamo. Non mi sento di dare consigli a uno scrittore, perché se lo scrittore è bravo e l’opera ha qualcosa da dire, essa prima o poi emerge per forza.
Pubblicare a pagamento è, in ogni caso, un errore, perché un editore a pagamento non è un editore.
Gli ebook stanno per affermarsi anche in Italia: li vedete più come un’opportunità o una minaccia? E il caro, vecchio libro di carta è destinato a scomparire?
Non credo siano una minaccia, ma un’opportunità per allargare il mercato dei lettori. L’ebook ha grosse potenzialità, ma in questo momento il mercato italiano non è ancora maturo. Non penso che avremo il boom che si sta verificando in America, bensì un’affermazione più lenta e graduale, perché in Italia i lettori forti appartengono a una fascia d’età abbastanza adulta, tra i 30 e i 45 anni, molto affezionati al libro cartaceo e un po’ diffidenti rispetto alle nuove tecnologie.
Quest’estate in spiaggia ho visto molta gente con il libro in mano, ma ancora nessuno con un e-reader.





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