Acquaviva on the web

Le meraviglie del cyberspazio
Cosa facevamo su Internet prima di Facebook?
Nato nel 2004 da un’idea di Marck Zuckerberg, all’epoca studente diciannovenne di Harvard, con l’aiuto di Andrew McCollum e Eduardo Saverin, nel corso degli anni è diventato moda, in Italia ha raggiunto il boom nel 2008: nel mese di agosto si sono registrate oltre un milione e trecentomila visite, con un incremento annuo del 961%; il terzo trimestre ha poi visto l’Italia in testa alla lista dei paesi con il maggiore incremento del numero di utenti (+135%). Secondo i dati raccolti nell’Osservatorio Facebook gli utenti italiani nel mese di giugno 2010 sono 16,6 milioni. A inizio 2010 l’azienda è stata valutata a 14 miliardi di dollari, nello stesso anno il social network ha superato, negli Stati Uniti per una settimana, come numeri di accessi, il motore di ricerca Google.
Adesso non si chiede più il numero di cellulare, ma il contatto facebook. Chiunque può registrarsi, persone vere o fittizie, basta dare un nome: persino il nostro paese vanta numerosissime pagine dedicate.
Iniziando dalla pagina del nostro giornale, che ha 2922 amici, sempre in costante aumento, poi Gente di Acquaviva che vanta 2254 amici, Vip Chat Acquaviva con 1860 amici, la pagina del gossip che non si è ben capito a cosa serva, la pagina dei nostalgici che vogliono Acquaviva com’era e quella dei veraci che desiderano salvarla. Ci sono i fan della cipolla rossa e pagine dedicate a partiti e personaggi politici, persino il sindaco Squicciarini ha il suo account. Centri estetici, autoscuole, servizi alle persone, agenzie immobiliari tutto targato Acquaviva delle Fonti. Insomma se Facebook è un mezzo per restare in contatto con amici e parenti o per ritrovare amici d’infanzia è anche un modo per farsi conoscere… e almeno in questo Acquaviva è da invidiare.





Commenti
forse è la parola amici usata impropriamente, insieme al fatto che non si chiede + il cell ma il contatto di facebook a inquietare. parafrasando Civati, il co-autore del libro L’amore ai tempi di Facebook, si è superato lo stadio dell’amore liquido di Bauman, di legami niente affatto stretti che si possono accantonare e riprendere a piacimento senza conseguenze o responsabilità, e si è passati con i social network ad uno stato gassoso con i suoi puke, like o un commento di gradimento.
che la politica poi abbia scoperto i social network e li usi x gestire il suo rapporto con la massa rende la faccenda ancora + inquietante. prima se volevi sostenere una causa andavi nella sede del partito, partecipavi alle riunioni, segno di profonda e faticosa identificazione personale con un movimento. oggi la cosa è diventata tecnologicamente + semplice: basta cliccare su Aggiungi agli Amici il politico o la causa di turno, anche solo per noia.