Partecipò al gruppo di fuoco che uccise D’Aprile, arrestato Pietro Guglielmi

L’omicidio avvenne ad Acquaviva nel 2001, all’interno del complesso residenziale “Borgo delle Mimose”.
Nella mattinata di oggi, presso la Casa Circondariale di Taranto, i Carabinieri della Compagnia di Gioia del Colle, hanno notificato al 34enne Pietro Ggugllielmi, già detenuto per altra causa, un provvedimento restrittivo, emesso dal Tribunale di Bari, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, per l’omicidio di Giuseppe D’Aprile, commesso in Acquaviva delle Fonti nel 2001. I fatti risalgono alle ore 20.00 circa del 2 marzo 2001, quando sull’utenza telefonica “112” attestata presso la Centrale Operativa del Comando Provinciale di Bari, giungeva una telefonata anonima con la quale uno sconosciuto interlocutore riferiva che, ad Acquaviva, all’interno del complesso residenziale denominato “Borgo delle Mimose”, una persona era stata uccisa a colpi di arma da fuoco.
Appresa la notizia, i militari si recavano sul posto accertando che nei pressi del portone d’ingresso del complesso residenziale, giaceva il corpo senza vita di Giuseppe D’Aprile, soprannominato “Pericolo”, già elemento di spicco della locale criminalità organizzata e del clan di stampo mafioso denominato “La Rosa”.
I primi accertamenti effettuati sul posto consentirono di appurare che il D’Aprile era stato ucciso da almeno 14 colpi di arma da fuoco, certamente esplosi da due pistole semiautomatiche di calibro diverso.
Subito dopo l’agguato, scattavano le indagini dei Carabinieri della locale Stazione e del Nucleo Operativo della Compagnia di Gioia del Colle nel corso delle quali nulla è stato lasciato al caso: dai rilievi tecnico-scientifici alle perizie strumentali, dall’incrocio dei tabulati telefonici alla serrata acquisizione di informazioni. L’attività ha consentito di ricostruire i retroscena dell’efferato episodio criminoso chiudendo il cerchio sui tre responsabili.
In particolare, due di questi, identificati poco dopo l’episodio, sono stati già giudicati e riconosciuti colpevoli del delitto (Michele Armigero – uno degli esecutori materiali – e Vito Montenegro autista e vedetta dei sicari, a conclusione dei vari gradi di giudizio, venivano riconosciuti colpevoli dell’omicidio del 34enne e rispettivamente condannati alla pena di anni diciannove e anni dodici di reclusione), mentre il terzo, il 34enne Pietro Guglielmi, è stato arrestato questa mattina. Lo stesso, avendo premuto materialmente il grilletto di una delle due armi utilizzate nell’omicidio, dovrà rispondere di omicidio, detenzione e porto abusivo di armi.
Il nuovo provvedimento cautelare recepisce la bontà dell’impianto accusatorio prodotto dai militari dell’Arma, chiudendo definitivamente il cerchio sull’efferato fatto di sangue maturato negli ambienti della criminalità organizzata del luogo. Sembra infatti che l’insano gesto sia ascrivibile ai contrasti maturati in merito al controllo nella gestione dei traffici di sostanze stupefacenti nel comune di Acquaviva delle Fonti ed in quelli limitrofi.
La ricostruzione degli investigatori effettuata anche sulla scorta delle dichiarazioni fornite in merito da Michele Armigero e Vito Montenegro, esecutori materiali dell’omicidio, ha permesso di assicurare alla giustizia Pietro Guglielmi, identificato quale terzo componente del “gruppo di fuoco”.
La vittima infatti sarebbe stata oggetto di un vero e proprio agguato: il gruppo composto da Michele Armigero e dallo stesso Guglielmi avrebbe atteso il D’Aprile nei pressi del portone di casa. Avuta la certezza dell’arrivo della vittima (poiché segnalato dal Montenegro adeguatamente appostato lungo il percorso), i due avrebbero attinto la vittima con numerosi colpi di pistola per poi allontanarsi rapidamente a bordo di un’autovettura nella disponibilità del Montenegro che li aveva precedentemente accompagnati sul posto.





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