Edizioni Florestano a Testa in Sud

Valentino G. Colapinto

“Credo e spero che il”vecchio libro di carta non scomparirà mai”

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In occasione del Festival Letterario “A Testa in Sud”, in svolgimento ad Acquaviva dal 30 agosto al primo settembre, Acquavivalive ha intervistato le case editrici invitate. Oggi è il turno di Roberta Magarelli, direttrice delle Edizioni “Florestano” di Bari, che sarà presente stasera per il tema “Scrivere e pubblicare a Sud”, per presentare il romanzo “Come pescare, cucinare e suonare la trota” con l’autore Cristò.

Può presentarci brevemente la vostra casa editrice?
La Florestano Edizioni è nata nel 2005 come casa editrice musicale. Il nome si richiama allo pseudonimo usato dal grande compositore tedesco Robert Schumann, la cui immagine è ripresa anche nel nostro logo, e che simboleggia il romanticismo sconfinato e l’arte intesa come cultura di vita e come connubio di musica e letteratura.
Saggistica, narrativa e letteratura di settore sono il nostro cardine principale, ma spaziamo anche attraverso vari settori culturali, con poesie e saggi proposti attraverso autonome collane.

Che cosa significa oggi essere una medio-piccola casa editrice dell’Italia meridionale?
Significa avere spirito di sacrificio.

Da tempo in Puglia non si conosceva un così ricco fermento culturale. Festival, iniziative e associazioni culturali di vario tipo sbocciano ovunque. Gli scrittori pugliesi si affermano sempre più a livello nazionale. Si può parlare di un “Rinascimento Culturale Pugliese”? E quali potrebbero esserne le cause?
In effetti, ultimamente, c’è un riscontro culturale più ampio. Le cause potrebbero essere diverse e, tra queste, forse, anche l’idea di produrre e sviluppare lavoro attraverso la cultura.

Perché gli italiani leggono così poco? E perché la Puglia è una delle regioni italiane dove si legge di meno?
Gli italiani sono sempre stati poco inclini alla lettura e oggi appare molto più evidente a causa del generale degrado culturale che affligge il nostro paese.

Oggi più che mai sembra che pubblicare un libro sia un’aspirazione diffusissima, quasi un diritto inalienabile di ogni cittadino italiano. Che consigli date a uno scrittore emergente?

Ritengo che una casa editrice seria non debba pubblicare qualsiasi lavoro le venga proposto. Per quanto riguarda la Florestano, noi leggiamo e valutiamo attentamente ogni opera prima di deciderne la pubblicazione.

Gli ebook stanno per affermarsi anche in Italia: li vedete più come un’opportunità o una minaccia? E il caro, vecchio libro di carta è destinato a scomparire?

La Florestano è già pronta per l’opportunità che offre l’ebook, infatti, a settembre presenteremo una serie di pubblicazioni scaricabili via internet, ma continueremo la produzione di libri di qualità in formato cartaceo.
Per quanto mi riguarda, credo (e spero) che il “vecchio” libro di carta non scomparirà mai.

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