Collettivo Vozel: «Noi girovaghi della fotografia»

Valentino G. Colapinto

Intervista a due grandi talenti acquavivesi

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Per il Fonti Distorte Music Festival di ieri e oggi all’Oasi San Martino abbiamo intervistato in occasione della loro esposizione al festival, il Collettivo Fotografico “Vozel Images”, dietro cui si celano due grandi talenti acquavivesi classe 1983: Massimo Barberio e Donato Cosmo. Filosofo mancato il primo, mancato programmatore il secondo, adesso entrambi professionisti della fotografia lanciatissimi a livello nazionale e anche internazionale.

Perché avete scelto il nome Vozel?

Vozel significa nodo in sloveno. Come per esempio il nodo che si fa a un tovagliolo per ricordarsi qualcosa. Il significato ha quindi una forte valenza simbolica. Abbiamo scelto la versione in lingua slovena perché era quella che suonava meglio.

Gli artisti solitamente sono persone abbastanza egocentriche. Cosa vi ha spinto invece a lavorare all’interno di un collettivo?
È stata una scelta dettata dalla necessità di coprire tutti i diversi campi della fotografia: dal fotogiornalismo alla post produzione e oltre. Il nostro è un lavoro di equipe, che richiede una mentalità adeguata. Oggi viviamo in un mondo saturo di immagini (sempre più manipolate e meno autentiche), in cui la concorrenza è fortissima e le soglie d’ingresso per i giovani sono molto alte, quasi insormontabili; quindi unire le forze e le differenti competenze è sicuramente una mossa vincente. Vozel è in ogni caso un progetto aperto e con un occhio continuamente volto all’estero: i prossimi acquisti saranno due promettenti fotografi tedeschi.

Quali obiettivi vi proponete di raggiungere tramite Vozel: artistici, giornalistici, pubblicitari?

Ora come ora, non ci poniamo alcun limite pregiudiziale, ma cerchiamo pur sempre di distinguerci all’interno di un’offerta di mercato, che appunto è molto sovrabbondante rispetto alla domanda. Certo, non ci occuperemo mai di matrimoni e simili, mentre siamo comunque aperti a possibili collaborazioni pubblicitarie, come già in passato abbiamo fatto.

Come vi siete avvicinati al mondo della fotografia?
D.C.: Ho cominciato a scuola, alla Rosa Luxemburg, quando avevo 15-16 anni, con l’analogico. Ho ancora una camera oscura in casa. Poi con l’avvento del digitale ho fatto due workshop a Roma presso la 10b, un’agenzia di post produzione, che cura il “World Press Photo”, il più grande evento internazionale di fotogiornalismo. Mi sono specializzato in post produzione digitale nel campo dei reportage e della fotografia di moda.
M.B.: Io ho iniziato come nelle fiabe, trovando per caso una macchina fotografica incautamente abbandonata a casa mia, e dopo un paio di mesi ho avuto la grandissima fortuna di poter incontrare tramite amicizie comuni, era l’estate del 2006, il grandissimo Frank Dituri, fotografo newyorkese di origini sannicandresi, che rimase molto colpito dai miei primi lavori e mi spinse a continuare lungo questa strada. Ho seguito così i suoi seminari in Italia, ma dopo un inizio indirizzato essenzialmente alla fotografia artistica, ho voluto avvicinarmi anche al fotogiornalismo.
In Italia abbiamo due dei maggiori fotogiornalisti al mondo: Paolo Pellegrin e Francesco Zizola, entrambi romani, e ho cercato di conoscerli personalmente, tramite un espediente. Mi sono finto giornalista e Zizola mi ha concesso un’intervista. È nato così un rapporto all’insegna della reciproca stima, che dura tuttora.

Com’è nata la vostra collaborazione sotto il nome di Vozel?
Ci conosciamo fin da bambini e abbiamo condiviso la comune passione per la fotografia già dal 2008 con il progetto “Provvidenti – Borgo della Musica”, volto a recuperare il territorio di Provvidenti (CB) in Molise, depresso sia dal terremoto che dall’emigrazione e relativo spopolamento.
Nel 2008 Massimo Barberio è stato selezionato come artista più giovane per l’importante festival fotografico “Different Dimension” di Novosibirsk in Russia e ha partecipato con il ritratto Behind (http://www.premioceleste.it/opera/ido:33451/) al “Premio Celeste 2009” nella categoria “Foto e Grafica Digitale”.
Nel maggio 2009 nasce ufficialmente Vozel Images, fotografando ufficialmente per la produzione il concertone del Primo Maggio a Roma.
Grazie al progetto del Borgo della Musica, abbiamo avuto successivamente la fortuna di poter lavorare con artisti musicali italiani del calibro di Vasco Rossi, Morgan, Max Gazzé, gli Afterhours o Caparezza.
Abbiamo seguito l’anno scorso tutto il tour dei Marlene Kuntz e siamo stati fotografi ufficiali di Komart, l’agenzia musicale che ha lanciato Caparezza, Roy Paci e i Negramaro.
Purtroppo spesso ci siamo trovati a fare i conti, soprattutto qui al Sud, con una mentalità per cui fare il fotografo non è un lavoro, e non si ritiene che le foto di qualità debbano essere pagate. Si preferisce avere foto pessime, purché gratuite. E nonostante il nostro curriculum ci sono stati negati gli accrediti per diversi concerti o festival, sempre qui in meridione: tutta colpa della miopia culturale di certi “operatori culturali”.
M.B.: In ogni caso, ognuno di noi due porta avanti dei progetti personali. Io sto lavorando al mio primo libro fotografico, commissionatomi da una casa editrice che ha apprezzato i miei lavori, e sono stato invitato al festival “Borgo della Fotografia” presso Santo Stefano al Mare (Im) a cura di Raffaella Sottile e sotto la direzione artistica di Pepi Morgia, durante il quale sarà presente uno dei maestri della fotografia italiana, Franco Fontana, e Mario Spada, fotografo di scena del film Gomorra. Il libro personale cui sto lavorando sarà improntato alla mia personale cifra stilistica, che è quella del surrealismo. Si intitolerà probabilmente “Prosopagnosia”, che è il nome di una malattia neurodegenerativa, che porta gradualmente a non riconoscere più i volti delle persone, oppure il “Fantasma Svelato”, e vedrà la collaborazione di grandi artisti della scena italiana e internazionale come Michele Mariano, nonché musicisti famosi. Ovviamente, Donato mi aiuterà come al solito nella fase di post produzione e image enhancing. Un altro progetto che sto portando avanti riguarda invece un reportage, sempre in collaborazione con Donato.
D.C.: Per quanto mi riguarda, proprio ultimamente ho avuto la mia prima pubblicazione sul cartaceo, grazie alla rivista artistica “Bang Art” della Coniglio Editore.

Quali sono i vostri modelli?
D.C.: per quanto riguarda la post produzione digitale, Andrzej Dragan ed Erwin Olaf sono sicuramente i miei punti di riferimento. Per la fotografia Antoine D’Agata, Sebastiao Salgado e Mario Giacomelli, il più grande fotografo italiano di tutti i tempi.
M.B.: Sicuramente Dituri, Zizola e Giacomelli, cui mi hanno accostato come “erede” e D’agata che consideriamo il nostro “padre putativo”. Ah, e non dimentichiamoci di Caravaggio!

Avete citato un fotografo molto impegnato come Salgado. Secondo voi, la fotografia deve avere un messaggio, un significato di fondo? E se sì, quale?

La nostra missione è cercare di conservare e difendere l’autenticità dell’immagine in contrasto con la sua manipolazione-falsificazione, oggi così tanto diffusa.

Sicuramente siete spinti da una forte passione per la fotografia. Ritenete possibile trasformarla in una professione restando qui in Puglia o è inevitabile trasferirsi altrove?
Purtroppo ad Acquaviva ci stiamo praticamente solo quando siamo in vacanza, perché crescere e affermarsi in un proprio spazio qui è quasi impossibile. Nei fatti conduciamo una vita da girovaghi, senza residenza fissa, spostandoci anche all’estero e cercando di cogliere ogni opportunità possibile.

Vozel Images approfitta dell’occasione per anticipare ad Acquavivalive che le foto esposte durante il Festival Musicale “Fonti Distorte” sono l’anteprima di una Mostra Personale che si terrà sempre ad Acquaviva all’inizio di settembre.

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Commenti

  • mondoammalato (utente non verificato)

    Ho visto le foto ieri…
    SUPERIORI.

    Ma in realtà credo che siano “perle ai porci”…Acquaviva non merita.

  • TestaRotta (utente non verificato)

    Anche i porci possono imparare ad apprezzare le perle, però bisogna prima mostrargliele. Magari non si avrà lo stesso effetto con tutti ma da qualche parte bisogna pur cominciare.

  • valecola (utente non verificato)

    Per fortuna, Acquaviva è ricca di talenti, nonostante si possa pensare il contrario.

    E non capisco perché questi talenti non debbano farsi conoscere anche in loco, smentendo il detto “nessuno è profeta il patria”. Poi magari non tutti capiranno o apprezzeranno allo stesso modo, ma che importa?
    Acquavivalive cercherà sempre di promuovere e valorizzare le migliori risorse del territorio.

    Valentino G. Colapinto