Bufera sul Miulli

La Regione nega i 45 milioni di finanziamento promessi
La giunta regionale ha annullato, nei giorni scorsi, in sede di autotutela, la delibera che concedeva 45 milioni di euro di finanziamento all’Ospedale Miulli, in base a un accordo siglato circa un anno fa.
La notizia è giunta come un fulmine a ciel sereno, visto che tali finanziamenti erano necessari per coprire il disavanzo pari proprio a 45 milioni, creatosi nelle casse dell’Ente Ecclesiastico a seguito della costruzione del nuovo ospedale in località Collone.
Il monoblocco, infatti, fu costruito senza usufruire di risorse pubbliche (che pure furono richieste già nel 2001, ma non concesse), con un investimento di ben 70 milioni di euro. Solo in seguito, la Regione era sembrata disposta a farsi carico del disavanzo così creatosi.
Purtroppo per il Miulli, delle tre tranche previste a tutt’oggi non sarebbe stata corrisposta neppure una. La delibera annullata fu uno dei primi atti firmati dopo il suo insediamento dal nuovo assessore regionale alla Sanità, Tommaso Fiore, ma pur sempre un lascito del suo predecessore, Alberto Tedesco.
Ciò pare abbia frenato l’assessore, che inoltre si troverebbe alle prese con forti dubbi sulla copertura finanziaria dell’accordo stesso, nonché sulla formulazione di alcuni suoi punti.
Sembrerebbe che, comunque, da parte della giunta Vendola ci sia la volontà di addivenire a una soluzione alternativa, come potrebbe essere un accordo di programma a seguito di un protocollo d’intesa da stipulare tra Regione, Ministero ed Ente Ecclesiastico.
Non è da trascurare il fatto che in questo momento la Regione è però alla disperata ricerca di risorse, poiché si sta procedendo alla stesura del piano ospedaliero e giacché, come è notorio, il governo Berlusconi sta mettendo in atto una serie di drastici tagli ai trasferimenti Stato-Regioni.
Si ricorda, inoltre, che in un’intervista rilasciata al “Sole 24 Ore” il 4/01/2006, l’allora Direttore Amministrativo del Miulli riferiva che “unico neo… è il buco di esercizio: 5 milioni (di euro) ogni anno da un decennio. La verità è semplice. Dal ’97 non vengono più adeguate le tariffe del Drg e non riusciamo più a coprire costi e spese".
Problema comune questo, purtroppo, a tutti gli ospedali ecclesiastici pugliesi, compresa la Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo.
E uno dei buchi più pesanti della Regione Puglia è proprio quello della Sanità.
Mimmo Ferrante





Commenti
ma scusate questo ospedale è regionale o ecclesiastico? nell’ipotesi fosse ecclesiastico perchè chiedono i soldi alla regione alle prese con i tagli di berlusconi? potrebbe provvedere la curia a sanare il buco creato dall’amministrazione vescovile!
Il paradosso su cui si sta accartocciando il destino dell’Ospedale Miulli è proprio questo: da un lato si pretende che sia di proprietà ecclesiastica (argomento su cui sono in corso cause giudiziarie, nonché accese polemiche), ma dall’altro si chiedono i soldi pubblici.
E però bisognerebbe essere anche disposti ad accettare controlli da parte della Regione e rendere più trasparenti i bilanci…
Non bisogna confondere. Il Miulli è “regionale”, non perchè è della Regione, ma perchè ha una “dimensione regionale”, secondo una classificazione che distingueva gli ospedali in zonali, provinciali e regionali in rapporto alla loro dimensione. Quanto al contributo della Regione, il Miulli, così come prevede la legge, usufruisce dei fondi destinati alla sanità perchè è “convenzionato” con il Servizio Sanitario Nazionale e, pur essendo ecclesiastico, svolge un servizio pubblico.
quindi aveva ragione pistilli!!!mamma mia..ora iniziano a venire a galla le verità!!