Intervistando i Nut

Il gruppo toscano in concerto ieri ad Acquaviva
Ieri sera, dalle 22.00 circa, presso i locali dell’Associazione Culturale Urlo in Piazza dei Martiri ad Acquaviva si è tenuto il concerto dei Nut, gruppo toscano emergente di rock alternativo.
Lo spettacolo era gratuito per tutti i possessori di tessera Arci e per un loro accompagnatore non tesserato.
Al termine dell’esibizione, i tre membri del gruppo hanno gentilmente risposto alle nostre domande.
Come mai questo nome?
Il nome del gruppo nasce da una passione in comune per la mitologia. Nut è il nome di un’antica dea egiziana che si pensava ingoiasse il sole al tramonto per poi partorirlo all’alba.
Per una pura casualità, vi chiamate tutti e tre Matteo. Come mai non avete pensato di chiamarvi Matteos, come i Ramones?
Eh, ci abbiamo pensato tardi. Potevamo chiamarci “Matteo alla Terza”, ma ormai il nome era già stato scelto.
Di dove siete?
Pisa e dintorni. Pontedera, per la precisione.
Da quanto tempo si è formato il vostro gruppo?
Da ottobre 2009, però Base, il batterista, e Math, il cantante/chitarrista, hanno collaborato in precedenza per ben quattro anni con un altro gruppo, specializzato prevalentemente in cover. Terminata quell’esperienza e con l’arrivo di Mister P al basso, sono venuti alla luce i Nut, che sono un gruppo di post rock, alternativo, che non fa cover o se le fa, le stravolge completamente.
Il nostro primo EP, Hapax, è uscito a inizio aprile. Si tratta di un cd autoprodotto, composto da 6 brani: ci abbiamo lavorato da ottobre 2009 a febbraio 2010, dopodiché è cominciato il tour promozionale per tutta la penisola. Il disco si può acquistare online dal nostro sito (www.myspace.com/nutbanditaly).
Quali sono i vostri modelli di riferimento?
Mogwai, Russian Circles, Tool, Porcupine Tree e Jeff Buckley, che non è post-rock, ma è il nostro mito. Tutti i testi delle canzone sono in italiano.
Il mercato musicale italiano è abbastanza conservatore. Voi fate una musica molto originale e innovativa: non avete paura di non essere compresi dal grande pubblico?
Non ci interessa piacere a tutti i costi al pubblico, infatti, un nostro pezzo dura ben 12 minuti. Non abbiamo paletti, né inibizioni. Anche se, almeno per adesso, rimaniamo molto sul melodico.
Questa è la prima volta che venite in Puglia?
Sì. Ieri eravamo a Palermo e il giorno prima a Gela. Domani a casa. Tutta la tournée la facciamo in macchina. Alla fine siamo distrutti fisicamente, ma non nell’anima.





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