Il Quinto Principio

I dischi volanti sono atterrati a Lucca
Avantieri, sabato 5 giugno, nel Palazzo Vescovile di Acquaviva, si è svolto l’incontro letterario con Vittorio Catani, autore di numerosi libri di fantascienza, organizzato dall’associazione culturale Urlo e moderato da Valentino Colapinto e Domenico Mastrapasqua.
Catani, per la prima volta nel nostro paese come lui stesso ha confessato, ha presentato la sua ultima opera dal titolo “Il Quinto Principio”, un romanzo dalla lunga gestazione di dieci anni che gli è valso l’ambito Premio Italia 2010 e pubblicato dalla storica collana Urania Mondadori. A tessere la trama del libro, sono ben quindici protagonisti le cui storie procedono parallelamente per poi convergere nel finale. I personaggi si muovono in uno scenario disastroso, quello del 2043, dove la tecnologia è diventata ormai lo spartiacque tra i poveri, che vivono nel sottosuolo, e i ricchi. Nelle città del 2043, gli esseri umani funzionano come pile che si ricaricano in autonomia grazie ai loro movimenti, scoprendo appunto il quinto principio della termodinamica. L’invenzione più sorprendente, però, è la “PEM” (Protesi Elettronica Mentale): la PEM si installa sulla testa di ciascun uomo, cosicché tutti sono connessi ad una rete di telepatia, in cui a essere inviate non sono le e-mail, ma addirittura i pensieri. L’anti-utopia costruita da Vittorio Catani in questo libro non vuole essere sterile pessimismo, bensì stimolo per fare in modo che tali scenari non si aprano nella realtà del futuro.
“Le stesse PEM – sottolinea Catani – spero non siano mai realizzate, perché sarebbe un inferno: penso agli eventuali virus mentali che sarebbero messi in circolazione e alla violazione della privacy dei pensieri altrui”. La fantascienza, quindi, può essere un utile strumento di riflessione per interpretare la realtà.
A conclusione dell’incontro, il giovane scrittore di fantascienza Domenico Mastrapasqua ha illustrato le linee principali del movimento connettivista, dando lettura, insieme a Vanni Liguigli, del relativo manifesto.
C’è stato un tempo in cui si diceva che “i dischi volanti non sarebbero mai atterrati a Lucca”, volendo indicare con questa frase che la letteratura fantascientifica non potesse avere stampo italiano. Vittorio Catani è stato tra i primi a sfatare questo mito.





Commenti
Grazie a tutti quanti hanno partecipato e grazie anche ai redattori di Acquavivalive! 🙂
Valentino G. Colapinto
Peccato non averlo saputo in tempo! Avrei partecipato volenieri ad un incontro su una materia che mi affascina e mi inquieta.
Spero di esserci la prossima volta.
Achille Signorile