Buon compleanno 194

Tiziana Dinapoli

Cosa ne pensano le donne acquavivesi?

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L’ammissibilità morale dell’aborto è soggetta alle convinzioni etiche, agli orientamenti religiosi, all’idea che una certa cultura abbia di concetti quali l’anima e la vita.
A partire dagli ultimi decenni del ventesimo secolo l’interruzione volontaria di gravidanza è una pratica autorizzata in buona parte del mondo; le motivazioni ammesse sono diverse: in primo luogo si tutela la salute della madre, o in caso di gravi malformazioni al feto o ancora in caso di violenza carnale subita. Inoltre sono ammesse motivazioni private come il giudizio della donna sulla propria impossibilità di diventare madre. In diversi paesi, tra cui l’Italia, l’aborto è garantito anche alle minorenni, cui, in assenza dei genitori, viene affiancato un tutore del tribunale minorile.

Tuttavia prima del 1978, in Italia, l’IVG era considerata un reato. La legge italiana sull’aborto è la Legge n.194 del 22 maggio 1978.

La 194 consente alla donna di poter ricorrere alla IVG in una struttura pubblica (ospedale o poliambulatorio convenzionato con la Regione di appartenenza), nei primi 90 giorni di gestazione; tra il quarto e quinto mese è possibile ricorrere alla IVG solo per motivi di natura terapeutica.
Ieri è stato quindi il compleanno di questo importante traguardo per l’autonomia femminile di decidere del proprio corpo e, in concomitanza con il compleanno della 194 si parla sempre più spesso della RU486, la pillola abortiva che sostituisce l’aborto tradizionale con l’aborto farmacologico. In commercio già dal 2005, solo di recente è arrivata in Puglia, a Bari.
Al di là dei metodi per praticare l’aborto è il tema ad essere scottante e su questo lo scontro è all’ordine del giorno.

Noi nel nostro piccolo paese abbiamo raccolto le opinioni di alcune donne di età diverse per vedere come e quanto è sentito questo tema.

Risposte varie e disparate, la maggioranza ritiene che sia giusto per la donna, al di là delle conseguenze psicologiche, disporre liberamente di questa scelta.
Alcune assolutamente contrarie, escluso il caso di violenza subita perché le ferite psicologiche sono più profonde di quelle fisiche.
Colpisce la risposta di una giovane poco meno che trentenne che dice: “rivendicare il nostro diritto all’aborto è fondamentale. Ma io come donna mi ritengo oltraggiata nel sentirmi tacciata di omicidio da chi afferma di difendere la vita e poi violenta i bambini. Mi sento oltraggiata nel sentire esponenti di Forza Nuova dire "violentatele tanto abortiscono": è vergognoso che una donna non sia ancora libera dai pregiudizi nell’affrontare una scelta così importante e soprattutto che al posto dell’aiuto psicologico necessario sia tacciata come donna socialmente utile, per non essere volgari".
Si accendono gli animi, quindi, ma nemmeno l’informazione e l’opinione sul tema si devono spegnere.

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Commenti

  • habanero (utente non verificato)

    facile piangere un figlio/a per un incidente o per una altra causa MA LA 194 COS’EEEEEEEEEEEEEEEE un omicidio senza condanna! e’ la vergogna dell’uomo sulla vita!!!!!!!!!!

  • claudioD (utente non verificato)

    Di recente ho notato una nuova forma di violenza sociale perpetuata ai danni delle donne che abortiscono con la pillola RU486: quella che inevitabilmente lega i sentimenti materni a una forma d’istinto, decretando che ogni donna sente biologicamente un profondo dolore psicologico durante e dopo la interruzione della gravidanza.

  • claudioD (utente non verificato)

    Inutile dire che non è così, che i sentimenti sono anche un fatto culturale e chi nel profondo non prova alcun risentimento rilevante per quanto ha fatto, sente comunque socialmente la colpa e la vergogna per quel che ha commesso con il conseguente desiderio di allineare i propri sentimenti a quelli prescritti dalla società.

  • sveltina (utente non verificato)

    brava

  • Calliope (utente non verificato)

    @claudioD non capisco,
    metti in dubbio che ci siano disagi psicologici conseguenti ad un aborto?

  • sveltina (utente non verificato)

    claudio sei l’ultima persona ad avere titolo in questa discussione

  • claudioD (utente non verificato)

    x Calliope. no, metto solo in dubbio il fatto che siano collegati a un istinto materno. certo che possono esserci conseguenze, ma da quando è stata introdotta la pillola RU486 il cancan mediatico e ideologico sulla vicenda è stato forte. e con esso anche una sorta di “disinformazione” scientifica sull’argomento.
    x sveltina. nemmeno una donna che non ha mai abortito credo abbia titolo pieno ad entrare in questa discussione.

  • terryon83 (utente non verificato)

    claudio sei solo presuntuoso, non è necessario aver abortito per avere una coscienza consapevole sulla tematica.