Al Miulli la II Conferenza regionale sull’ictus

Oggi e domani
Venerdì 14 e Sabato 15 maggio, presso la Sala Convegni dell’Ospedale Generale Regionale “F. Miulli” di Acquaviva si terrà la seconda conferenza regionale pugliese sull’ictus cerebrale.
Ogni anno negli Stati Uniti e in Europa Occidentale vi sono circa 1,75 milioni di nuovi casi di ictus. L’ictus è la causa del 27-30% annuo di tutte le morti in questi paesi e la maggioranza di questi ictus (circa l’85%) sono ischemici. Si tratta di un serio problema di salute pubblica: infatti è la prima causa di invalidità e la seconda causa di mortalità tra gli adulti. Questa emergenza neurologica colpisce soprattutto gli anziani, con un’incidenza che aumenta progressivamente con l’età.
Nell’ultimo decennio le problematiche connesse all’ictus hanno subito un progressivo miglioramento grazie ai traguardi raggiunti dalla ricerca clinica e farmacologica, alla definizione di nuovi modelli organizzativo-assistenziali all’interno delle strutture sanitarie (le Stroke Unit) ed alla formazione di personale specializzato.
In particolare, attraverso evidenze scientifiche è stato dimostrato che le Stroke Units riducono la mortalità e la disabilità dei pazienti con ictus. Nonostante ciò, ci sono ancora regioni in Italia che, per motivi poco comprensibili, non si sono ancora attivate nel favorire l’istituzione di queste Unità dedicate alla cura dell’ictus.
Le stroke units sono unità semintensive dove i malati sono seguiti da un gruppo multidisciplinare costituito da medici, infermieri, fisioterapisti, logopedista.
Per vincere l’ictus sono fondamentali una presa di coscienza collettiva, una adeguata formazione e la diffusione di una diversa cultura scientifica sull’argomento, che parta da tutti gli operatori sanitari passando attraverso le istituzioni, gli organi di informazione, fino a raggiungere la popolazione.
Lo scopo di queste giornate formative, infatti, è quello di mettere in luce un problema così importante al cospetto dei maggiori esperti del settore e di tutti gli operatori sanitari coinvolti, al fine di sensibilizzare tutta la nostra Regione ad un problema che finora non ha meritato la giusta attenzione.
Valentino G. Colapinto





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