Scuola, giovani e mercato del lavoro

Vito Mastrorocco

Aumenta il tasso di disoccupazione, ma c’è bisogno di 8000 laureati in materie medico-sanitarie.

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Una ricerca di Unioncamere sulle professioni “introvabili” ha messo in evidenza un dato rilevante: la professione più richiesta oggi è l’infermiere, a fronte di un’offerta inferiore del 50% rispetto alla domanda. Come mai l’offerta è inferiore se il mercato richiede più infermieri?
“Noi cerchiamo di rispondere alla domanda del mercato del lavoro, formando i nostri 300 studenti tramite un alta formazione”, – risponde Tommaso Brunetti, Coordinatore del Polo Formativo Universitario del corso in Scienze Infermieristiche di Acquaviva delle fonti – “la nostra formazione può essere vista come un college americano, i nostri studenti sono impegnati tutta la giornata tra lezioni e tirocini, permettendo all’allievo di acquisire tutti gli elementi fondamentali della materia grazie all’alta docenza accademica qualificata, il problema deriverebbe da pressioni ministeriali che non permettono di aumentare notevolmente il numero di iscritti ai corsi di Scienze Infermieristiche considerando che il Miulli è l’unico polo riconosciuto dell’area murgiana.
Inoltre l’Ospedale Miulli riconosce gli studenti meritevoli, ossia coloro che terminano il percorso di studi con il massiomo dei voti, e li ingloba nella struttura stessa, dando così la possibilità di lavorare. Ma anche i meno bravi hanno la possibilità di trovare lavoro quasi istantaneamente grazie a stretti rapporti di collaborazione tra il polo formativo Miulli e gli ospedali delle principali città italiane come il San Raffaele di Milano e alcune cliniche private di Bologna”
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Oltre all’infermiere, le figure più richieste in base alla ricerca svolta da Unioncamere sono: 27.000 laureati scientifico-economici, in dettaglio ne mancano 7.700 a indirizzo tecnico-scientifico (ingegneria, matematica, fisica, biologia, geologia, chimica, farmacia, agraria), quasi 12.000 in discipline economico-statistiche e 8.000 in discipline medico-sanatarie.
D’altro canto c’è un eccesso di offerta sul fronte delle discipline politico-sociali: di circa 15.000 laureati in scienze della comunicazione, scienze politiche e sociologia, e di circa 18.000 laureati in scienze umanistiche (in particolare laureati in lettere, lingue e psicologia) in eccesso rispetto alle aspettative del mondo del lavoro.
Il mondo del mercato del lavoro non richiede solo laureati, c’è molto spazio per diplomati, infatti sempre in base alla stima fatta da Unioncamere, si richiedono 54.000 diplomati in materie tecnico-professionali. Le aziende lamentano l’irreperibilità di diplomati in indirizzo meccanico: servono tornitori, meccanici di autoveicoli e assemblatori di apparecchiature meccaniche.
Dato confermato dal preside dell’ Istituto Professionale N. Chiarulli di Acquaviva delle Fonti: “Non ci sono grandi problemi di inserimento nel mondo del lavoro qualificato per i nostri ragazzi” sostiene il preside e continua, “per avvicinare i ragazzi al mondo del lavoro diamo loro la possibilità di svolgere stage nelle aziende locali, infatti chi mostra un notevole impegno viene premiato e inglobato nelle aziende stesse. Il vero problema riguarda il basso numero di iscrizioni alle prime classi, perché spesso i ragazzi o i genitori, pensano che un istituto professionale sia adeguato solo a un certo target di ragazzi e spesso si sceglie un liceo e non un istituto professionale”.
Tirando le conclusioni possiamo notare che viviamo in una realtà di controsenso difficile da comprendere: aumenta il tasso di disoccupazione ma molte aziende hanno bisogno di personale.
Forse il problema stà nella difficoltà di reperire personale con un alto livello professionale e ben qualificato.

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