Incontro con Decollanz al Don Milani

Mimmo Ferrante

Giuseppe Decollanz racconta la tragedia del fascismo nel suo ultimo libro “I datteri di Giaraub”

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Nell’ambito del progetto “Incontro con l’autore”, che l’istituto don Milani propone da tempo, sarà presentato, domani mattina alle 10.30 nella biblioteca del liceo don Milani, con l’introduzione del prof. Vitantonio Petrelli e l’intervento del prof. ing. Nello Scura, il libro di Giuseppe Decollanz, “I datteri di Giarabub”, Levante Editori.

Decollanz, dirigente pubblico, educatore e scrittore lucano fotografa nel suo libro l’atmosfera di forte tensione politica che si viveva nel 1925, a ridosso dell’assassinio politico di Giacomo Matteotti, e la tragedia che il fascismo determinò nelle pacifiche città di Montepeloso e Irsina, in Basilicata.

L’originale titolo del volume deve il suo nome alla coltivazione ed alla commercializzazione del frutto tropicale nell’oasi di Giarabub, avamposto della colonizzazione italiana della Libia, al confine orientale con l’Egitto, occupato dalle truppe italiane nel 1926 e tenuto fino al 1941, allorchè fu conquistato dagli Inglesi che sconfissero gli uomini comandati dal colonnello Salvatore Castagna.

Le vicende narrate nel volume iniziano nei giorni in cui Benito Mussolini afferma e consolida il proprio potere, con un discorso tristemente famoso in cui si assume tutte le responsabilità della morte del parlamentare socialista Matteoli, attraverso le cosiddette “leggi fascistissime” che segnano il passaggio dal Regno d’Italia allo stato fascista.
Egli ricostruisce in maniera puntuale l’uccisione di un giovane studente da parte del leader fascisti montepelosani, che cerca in ogni modo di farne attribuire la colpa ad un povero vecchio, inducendolo prima ad autoaccusarsi, e dopo a suicidiarsi.

Un racconto coinvolgente, un libro appassionante, che rapisce il lettore, lasciandolo sempre in sospeso, attraverso una tecnica costruzione degli eventi assai vicina ai racconti noir. I personaggi del racconto presentano una forte caratterizzazione paesana, anche grazie all’uso di soprannomi che rendono al meglio la loro dimensione esistenziale.
Insomma, un libro in cui traspare in tutta evidenza la grande tragedia del fascismo e la forza con cui questa ideologia totalitaria riuscì a spazzare via i principi basilari della democrazia, la prepotenza con cui cercò di spezzare i vincoli di solidarietà umana delle società democratiche.

Mimmo Ferrante

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Commenti

  • controcorrente (utente non verificato)

    andare a questi incontri aiuta a conoscere una realtà che tanto male ha prodotto all’italia e che qualcuno oggi vuol far riesumare…(grazie anche all’ignoranza,ormai diffusa,presente tra la nostra gente soprattutto giovane).

  • clasot (utente non verificato)

    Bravo “controcorrente”, d’accordissimo con te 😉