Ballottaggio, nessun apparentamento

Claudio Laera

Petruzzellis conferma le sua sicurezza, Squicciarini non accetta le condizioni delle liste di Carucci

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12 scranni per la coalizione vincitrice, 10 da ripartire tra tutte le altre liste: questa la posta in palio domenica prossima nel ballottaggio per la carica di sindaco, tra Michele Petruzzellis e Francesco Squicciarini.
I due candidati e le loro rispettive coalizioni, sin dagli scrutini del primo turno, avevano dichiarato le loro intenzioni con riguardo ai possibili apparentamenti, ieri alle 20 è scaduto il termine per le dichiarazioni di collegamento tra le coalizioni duellanti e altre liste.

Il dott. Petruzzellis ha quindi confermato le sue intenzioni, non dichiarando nessun apparentamento, così come si espresse martedì scorso: “Abbiamo dichiarato che saremmo andati sino in fondo con le sole nostre forze, senza lasciarci condizionare dalle alchimie di apparentamenti costruiti su interessi di parte, e questa scelta è stata confermata e ratificata in una riunione ufficiale delle forze politiche che hanno sostenuto il progetto”.

L’ing. Squicciarini, di cui in questi giorni rumors paventavano il collegamento con le liste dell’ex consigliere Giorgio aveva affermato che “Il nostro interlocutore rimane Sinistra Ecologia e Libertà e sulla scia dei risultati regionali ci auguriamo di poter riproporre anche ad Acquaviva un governo di centrosinistra.”
Il centrosinistra, almeno nelle prossime consultazioni, non ci sarà: anche l’ex segretario locale dei Democratici infatti non ha presentato dichiarazioni d’apparentamento, l’accordo con le liste sostenitrici di Marcello Carucci dunque non c’è.

Arma a doppio taglio quella dell’apparentamento, di cui entrambi i candidati hanno scelto di non avvalersene: se infatti da un lato consentirebbe una più sicura affluenza dei voti provenienti dai sostenitori delle liste collegate in seconda istanza, dall’altro costringerebbe i fautori della coalizione originaria, in caso di vittoria, a condividere i seggi, attribuiti dal premio di maggioranza, con gli apparentati.
Con 489 preferenze di differenza tra Squicciarini e Petruzzellis, 4091 sono i voti che, almeno in teoria, i due contendenti stanno cercando in questi giorni di accaparrarsi e senza indicazioni ufficiali da parte di coloro che ne hanno usufruito al primo turno: certo, gli accordi sono ancora possibili e le nomine ad assessore sono solo la più lecita delle “merci di scambio” ancora utilizzabili in quest’ultima settimana di campagna elettorale.

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