“Non si può mettere l’ambiente sotto il ricatto dello sviluppo economico” (seconda parte)

Il candidato di Sinistra ecologia e Libertà: “la tutela del paesaggio ha un valore economico in sé”
Seconda parte dell’intervista al candidato sindaco Marcello Carucci.
· Come si valorizza un territorio come quello acquavivese?
Il territorio dal punto economico si valorizza rilanciando la vocazione primaria della nostra popolazione, cioè l’agricoltura, un tempo fiorente, invidiata. È successo poi che l’economia si è terziarizzata e l’agricoltura è diventata un reddito aggiunto, determinando una modificazione negativa. Fino al momento in cui è stata attività prevalente, il nostro era un comune economicamente florido, poi son venute man mano meno le potenzialità che altri settori avevano dimostrato di avere. Quando penso che, quella che fu una delle più floride cantine sociali si avvia a diventare l’oggetto di una speculazione edilizia, per la realizzazione di progetti che non spostano in avanti l’economia ma soddisfano solo finalità di lucro personale, mi si gela il sangue.
· Un punto su cui siete decisamente in controtendenza è la reinternalizzazione dei servizi comunali (verde, centri sportivi, pulizia urbana): quali sarebbero gli effetti positivi e collaterali?
La vicende relative alla crisi della sanità, risalente a molti anni fa, nascono dallo scatenamento della lotta per l’affidamento della gestione dei servizi, come strumento clientelare per la realizzazione di ricchezze illecite e per il consolidamento di forme improprie di consenso. Siccome sappiamo che quella è la fonte di tutti i mali, con questo metodo non si può transigere. Di qui l’internalizzazione che significa responsabilizzazione del personale e corretto perseguimento di risultati positivi ad un costo inferiore. Un esempio: quando noi in materia di diritto allo studio pensiamo al rafforzamento delle competenze di base, sapendo che non possiamo impegnare personale del comune, per l’assistenza ai giovani abbiamo pensato a forme di partenariato con il liceo pedagogico, offrendo agli studenti degli ultimi anni la possibilità di uno stage per loro necessario, nelle scuole o nelle famiglie.
· In tema di zona industriale, ne proponete una sorta di reinterpretazione sociale (mensa, centro diurno per l’infanzia, ufficio postale) ?
Servizi di pubblica utilità , una mensa per una zona così importante, penso ai centri per l’infanzia, un ufficio postale. Io credo che gli interessi dell’impresa debbano essere contemperati con quelli dei loro dipendenti, mi sembra che attualmente la situazione registri uno squilibrio a danno dei secondi ed un’amministrazione seria dovrebbe intervenire per correggere questo gap.
· Finora siete l’unica compagine ad aver parlato di Piano Urbanistico Generale. Quali sono i limiti, a suo parere, del prg e dell’urbanistica acquavivese in genere?
Il limite principale è la scarsa disponibilità di suoli edificatori, con la crisi del settore dell’edilizia e il conseguente aumento esponenziale dei prezzi per unità abitativa che porta alla fuga della popolazione. Il Prg sarebbe la prima soluzione a questo blocco, consentendo la “riapertura” del mercato abitativo e il rilancio dell’attività edilizia, naturalmente noi sappiamo bene che, con il tempo trascorso date tutte le difficoltà di gestazione dello strumento urbanistico, questo è già vecchio nel momento in cui entra in vigore. L’immissione di correttivi, come il Piano Urbanistico Generale, può rappresentare un’evoluzione positiva a condizione che si coaguli una maggioranza consiliare e nel paese. Ma non è soltanto questo, ci sono molte altre cose su cui bisognerà dare una risposta in termini di tutela del paesaggio.
A proposito della zona di Collone, vincolata come sito d’interesse comunitario, ci sono altre coalizioni che vedrebbero bene delle attività sia sanitarie che turistiche. Cosa dovrebbe prevalere tra la tutela paesaggistica o lo sviluppo economico?
La nostra opinione è che la tutela del paesaggio sia un valore economico in sé, rilevante tanto quanto le esigenze dello sviluppo. Le due cose non sono in contraddizione fra di loro, basta vedere, nelle pieghe della normativa regionale, le possibilità ch’essa offre per contemperare queste esigenze, il nostro parere è che però non si possa mettere sotto il ricatto dello sviluppo economico bisogni primari, allo scopo di tutelare interessi che tante volte possono essere di altra natura. Comunque la salvaguardia del paesaggio resta un patrimonio indispensabile, inteso non soltanto in termini naturalistici ma anche urbani: per un paese che ha bisogno di una ripulita, a partire dalla periferia e dalle parti altrettanto degradate del centro storico.
Come ci si può trovare con un centro storico in queste condizioni nonostante tutti ne cantino le lodi?
In effetti si è fatto poco e niente, non basta la pavimentazione di via Abrusci dalla chiesa di sant’Agostino all’arco del vecchio ospedale, dove sono collocate le iniziative economiche più rilevanti della zona. Trovo giusto quel che stato fatto, ma va intensificato questo recupero perché conferirebbe ulteriore potenziale utile per incrementarne le attività insite, penso a ciò che è stato fatto a Bari. Il nostro limite è stata solo la volontà politica assieme ad una forma di arretratezza culturale che ha sempre considerato quella realtà come inevitabilmente condannata al degrado: in questi ultimi tempi si è consolidato quel processo che vede il centro storico destinato alla residenza dei ceti meno abbienti. Ci sono le possibilità di consentirne la rinascita, io sono stato 4 anni in Spagna e posso dire che lì, paesi poverissimi sono stati rinnovati attingendo a fondi strutturali dell’unione europea; reperiti e cantierizzati rapidamente, questi interventi hanno consentito una modificazione radicale del paesaggio urbano.
Lei sicuramente conosce la recente polemica tra la ditta Lombardi e l’amministrazione comunale per la gestione dei rifiuti in merito al rimborso delle spese ed il rischio che l’azienda proceda a dei licenziamenti, secondo lei come si evolverà o come dovrebbe evolversi?
Vengo ora dalla sede acquavivese dell’impresa, sono stato invitato ad un incontro come tutti gli altri candidati e ho detto loro, molto semplicemente, che gli aspetti tecnici relativi alla necessità di aggiornare i costi secondo l’Istat non devono far dimenticare due cose: essa è un’impresa radicata nel nostro territorio, possiamo dire che negli ultimi anni Acquaviva e la Lombardi hanno vissuto in simbiosi; Lombardi ha operato per Acquaviva ma anche Acquaviva non è venuta meno alle aspettative dell’impresa. Ora Lombardi dovrebbe capire che, per il bene ricevuto, deve soprassedere rispetto alla questione, mantenere il servizio ed i lavoratori, che sono l’anello debole di questa catena, i quali non possono pagare per colpe altrui. Attendendo l’insediamento della nuova amministrazione e guardare con fiducia alla prospettiva della rinegoziazione o, come riteniamo noi, dell’indizione di una nuova gara d’appalto. Gara che Lombardi ha tutte le carte in regola per poter vincere, per cui chiediamo un atteggiamento realistico, paziente e di collaborazione per risolvere quello che, dal nostro punto di vista, è un autentico problema in termini di giustizia.





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