“Non c’è direttore di ragioneria che tenga” (seconda parte)

Claudio Giorgio ridimensiona il suo principale avversario
Seconda parte dell’intervista al candidato sindaco del movimento “Oltre i poli”
· Il piano di commercio è stato uno degli ultimi atti più rilevanti della passata amministrazione, il quale tra l’altro subì delle modifiche l’anno scorso. Di medie strutture di vendita, su cui avevate puntato, ancora non se ne vedono.
Il piano di commercio quando fu licenziato nel 2003 prevedeva la possibilità d’insediamento di una struttura all’anno per quanto riguarda gli esercizi del settore alimentare. Ci siamo resi conto che si trattava di una regolamentazione non democratica perché è il mercato che ne dovrebbe determinare il numero, anche in base a quello che succede nei comuni limitrofi. Con una delibera nel 2009 liberalizzavamo il numero di queste medie strutture. Evidente che siccome eravamo stati accusati di permettere l’installazione di queste medie strutture a macchia di leopardo quindi ci preoccupammo di fare una programmazione e individuammo nelle zone commerciali, la possibilità di eseguire queste conferenze di servizio. Ci sono state 4 istanze di cui una ha avuto il parere favorevole della conferenza dei servizi, le altre negativo dovuto alla Regione, che aveva segnalato tra le prescrizioni il sovradimensionamento dei comparti commerciali, impedendo quindi di inserire lì queste strutture: una strumentalizzazione, una stupidaggine assoluta perché indipendentemente dalla localizzazione della struttura, il via libera da parte della conferenza dei servizi porta poi ad una variazione urbanistica della zona in cui si va ad insediare. Davanti a questa situazione è evidente che le aziende si rivolgeranno all’autorità amministrativa, partendo dal presupposto che una di queste vende materiali edili al centro del paese. E chiunque diventi sindaco dovrà affrontare i rapporti con la Regione e le relative problematiche.
· La gestione dei rifiuti: anche quest’anno la Lombardi chiede un aumento dei canoni per le spese di sostentamento della raccolta dei rifiuti, minacciando licenziamenti. Lei ha preso l’impegno d’indire una nuova gara e i comuni soci del consorzio ATO BA5, sono stati “autorizzati” dal consorzio stesso ad indire gare autonome purchè prevedano la risoluzione anticipata del contratto un anno dopo l’aggiudicazione definitiva del servizio di gestione unitaria dei rifiuti. Qual è la sua posizione?
Il mio parere sull’Ato è assolutamente negativo. Grandi carrozzoni in cui spesso la lotta non è per assicurare dei servizi ma per assicurare ad ogni Comune una carica nel consiglio di amministrazione. Pertanto sono contrario all’Ato e sono sicuro che non avrà vita lunga.
· Infatti è un corso di approvazione un provvedimento nazionale che li sopprimerebbe.
La stessa cosa sta succedendo per i piani di zona, che non riescono a dare servizi che quando era l’amministrazione comunale a dover fornire, noi li abbiamo garantiti per tutti, tutto l’anno. Perché molte delle componenti del piano di zona hanno fatto si che non ci fossero i denari sufficienti. A me non interessa chi sia il Comune capofila, ma che vengano dati i servizi alle famiglie che vivono disagi quotidiani. Per la raccolta differenziata dei rifiuti è certo che dovremo provvedere all’indizione di una nuova gara perché è evidente che l’appalto attuale è legato ai vecchi costi che non hanno più ragione d’esistere, creando un forte problema di contenzioso con la ditta Lombardi stessa.
· Petruzzellis ha rivendicato propri meriti per l’ampliamento dell’Acquaviva-Santeramo, idem la passata amministrazione comunale, la delibera di Giunta è a firma Divella: come la mettiamo?
Io faccio un’analisi: il dott. Petruzzellis vanta questo intervento, ma nessuno dice che lui si occupava di una parte tecnica della Provincia che non ha il potere di individuare gli indirizzi programmatori, la scelta è legata alla circostanza che il Miulli ha deciso di ubicare il nosocomio a Collone e conseguentemente necessitava dell’ampliamento della via di collegamento, così come del collegamento del collettore di fogna e acqua fatto con un finanziamento della giunta Fitto. Se una cosa è di competenza della Provincia non c’è direttore di ragioneria che tenga, anche con una sollecitazione dei consiglieri provinciali di Acquaviva in questo senso. Ma è innegabile che sia stata la giunta Divella ad aver determinato l’opera.
· Il rapporto tra amministrazione politica e amministrazione tecnica è ormai una tematica molto frequente anche a livello comunale. Per esempio per quanto riguarda il cimitero, a suo parere, la responsabilità politica è molto limitata. Dunque allora è mancato qualcosa da parte della struttura amministrativa dell’ente, in particolar modo rispetto alle certificazioni contributive e l’esecuzione delle varie tranches di lavori?
L’amministrazione, sindaco e giunta, dà l’indirizzo secondo il quale l’appalto dev’essere fatto in rispetto della legge. Ad Acquaviva sono successe due cose: da una parte la difficoltà dell’azienda che ad un certo punto ha ritenuto di abbandonare i lavori per la qual cosa, il fatto che si sia sbagliato a pagare lo stato di avanzamento ha poca rilevanza nel senso che, se ci si fosse accorti avremmo evitato certo di pagare uno stato di avanzamento, ma il problema dell’allontanamento della ditta sarebbe rimasto. Non è una questione legata né all’Utc né alla giunta, ma alle difficoltà economiche della ditta. Capita spesso una cosa del genere. La cosa di cui sono contento è l’inizio delle consegne delle cappelle. La cosa su cui non sono d’accordo è che, i cittadini che per questi ritardi hanno dovuto utilizzare i loculi di qualche parente, perché nel frattempo sono venuti a mancare dei congiunti, adesso si trovano a pagare anche le spese di trasferimento nei nuovi loculi. Queste sono cose che ci impegniamo ad evitare perché sarebbe una vera e propria burla per i cittadini. Poi se ci sono responsabilità dei tecnici, della struttura tecnica si accerti perché se la direzione dei lavori non ha compiuto i controlli ch’era tenuta a fare è giusto che venga penalizzata.
· Prg o nuovi piani urbanistici?
Nuovi strumenti urbanistici, a mio avviso, porterebbero via così tanto tempo che ci farebbero rimanere al palo. Allora necessita sicuramente tirar fuori il prg dalla Regione. Io non so cosa stia succedendo: ho il sospetto che l’approvazione del provvedimento possa essere a vantaggio di qualche forza politica, cosa che non può essere più tollerata. Strumentalmente ce l’ha nel cassetto e si pone questioni che non sono di sua competenza , deve dare un parere tecnico. Il prg è solo il punto da cui partire, modificandone non le tipizzazioni ma le modalità costruttive. Impossibile pensare che su un comparto di 90 ettari possa realizzarsi un’edilizia di tipo estensiva, utilizzando una gran quantità di territorio ma costringendo gli imprenditori edili alla realizzazione di un gran numero di opere strutturali con un indice di fabbricabilità talmente basso che non renderebbe remunerativa l’intervento. Per cui bisognerà ridimensionare il territorio da costruire e il resto del comparto per verde, servizi, insomma per garantire la vivibilità dell’insediamento stesso.
· Lei ha affermato: “L’agricoltura acquavivese sa produrre ma non sa trasformare.” Cosa intendeva dire?
Occorrerebbe verificare se c’è la possibilità di creare grosse aziende, pensare che con quell’ettaro lasciato dai nostri genitori si possa essere agricoltori evidentemente non ha senso. Occorre che degli imprenditori in questo campo raccolgano piccoli agricoltori attorno a sé, tali da poter mettersi sul mercato per commercializzare i propri prodotti. Le cantine Polvanera e Chiaromonte sono state premiate al Vinitaly, se ad Acquaviva ci si mettesse in gioco per trasformare i nostri prodotti questa sarebbe una possibilità di sviluppo. Se pensiamo ancora al nostro piccolo orticello non si va da nessuna parte.





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