Giorgio: “Intelligenze e capacità per poter risolvere i nostri problemi” (prima parte)

Intervista al candidato della lista “Oltre i poli”
Il secondo incontro con i candidati alla carica di primo cittadino è con Claudio Giorgio, consigliere comunale uscente della passata maggioranza di centrodestra, ora outsider sostenuto da tre liste civiche.
· Qualche settimana fa è apparso erroneamente che la sua candidatura stesse per abdicare sull’altare dell’unità del centrodestra, può chiarire questi passaggi?
Non è andata in nessun modo, a me non è mai stato chiesto di abdicare, anche perché l’abdicazione doveva passare attraverso l’accettazione di un candidato che veniva calato dall’alto delle segreterie provinciali, seppur originario di Acquaviva e questo era la cosa che non permetteva l’inizio di un dialogo con chicchessia. Io sono convinto che per quanto la situazione sia difficile in questo Comune, mi pare che comunque ci siano le intelligenze e le capacità per poter risolvere i nostri problemi. D’altro canto alcune affermazioni pubbliche portano a queste considerazioni, c’è la mancanza di conoscenza approfondita di alcune problematiche locali.
· Petruzzellis ha dichiarato che non procederà ad apparentamenti in caso di ballottaggio. Propaganda, punizione o semplicemente molta sicurezza nelle sue potenzialità?
Sicuramente non è vendetta, perché con Michele Petruzzellis i rapporti sono ottimi, dal punto di vista politico ritengo sia un’affermazione abbastanza azzardata, perché questo significherebbe la convinzione profonda che i nostri elettori poi debbano votare lui in caso di ballottaggio, essendo noi liste civiche di centrodestra. In realtà noi, proprio perché abbiamo un programma con una serie di cose che devono essere ultimate rispetto alla passata amministrazione, abbiamo dei punti fermi dai quali non ci muoveremo, altrimenti a quel punto essendo una questione puramente politica, verificheremo chi tra i due candidati accetterà quelli che sono i nostri punti programmatici, quindi saremo liberi di accettare qualunque tipo di apparentamenti.
· Trasparenza, efficienza, legalità. A che punto eravamo e cosa c’è ancora bisogno di fare?
Per quanto riguarda la trasparenza avevamo già provveduto a far inserire sul sito del Comune tutte le delibere consiliari, ma non essendo mai stato fatto, noi prendiamo l’impegno a riproporlo affinché tutti possano accedervi e verificarlo. Se non altro a tutti i consiglieri comunali a cui tutti i cittadini possano rivolgersi, ormai è un fatto di civiltà. Dal punto di vista dell’efficienza occorrerà mettere a punto qualche strumento per verificare quali sono i carichi di lavoro nei singoli uffici in termini di organigramma e fare in modo che quelli in sovrannumero possano occuparsi di altro. Noi ci abbiamo provato nella passata amministrazione, abbiamo fatto dei trasferimenti, che però sono stati presi come un attacco personale.
Si sta riferendo all’attribuzione di competenze dirigenziali ad un capo settore?
Mi riferisco al trasferimento di sette unità fatto nel 2002 che si rivolsero alla magistratura per ritornare negli stessi uffici. Il che significa: o l’amministrazione è in grado di migliorare l’efficienza dei servizi con una migliore distribuzione del personale oppure sei bloccato e diventa sempre una strumentalizzazione politica. Qualcuno mi potrà dire che questa è una cosa che deve essere condivisa con tutti: probabilmente questi provvedimenti dovranno avere una condivisione maggiore anche con l’opposizione, in maniera tale che non permettano attacchi frontali in consiglio comunale.
Probabilmente la strumentalizzazione, per tutti, diventa ancora più facile se c’è una commistione tra maggioranza politica e apparati amministrativi?
Questo è vero però siccome tutto sommato questo è possibile, non abbiamo neanche gli strumenti per bloccarlo…
Se non la discrezionalità politica.
Ma è evidente: se le maggioranze si basano sull’apporto di due o tre consiglieri che fanno parte dell’apparato burocratico dell’amministrazione diventa un problema continuare a mantenere un governo senza l’apporto delle parti che, magari, si vogliono sistemare dal punto di vista dei servizi dati al cittadino. Ma in questa occasione problemi di questo genere non ne avremo, perché sono a carico di altre compagini e di altri candidati.
· Per il rilancio dell’imprenditorialità acquavivese lei punta molto sulla zona P.I.P. Quali sono i punti di debolezza dell’impresa acquavivese in questo momento?
Il primo punto è la scarsa presenza di imprenditori, legata probabilmente ad una poca intraprendenza e questo si coniuga con un’estrema rigidezza dei regolamenti che permettono d’insediarsi nella zona industriale. Ad Acquaviva il vecchio regolamento d’assegnazione prevede che per cedere o fittare un capannone, è necessario attendere 5 anni dall’agibilità degli stessi. Evidente che in un periodo complicato economicamente, la vendita o l’affitto ad altre aziende dei capannoni significa attrarre altri insediamenti, migliorando aziende che probabilmente hanno un futuro sul mercato. Uno delle cose più veloci da fare è quella di rendere elastica la possibilità di cedere i capannoni presenti con un controllo della congruenza dei prezzi di vendita.
C’è una grande azienda di produzione dei pannelli fotovoltaici fortemente intenzionata a insediarsi ad Acquaviva che ha fatto l’istanza, purtroppo la tempistica e la mancanza di risposta ha fatto si che questa azienda preferisse poi Modugno.
· Il suo programma è un’elencazione, quasi inesauribile, di iniziative e investimenti. Li ritiene sostenibili in un’ottica di rispetto del patto di stabilità?
Sono sostenibili perché alcune di quelle opere sono peraltro già finanziate: contratto di quartiere per il quale è arrivata la prima tranche; la vendita dei suoli della 167, il teatro lo realizzeremo e ultimeremo con i soldi derivanti dalla vendita della 167. Quindi molte di queste cose sono già un dato reale, poi c’è il problema del prg ma questo è a costo zero. Mi chiedo invece come si potrebbe pagare il gotha dell’urbanistica che io non penso possa venire ad Acquaviva a costo zero. Per quanto riguarda l’utilizzo del fotovoltaico sugli edifici pubblici la Regione Puglia sta per bandire il finanziamento per i bandi POI per un miliardo e seicentomila euro: ovvio che in questa ottica potremo chiedere i finanziamenti per realizzare il fotovoltaico ma anche per procedere al miglioramento e superamento tecnologico della P.A. di Acquaviva. Probabilmente a stralci, con un project financing: gli strumenti ci sono e non bisogna far passare i treni dinanzi ai nostri occhi senza approfittarne, come è successo in passato.
· Si parla sempre e molto di sicurezza collegandola al lavoro della polizia municipale Tutto questo mentre sulla zona industriale tutti possono verificare palesi violazioni in materia soprattutto di destinazioni d’uso ed edilizia. Non c’è il rischio di distrarre, per esempio gridando sempre all’emergenza piccola criminalità, e pretendere troppo dal corpo di polizia municipale, magari al di là delle sue competenze?
Io non sono d’accordo sull’impostazione per cui nella zona industriale ci siano degli abusi, non avrebbe molto significato perché le norme sono sufficientemente ampie da permetter agli imprenditori di “muoversi” sempre in maniera lecita. Per la destinazione d’uso, tranne piccoli casi sporadici, non è quella per cui si è avuta la concessione iniziale ma in realtà quasi tutti comunque portano ad una destinazione d’uso imprenditoriale. L’ipocrisia di fondo è: un’azienda che produce servizi e non beni materiali ha diritto o meno di essere in zona industriale o artigianale? Secondo me si, perché se offro servizi logistici necessito comunque di ambienti tali e locali in proporzione ai dipendenti assunti. La polizia municipale si dovrebbe occupare sicuramente di tutto ciò che è di sua competenza:traffico, commercio, edilizia assieme all’UTC, Si dovrebbe occupare un po’ meno della piccola criminalità, perché purtroppo il numero di vigili è troppo esiguo per adempiere a tutti i suoi compiti e riuscire a conciliare tutto diventa complicato. Il numero è modesto perché i vigili lavorano su più turni, anche come polizia giudiziaria.





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