Michele Petruzzellis: “I bollenti spiriti siamo noi”(prima parte)

Intervista al candidato sindaco del Pdl
La campagna elettorale è ormai in pieno fervore. Il primo candidato alla carica di sindaco che abbiamo incontrato è Michele Petruzzellis, attuale direttore generale della Provincia di Bari, di seguito la prima parte della sua intervista.
Da chi e com’ è nata la sua candidatura?
La mia candidatura è nata da alcuni amici di Acquaviva che mi hanno sollecitato a questa presenza per la mia esperienza nella P.A. e poi perché sono di Acquaviva. Dobbiamo sfatare questo mito che non sono di Acquaviva: io sono acquavivese doc. Non ci sono discussioni di sorta, originale e autentico. Vorrei porre una domanda a chi mi denigra: e come mai quando c’è stato bisogno, amministrazioni di sinistra hanno chiesto il mio intervento ed io sono venuto, facendo l’assessore e sistemando il bilancio?
Cosa risponde a chi l’accusa di non essersi mai veramente interessato ad Acquaviva finora nonostante i suoi importanti ruoli nelle istituzioni?
Esattamente il contrario, ho fatto l’assessore. Poi con l’amministrazione Pistilli chiesi delle conferme suoi miei interventi, non li ottenni e allora lasciai campo libero a chi era stato legittimamente eletto dal popolo. Qualcuno dimentica le opere che la Provincia di Bari ha fatto sul Comune di Acquaviva.
Ovvero?
La circonvallazione, il nuovo finanziamento dell’Acquaviva- Santeramo, la realizzazione di un nuovo istituto scolastico, oppure tutto il fotovoltaico su tutti gli istituti scolastici, interamente finanziati dalla Provincia e voluti dalla mia capacità di inserimento di quel sistema.
Non sta confondendo la volontà politica con quella tecnica dell’amministrazione in senso stretto?
Anche della volontà politica, però le lascio immaginare come io da direttore di ragioneria e da vice-segretario generale, quindi il massimo organo, ho potuto sostenere, in senso legittimo, questi progetti.
Rispetto alle precedenti coalizioni di centrodestra acquavivesi lei ha puntato su di un suo restringimento, una necessità o una scelta?
In parte entrambe: Pistilli ha optato per uscire dal Pdl locale, poi ritengo che per eliminare lacci e lacciuoli del sistema ci sia bisogno di gente nuova, capace ed interessata ad operare con un metodo nuovo, ed il metodo lo so dare io.
Uno dei temi più problematici che lei ha trattato prioritariamente nel suo programma è quello della crisi economica. Lei parla di una “casa delle imprese”, può spiegarla in maniera più precisa?
Nessuno può andare più da solo in un sistema economico così disastrato, andare da soli significa essere massacrati. Allora un accordo, un consorzio come hanno prospettato alcuni, con capofila il Comune senza esborso finanziario.
Che tipo di apporto darebbe questa “casa delle imprese” e quindi di cosa hanno bisogno o di cosa mancano le imprese acquavivesi in questo momento?
Manca un coordinamento ed un respiro di livello europeo, perché i finanziamenti non li dà certo il comune di Acquaviva o la Provincia. C’è un respiro più ampio, di livello europeo, dove c’è bisogno di sinergie comuni, di sistema e allargando la visione operativa.
Quindi in termini di informazione e di guida?
Facendo partecipare le università. Un incubatore di imprese non è altro che la partecipazione di organismi senza scopo di lucro che collaborano con le imprese.
Rimanendo in tema di economia, il piano di commercio comunale prevede l’insediamento di quattro medie strutture commerciali, cosa ne pensa? Sarebbero d’aiuto all’economia locale o finirebbero di strozzarla?
Sembra che aiutino l’economia ma in effetti restringono la capacità operativa interna. Allora dobbiamo collegare i due sistemi, senza andare ai conflitti e io ho proposto per l’insediamento della nuova amministrazione, l’immediato recupero di tutti questi provvedimenti da portare all’attenzione dei cittadini che devono partecipare, tutti facciano la loro parte, niente avverrà nel chiuso di una stanza.
A parere di alcune associazioni di esercenti uno dei costanti problemi è il traffico, con gravi conseguenze anche sui pubblici esercizi commerciali.
C’è stato un piano del traffico, che è stato messo nel cassetto. Quello è fondamentale, dobbiamo regolamentare e sempre con la partecipazione, come obbligo non come desiderio.
Lei ritiene molto importante la valorizzazione del centro storico, commerciale come turistica. Acquaviva promuove diverse sagre oltre alla festa patronale, ma questi eventi non sono mai riusciti a coinvolgere la zona predetta.
Credo che siano stati fatti tanti meritevoli tentativi. Io però non sono un tuttologo, individuo l’argomento e penso che manchino sia il marketing che la territorialità. Il mio programma si basa su queste nuove forme di gestione di attività e sulla partecipazione.
Ovvero?
Facciamo un esempio: io non sono esperto di sagre ma ho gli amici, che a costo zero, organizzeranno delle consulte ad hoc attraverso le quali formulare delle proposte. Il punto fondamentale del nuovo metodo è che la mucca da mungere non c’è.
Dall’economia alla cultura. L’ultimazione del teatro e la sua gestione necessitano di un soggetto esterno: quali sono gli obiettivi e i limiti di cui dovrebbe rispondere il gestore all’ente comunale?
Certo 300 posti non sono redditizi, io ho già contattato la Camerata Musicale, ed altre strutture che operano da sempre in questo settore. Nei limiti di un interessamento del comune, sempre a costo zero, di partecipazione per i cittadini. Lasciare spazi a costo zero che possano essere utilizzati dai giovani soprattutto, affinchè possano trovare un momento di raccordo e di unione in questo sistema. E così nasce la cultura. Una delle mie proposte è di realizzare una pinacoteca aperta la notte, in maniera tale che i giovani possano conciliare un cornetto con la visione, magari inizialmente non ricercata, di opere d’arte.





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