Tenete i bambini al riparo dal “manifesto selvaggio”

Lo sfogo dell’ex Sindaco Pistilli sulla violazione della disciplina elettorale
Sono in molti a ritrovarsi, consenzienti o meno (ma liberi di cancellarsi), nella mailing list dell’ex Sindaco Francesco Pistilli. E ad alcuni di loro, sempre che non l’abbia avuta vinta l’antispam, sarà giunta nei giorni scorsi la missiva intitolata: “Manifesto selvaggio: un’indecenza”.
Nello scritto, cucite da un tono stizzito, le parole dell’ex primo cittadino, accusano qualcheduno, senza farne il nome, di aver violato la disciplina elettorale affiggendo prima del tempo manifesti di propaganda.
«I soliti dritti (o illusi di esserlo) hanno pensato di trarre un grande vantaggio elettorale esponendo anzi tempo e fuori spazio le loro fantastiche facce avvizzite agli Elettori, sgomenti di tanta intelligente e svelta preveggenza e tempestività. E così la nostra Regione, con grande anticipo, ha visto i suoi muri tappezzati da artificiali facce ammiccanti, sorridenti, suadenti, ma ugualmente scipite, come quelle dei furbastri che ti vengono incontro sorridendo, perché ti vogliono fregare. Quasi quasi bisogna tenere chiusi i bambini in casa per evitare che soffrano di incubi notturni. Eppure c’è una norma che disciplina la propaganda elettorale.»
Trasgressione e scorrettezza, imputa Francesco a chi dovrebbe, candidandosi, essere da esempio e non lo è, e quindi andrebbe non già ammonito, ma addirittura escluso dalla competizione.
«Ci vorrebbe che chi gioca in campagna elettorale slealmente, trasgredendo le regole, deve essere espulso ed escluso dalla competizione, come avviene per i giocatori in campo che si comportano scorrettamente. […] A non osservare la legge si provoca sempre una ‘escalation’, una corsa a chi la trasgredisce di più per avvantaggiarsi: ed ecco manifesti che si sovrappongono, manifesti che vengono sbrindellati e penzolano schifosamente dai muri, e che sono un immondo monumento non solo alla trasgressione, ma anche alla scorrettezza che spinge e impregna i protagonisti di questa indecenza.»
Premuroso l’ultimo dei sindaci, scuote i cittadini ipnotizzati, li invita a non votare gli autori di tali gesti e fa notare che ora dovranno sopportare anche questo, oltre a tutto il resto…
«Ed i Cittadini perbene devono sopportare e magari dare il voto a costoro? Se sono costretti a sopportare, possono benissimo liberarsi da questi comportamenti negando il voto ai loro autori o mandanti […] Neppure un voto al manifesto selvaggio, vera indecenza e così impara. Faccio una proposta ragionevole, anche se ingenua per qualcuno: gli autori delle affissioni fuori tempo e fuori spazio del tutto irregolari si ravvedano e si riscattino: dicano ai loro galoppini elettorali e scagnozzi attacchini di andare a ripulire i muri della Città, imbrattati dall’indecente manifesto selvaggio. »
“Diamine però! – esclamarono i fantocci votanti tornati in sé dopo aver letto il proclama – Grazie per averci avvisati! Non l’avevamo proprio capito che qui ci prendon per il cu..!”
…Ironia a parte, ciò che andrebbe sottolineato (Pistilli ne dà l’occasione, ma varrebbe per qualsiasi altro soggetto politico), è che la gente non è così sprovveduta e si suppone in grado non solo di accorgersi dell’imbarazzante sfida al miglior sorriso e allo slogan più convincente, ma pure di capire che, così come i manifesti si attaccano alle pareti, così molti candidati si attaccano a qualunque motivazione possibile e ai mezzi più vari, per sottrarre elettori al concorrente, in un tira e molla interminabile, invadente, irrispettoso e poco elegante.
Siate più cauti e invece di inflazionare il famoso “Allora, mi voti?”, ricordate che nel seggio si entra soli e che con le buone si ottiene tutto.





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