La provincia messa sotto scacco da un acquavivese

Livio Divietri campione provinciale di scacchi 2010
C’era una volta un re indù, che vinse una grande battaglia per difendere il suo regno ma, costretto ad un’azione strategica, suo figlio perse la vita. Sentitosi in colpa per la perdita, il re iniziò a torturarsi chiedendosi se mai ci fosse stato un modo di vincere senza sacrificare la vita del figlio: tutti i giorni rivedeva lo schema della battaglia, senza trovare una soluzione. Un giorno si presentò al palazzo Lahur Sessa, che dopo gli inutili sforzi di tutti i sudditi del regno, provò a rallegrare il re con un gioco di sua invenzione: gli scacchi. Il re si appassionò e giocandoci, si rese conto che non avrebbe mai potuto avere la meglio in battaglia senza il sacrificio di un pezzo, ovverosia suo figlio. Il re trovò finalmente pace e offrì a Lahur Sessa qualunque ricompensa egli avesse voluto. Il monaco non voleva nulla ma davanti alla tenacia del re, guardando la scacchiera, gli disse: «Tu mi darai un chicco di grano per la prima casella, due per la seconda, quattro per la terza, otto per la quarta e così via». Il re trovò la richiesta ridicola, in quanto egli avrebbe potuto chiedere danaro, gioielli, palazzi, potere. Ma i matematici di corte andarono dal re spiegando gli che per soddisfare la richiesta non sarebbero bastati i raccolti di tutto il regno per ottocento anni. Conti alla mano infatti, il brahmino aveva chiesto 18.446.744.073.709.551.615 chicchi di grano. In questo modo, il re imparò che una richiesta apparentemente modesta può celare un costo enorme.
L’utilizzo del sacrificio e di mosse individualmente innocue nell’ottica di un obiettivo finale più grande, cioè la vittoria, sono gli elementi più caratteristici di questo gioco che dal VI secolo in India è arrivato ai giorni nostri.
Domenica 31 Gennaio l’edizione 2010 del Week End Città di Bari, che quest’anno prevedeva l’Open B valido anche come Campionato Provinciale Assoluto di Bari. Tra i 45 partecipanti all’Open B vittoria dell’esordiente acquavivese Livio Di Vietri, con 5,5 su 6, davanti ad Andrea Colonna e Alessandro Poggiolini. Di Vietri, che si è aggiudicato anche il titolo di Campione Provinciale di Bari per il 2010 ci ha guidati nel mondo delle scacchiere.
Qual é l’aspetto del gioco degli scacchi che preferisci?
L’aspetto che di gran lunga preferisco del gioco degli scacchi è la battaglia di idee che coinvolge i due giocatori ancor prima della loro concretizzazione con lo scontro dei rispettivi “eserciti” pronti a dare anima e corpo per il perseguimento dell’obiettivo finale. Quest’ultimo, infatti, rappresenta il fil rouge che ricollega ogni singola idea a un più vasto piano strategico finalizzato a dare scacco matto al re avversario avvalorandosi finanche dell’”arma” del sacrificio. Esso spesso funge da ciliegina sulla torta, da coronamento di una buona applicazione dei principi generali e dell’esasperazione degli elementi tattici presenti sulla scacchiera volti a dimostrare l’esattezza delle nostre idee. Questo è per me il sacrificio, la più nobile incarnazione dell’idea vincente.
Come e quando hai mosso i primi passi sulla scacchiera?
Ho incominciato a masticare gli scacchi verso l’età di cinque anni -e quindi l’espressione la si potrebbe prendere anche letteralmente- quando mio fratello maggiore mi insegnò il movimento dei pezzi sulla scacchiera e ricordo che mi affascinarono da subito. Diventando più grande, la voglia di giocare è cresciuta di pari passo fino a trasformarsi in una passione sbocciata intorno al secondo anno di liceo.
In assenza di organizzazioni strettamente locali qual è il modo migliore per un giovane appassionato come te di approfondire e migliorare il proprio livello?
Prima di tutto vorrei smentire l’inesistenza di associazioni scacchistiche locali. A Cassano, per esempio, esiste l’associazione Hinterland Scacchi, di cui sono un membro attivo, che ogni giovedì organizza incontri amichevoli tra appassionati scacchisti dei paesi limitrofi. Ad Acquaviva, invece, c’è stata l’Associazione Urlo che si è interessata al gioco degli scacchi organizzando nel 2007 e nel 2008 due tornei cittadini che hanno visto una discreta partecipazione e che hanno contribuito alla diffusione di questo gioco a livello locale. Da gennaio di quest’anno, poi, faccio parte dell’Accademia Scacchista Barese, associazione riconosciuta dalla federazione italiana che organizza tornei ufficiali come quello provinciale da me vinto.
Ma la pratica viva non è tutto, anche la preparazione casalinga è importante. Personalmente trovo molto istruttivo analizzare diverse partite giocate dai grandi maestri degli scacchi, oltre a leggere libri che riguardano la teoria o qualche variante in particolare. Inoltre mi alleno con un programma per il computer impostando un livello di difficoltà crescente che mi consente di stabilire le mosse migliori per una determinata posizione di gioco. Infine, quando non ho la possibilità di confrontarmi con un avversario in carne ed ossa, sono solito sfidare giocatori online provenienti da tutti i continenti sul sito http://gameknot.com. Mi concedo anche qualche partita in solitaria, sfidando me stesso. Trovo molto utile quest’ultima forma di allenamento poiché mi dà la possibilità di imbastire contemporaneamente due differenti strategie di attacco e di difesa.
Non ritieni che la concentrazione che il gioco richiede sia d’ostacolo al suo radicamento?
Non credo, anche perché ci sono diverse tipologie di gioco, come quelle dette “blitz”e “lampo”, che si concludono nell’arco di pochissimi minuti, non richiedendo quindi un elevato grado di concentrazione. Certo un appassionato non potrà fare a meno delle partite a tempo lungo per valorizzare le proprie capacità strategiche ma queste dinamiche non investono un principiante. Sorprenderà sapere che al contrario, negli ultimi anni, c’è stato un enorme incremento di giocatori. Gli scacchi da essere uno svago per pochi, quasi elitario nei paesi occidentali, sono divenuti un gioco globalizzato: ci sono stati moltissimi neofiti in tutto il mondo grazie alla diffusione di software scacchistici e delle partite online.





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