Le ragioni di Boccia secondo Tria

Il dirigente locale del PD: “Necessario un nuovo laboratorio politico”
L’appuntamento con le primarie “bonsai”, così come definite dall’economista di Molfetta, si avvicina dopo che le dirigenze partitocratiche non sono riuscite a trovare un’intesa. A sostegno delle ragioni di Francesco Boccia abbiamo incontrato Domenico Tria, componente del direttivo locale del Partito Democratico.
A distanza di cinque anni si ripete l’esperienza delle primarie regionali, con gli stessi candidati: dove ha fallito la Giunta Vendola?
Innanzi tutto ci troviamo di nuovo ad affrontare le primarie si, ma con scenari politici diversi, con un quadro nuovo che distingue queste dalle precedenti, quantomeno nelle motivazioni, perchè la politica non si può fare solo con il cuore ma c’è bisogno anche di testa. Le ragioni del cuore spesso non riescono ad essere supportate se non ci sono altri elementi quali una coalizione forte e numeri tali da permettere a queste ragioni di andare nelle istituzioni.
Quali sono allora le ragioni di Francesco Boccia?
Quelle che partono dalla necessità di affrontare la campagna elettorale con una coalizione forte, molto ampia, che ha già detto si al suo nome, dall’Udc a Sinistra e Libertà. Questa nuova situazione potrebbe essere un nuovo laboratorio politico anche in prospettiva nazionale, alla luce delle nuove linee dettate dalla segreteria Bersani, che predilige le alleanze allargate, sopratutto con l’Udc che in Puglia ha manifestato interesse ad una alleanza col Pd, convergendo sul nome di Boccia. Non c’è una sconfitta, riguardo Vendola a mio avviso non si può parlare di fallimento, ci sono aspetti che vanno maggiormente approfonditi come il comparto della sanità, ora all’attenzione della magistratura.
Soffermandoci un attimo sul concetto di coalizione forte: “Se alla fine i gazebo determinano la distruzione della coalizione sarà pure un bell’esercizio democratico ma perdiamo le elezioni: le primarie “bonsai” tra PD e SeL, non servono a nessuno perchè se non c’è l’Udc salta la coalizione”(Boccia,Repubblica, 14.01.10). Possibile essere giunti ad un’alternativa tra il fine (la vittoria) e l’esercizio democratico? Sembra che queste primarie abbiano assunto il sapore di un referendum tra favorevoli e contrari all’allargamento della coalizione, condivide queste interpretazione?
Le due cose devono viaggiare necessariamente su binari paralleli, quindi l’esercizio democratico è una prerogativa che il partito democratico ha sancito nel proprio statuto e noi la sosteniamo ma questa scelta viaggia parallela alla necessità di trovare un sistema di alleanze che possa poi legittimamente governare. Questo duplice binario Vendola non l’ha voluto capire perchè con la sua candidatura a priori ha posto un muro che non collima con la situazione reale della regione Puglia come consenso, che favorirebbe decisamente il centrodestra laddove l’Udc non fosse alleato al Pd.
Come avete interpretato quest’intransigenza del leader di SeL sulla sua candidatura?
Sicuramente ritiene di aver fatto solo bene, che non sia necessario avere un altro alleato. Vendola agì col cuore, con una politica di forte impatto sulla gente e questo glielo riconosciamo, ma ora non è sufficiente. La scorsa volta le ragioni del cuore prevalsero ma lo scenario era diverso. Rinunciare sarebbe per lui come dichiarare una sconfitta, cosa che non c’è stata. Però non può intestardirsi su di una posizione intransigente, un elemento che in politica molto spesso è fonte di divisioni piuttosto che di accomodamenti o di soluzioni.
Correttamente Francesco Boccia nelle domande che ha posto a Vendola dal suo blog ha ricordato che il governatore uscente è stato uno dei primi a cercare di ottenere l’allargamento della coalizione in occasione del rimpasto di giunta, attraverso l’incarico a Stefano dell’Udc. Successivamente c’è stato il diniego dell’Udc al sostegno della sua candidatura. A questo punto, in termini programmatici, cos è che non si può realizzare con Vendola e con Boccia si?
Penso che siano problematiche che attengano soprattutto le politiche su famiglia, sanità e immigrazione. L’Udc è riferimento dell’elettorato cattolico, quindi questo elettorato ha dei paletti concettuali che non si collimano con gli aspetti tipici della cultura più materialista dell’estrema sinistra. Vero che la Puglia nelle politiche per la famiglia è stata la regione con meno conflitti col mondo cattolico rispetto a Toscana e Veneto però l’Udc deve salvaguardare questa sua prerogativa politica . Per il resto non credo ci possano essere ostacoli insormontabili, non credo neanche che qualche argomento possa essere ostativo a tenere unita un’intera coalizione visto che comunque l’arco programmatico è ampio, non credo che qualche argomento possa minare alla base…
…provo a suggerirglielo io, le privatizzazioni?
Può darsi, in particolare la privatizzazione dell’acquedotto pugliese. Può darsi che sia un elemento dirompente tant è che nel programma di Boccia c’è una nuova dimensione di intervento pubblico nell’erogazione dei servizi essenziali come l’acqua e una revisione del sistema degli appalti. Su questo sicuramente il nuovo governo regionale, nel caso vincesse l’alleanza per il sud, dovrà concentrare l’attenzione e sarà un elemento di revisione della politica degli ultimi cinque anni, dove non si seguirà il solco tracciato da Vendola.
Secondo lei quale avrebbe dovuto essere, nelle intenzioni degli autori, l’effetto della fuga di notizie dalla Procura circa l’iscrizione nel registro degli indagati di Vendola per il reato di concussione?E quali saranno?
Io penso che non sortirà nessun effetto, perchè ormai a queste notizie la gente è abituata. Al di là del motivo che può essere nobile, cioè trattenere in Puglia questo luminare della medicina, quello che non va è il sistema. Nelle amministrazioni si dovrà lavorare seriamente per sconfiggere la segnalazione a vantaggio della meritocrazia e incentivare il lavoro femminile. Boccia pone poi altri elementi a suo sostegno come una maggiore ricorso alla etica nella programmazione: questo assieme a quegli altri elementi che ho prima elencato vengono proposti per suggerire all’elettorato di centrosinistra di propendere per la sua scelta.





Commenti
Speriamo che domenica vinca Boccia, così poi ad Acquaviva vincerà la coalizione compatta di PD, SeL, IDV, UDC, ecc.. In questo modo si rinnoverà tutta la classe politica e finalmente sul comune avremo: Tria, Dinapoli, Mastrorocco, Cosmo, Maurizio, Solazzo, Busto, Bonavoglia, ecc. ecc. i quali democraticamente non disdegneranno, volta x volta, di fare accordi con Pistilli e Claudio Giorgio… e il Commissario tornerà presto ad Acquaviva !!!!