Nuovo regolamento e spesa del giovedì

Claudio Laera

Abrusci: “Ora giovani e prodotti tipici”

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Libera determinazione di ogni esercente ai fini dell’individuazione degli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali nel rispetto di quattro principi:

  • ogni esercente ha facoltà di modulare glli orari di apertura e chiusura, nel limite massimo di tredici ore giornaliere di apertura, tra le ore 7,00 e le ore 22,00 di ogni giorno feriale;
  •  gli orari adottati devono essere resi noti al pubblico con mezzi idonei, analogamente si deve procedere in tal modo in caso di variazione degli stessi;
  • siano fatti salvi i diritti dei dipendenti, nell’ambito degli istituti contrattuali, in materia di flessibilità dell’orario e competenze economiche, secondo il vigente C.C.N.L. di categoria;
  • è fatto obbligo della chiusura nei giorni di domenica e nelle festività settimanali, salvo i seguenti giorni festivi nel corso del 2010: 14.02, 28.03, 18.04, 05.04(mezza giornata), 09.05, 20.06, 04.07, 29.08, 05.09, 17.10, 28.11;
  •  è inoltre data facoltà di derogare alla chiusura festiva settimanale e infrasettimanale per tutto il mese di dicembre 2010.

Nel rispetto degli orari stabiliti da precedenti ordinanze, attualmente in vigore, gli operatori di commercio su aree pubbliche sono obbligati al rispetto delle festività domenicali e infrasettimanali.
Si autorizza a svolgere il mercato settimanale nelle domeniche seguenti: 28.03, 18.04, 26.09, 05.12.2010.

Questa la nuova regolamentazione degli orari degli esercizi commerciali, frutto della proposta presentata all’unisono da Confcommercio, Codacons e Cgil all’amministrazione comunale, che costituisce solo il primo passo di una serie di iniziative che verranno messe in atto nei prossimi mesi, così come spiegatoci dal responsabile locale della Confcommercio, Vito Abrusci: “Il settore commerciale vive ormai da troppi anni ad Acquaviva una crisi che non è dovuta solamente alla situazione nazionale ed internazionale, ma anche al trasferimento dell’ospedale in area extra urbana e lo spostamento in periferia del mercato nonché delle linee di trasporto su gomma dei circa quattromila studenti che frequentano gli istituti superiori acquavivesi. L’eliminazione dell’obbligo di chiusura infrasettimanale del giovedì è la diretta conseguenza dell’applicazione delle direttive di liberalizzazione introdotte dal decreto Bersani e , sulla sua scia, dalla legislazione regionale. Il commercio locale ha però bisogno della programmazione, da parte dell’amministrazione locale, di nuovi strumenti apparentemente estranei al funzionamento del settore commerciale.” Il riferimento è al raggiungimento di una totale autonomia funzionale di ogni singolo quartiere, attraverso la presenza, in ognuno di essi, di esercizi commerciali che forniscano la più ampia gamma di beni possibile, rendendo superfluo lo spostamento dei consumatori verso la grande distribuzione o l’utilizzo dei mezzi di locomozione privati nell’area urbana.

“L’associazione degli esercenti si propone altri due obiettivi, ovvero la valorizzazione dei prodotti tipici locali per reintercettare i flussi di consumo provenienti dai paesi limitrofi e la permanenza dei giovani acquavivesi nella nostra cittadina, anche per l’intrattenimento serale ma, per la realizzazione di questi due obiettivi è fondamentale il riordino della disciplina del traffico, dei parcheggi oltre a quella della somministrazione di alimenti e bevande”.
È infatti il caso di ricordare che il decreto n.223 del 2006, all’art.3, permette l’esercizio di attività commerciali di somministrazione di alimenti e bevande, eliminando alcuni limiti e prescrizioni, tra cui:

  • l’iscrizione a registri abilitanti ovvero possesso di requisiti professionali soggettivi per l’esercizio di attivita’ commerciali, fatti salvi quelli riguardanti il settore alimentare e della somministrazione degli alimenti e delle bevande;
  •  il rispetto di distanze minime obbligatorie tra attivita’ commerciali appartenenti alla medesima tipologia di esercizio;
  •  il rispetto di limiti riferiti a quote di mercato predefinite o calcolate sul volume delle vendite a livello territoriale sub regionale;
  •  l’ottenimento di autorizzazioni preventive e le limitazioni di ordine temporale o quantitativo allo svolgimento di vendite promozionali di prodotti, effettuate all’interno degli esercizi commerciali, tranne che nei periodi immediatamente precedenti i saldi di fine stagione per i medesimi prodotti;
  •  il divieto o l’ottenimento di autorizzazioni preventive per il consumo immediato dei prodotti di gastronomia presso l’esercizio di vicinato, utilizzando i locali e gli arredi dell’azienda con l’esclusione del servizio assistito di somministrazione e con l’osservanza delle prescrizioni igienico-sanitarie.

Ma questa (disciplina e la sua applicazione sul territorio) è un’altra storia. 

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Commenti

  • habanero (utente non verificato)

    REGOLE,REGOLE,REGOLE, MA SMETTETELA IN QUESTA CITTA’ NON C’E’ PIU’ RISPETTO, KE FINE HANNO FATTO L’OBBLIGO DI ESPOSIZIONE DEI PREZZI SUI PRODOTTI,LA PROVENIENZA DEGLI STESSI L’OCCUPAZIONE DEI MARCIAPIEDI, SIETE SOLO RIDICOLI MA NON SOLO L’UFFICIO ANNONA FUNZIONA? E KI DOVREBBE VIGILARE KE FINE HA FATTO? MA COME SEMPRE DOMANDE SENZA RISPOSTE

  • ondalibera (utente non verificato)

    Non mi risulta che la CGIL rappresenti commercianti di Acquaviva. e sono sorpresa da leggere che il sig. Abrusci sia anche egli rappresentante dei commercianti. sono curiosa di sapere quanti iscritti ha a livello locale la associazione rappresentata dal sig. Abrusci. in quanto alla Codacons poi…è diventata il prezzemolo di ogni finestra. Chissà come nasce questo trio…

  • Raul69 (utente non verificato)

    Mi risulta che il Sig. Abrusci ha cessato la propria attività commerciale e pertanto, non essendo più “commerciante” non sarebbe più rappresentativo della categoria a livello locale. A meno che non abbia proseguito con la vendita delle cipolle…rigorosamente con marchio DOP…