“Sono un piccolo feto, sto per nascere in Italia…”

Rapporto annuale dell’Organizzazione Medici Senza Frontiere sulle crisi dimenticate nel 2008
“- Sono un piccolo feto, sto per nascere in Italia.
– Sono un piccolo feto, sto per nascere in Uganda.
– Mamma ride perché sono nato con i capelli lunghi, è raro!.
– Mamma ride perché sono nato senza l’AIDS, è rarissimo!
– Ho una speranza di vita di settantanove anni!
– Dilettante! La mia vita è tutta una speranza!
– Sono già formato: ho braccia, gambe, tutto.
– Pure io ho tutto: braccia, gambe… “m manc solament ‘nu poc’e… cul!”
Sono battute prese dallo spettacolo “Melanina e Varechina” del comico napoletano Giobbe Covatta.
Quella che proponiamo in calce, invece, è la top ten delle dieci crisi umanitarie più gravi ed ignorate dai principali telegiornali della televisione generalista italiana, desunta dal Rapporto annuale dell’Organizzazione Medici Senza Frontiere, sulle crisi dimenticate nel 2008.
Presentiamo questo intervento per due ordini di motivi: primo perché l’Istituto Tecnico Colamonico fino a metà gennaio 2010 allestirà una mostra fotografica composta da 12 pannelli (“Le crisi umanitarie dimenticate dai media”) legata al Rapporto MSF di cui sopra, secondo perché “adottando una crisi dimenticata” (nome della campagna lanciata della stessa MSF,col patrocinio della Federazione Nazionale della Stampa Italiana) vorremmo agire concretamente per fare uscire le crisi umanitarie, e le persone che soffrono a causa di queste crisi, dall’oblio.
Secondo il Rapporto MSF 2008, laddove i telegiornali trasmessi dai due principali network della televisione italiana generalista, Rai e Mediaset, dedicano un qualche spazio a un contesto di crisi, spesso il focus dell’attenzione non è orientato verso lo stato o il grado di emergenza correlati, ma si concentra piuttosto su eventi o argomenti di altro tipo, a più forte notiziabilità (per esempio, per il coinvolgimento di persone note, per la capacità di creare conseguenze che ci riguardano), a volte peraltro narrati in maniera frammentata, senza contestualizzazione alcuna.
La scelta di dedicare una lettura attenta ad ogni caso, è a vostra discrezione. A noi basta che veniate quantomeno a conoscenza dell’esistenza di queste situazioni.
SOMALIA – Catastrofe umanitaria: sulla strada che va da Mogadiscio ad Afgooye, vivono oltre 250mila profughi in condizioni disperate, privi di riparo, cibo e cure sanitarie. Il forte aumento di attacchi mirati agli operatori umanitari ha reso impossibile prestare assistenza. Dopo l’uccisione di tre medici in un attentato dinamitardo nel sud del paese, e in seguito al rapimento e successivo rilascio di altri due membri dello staff, MSF è stata costretta a chiudere il progetto sanitario e nutrizionale);
MYANMAR – Situazione sanitaria critica: il 2 maggio 2008 il ciclone Nargis devasta il Myanmar, sottoposto a un regime militare dal 1962. Nonostante gli aiuti umanitari, la situazione sanitaria resta drammatica. Il governo del Myanmar e la comunità internazionale hanno del tutto ignorato il problema dell’HIV/AIDS. Circa 75mila persone, (qualcosa come quattro volte Acquaviva) hanno urgente bisogno della terapia antiretrovirale;
ZIMBABWE – Crisi sanitaria: l’aspettativa di vita nello Zimbabwe è precipitata a 34 anni di età a causa della pandemia di HIV/AIDS. Le équipe mediche di MSF hanno predisposto oltre una dozzina di centri di cura per il colera, hanno contribuito alla clorazione delle acque, disinfettato case e inviato équipe nelle campagne per far fronte alle epidemie nelle zone rurali;
CONGO ORIENTALE – Civili nella morsa della guerra: nel 2007, riprendono i combattimenti nella zona orientale della Repubblica Democratica del Congo. Le drammatiche condizioni di vita rendono i profughi estremamente vulnerabili a malattie facilmente curabili come il morbillo, la malnutrizione, le affezioni delle vie respiratorie, la diarrea e le complicazioni ostetriche per le donne in gravidanza.
DA HAITI AL BANGLADESH ALLA COSTA D’AVORIO – Malnutrizione infantile: per le decine di milioni di bambini malnutriti, i programmi internazionali di aiuti alimentari e nutrizionali non hanno fatto abbastanza. Questo fallimento è dovuto al fatto che i programmi di aiuti sono sviluppati su alimenti inadeguati sotto il profilo nutrizionale per riabilitare i bambini malnutriti. Gli alimenti principali –miscele di farine arricchite di mais o di grano più soya – non soddisfano i requisiti nutrizionali minimi dei bambini più vulnerabili, tra i 6 e i 24 mesi.;
ETIOPIA – Situazione critica nella regione somala: a causa dei pericoli e delle restrizioni all’importazione di beni nella regione, nei mercati locali è drasticamente diminuita la disponibilità di cibo e di altri generi essenziali e l’impennata dei prezzi ha reso gli alimenti base quasi del tutto inaccessibili;
PAKISTAN NORD-OCCIDENTALE – Civili uccisi o in fuga: il 2008 ha visto l’intensificarsi degli scontri tra forze governative e miliziani ribelli. Anche le incursioni aeree statunitensi hanno contribuito a peggiorare la situazione della sicurezza. Le principali attività di MSF sono state le cure materno-infantili, tra cui chirurgia ostetrica di emergenza e servizi neonatali. Oltre a fornire cure mediche di emergenza e generi di soccorso, le équipe di MSF hanno dato supporto psicologico. Le ambulanze di MSF hanno subito vari attacchi.
SUDAN – Violenza: tubercolosi e kala azar sono particolarmente diffuse insieme a frequenti massicce epidemie di meningite, morbillo, colera e malaria. Migliaia di persone rischiano di perdere l’assistenza a causa dell’instabilità delle linee del fronte e delle alleanze tra fazioni armate, degli attacchi mirati agli operatori umanitari e crescenti restrizioni da parte del governo all’erogazione di aiuti umanitari. Nel 2008, secondo i dati ONU, undici operatori umanitari sono stati uccisi e 189 sono stati rapiti in Darfur.Anche MSF è stata vittima di assalti e saccheggi nella regione;
IRAQ – Civili bisognosi di assistenza: la guerra in Iraq ha provocato lo sfollamento di quattro milioni di persone. Tra il 2007 e il 2008, la situazione della sicurezza in Iraq è leggermente migliorata, i livelli di violenza sono diminuiti ed è emersa una nuova situazione politica. Malgrado questi mutamenti la situazione resta incerta e molte persone vivono ancora sotto la minaccia delle violenze. I bombardamenti e le violenze ancora in corso tra fazioni provocano morti e lesioni
gravissime che necessitano di un intervento medico immediato e cure intensive.
COINFEZIONE HIV-TBC (Tubercolosi): la TBC è in aumento nei paesi con alti tassi di HIV, in particolare nell’Africa meridionale. La cura della TBC è superata, complicata e non adeguata ai problemi specifici dei pazienti che presentano una co-infezione. Per affrontare questo problema sanitario in costante aumento, è fondamentale che i donatori internazionali e i governi nazionali investano in nuovi strumenti diagnostici e nuovi trattamenti specifici. Ogni anno dovrebbero essere investiti circa 2 miliardi di dollari nello sviluppo di nuovi strumenti per la TBC ma nel 2006, secondo il Treatment Action Group, ne sono stati investiti solo 429 milioni.





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