Riflessioni per una nuova unità sindacale

Claudio Laera

Colonna: “Senza lavoro la società non può crescere”

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La felicità per l’adempimento dell’impegno assunto dalla direzione territoriale lascia presto spazio ad un’analisi critica della situazione sociale attuale. L’occasione è l’inaugurazione della nuova sede locale del primo sindacato italiano, la presenza è numerosa, ma più che una festa è l’occasione per fare il punto della situazione.
“Qual è la funzione di un sindacato nell’era moderna?” è la domanda che coscienziosamente pone Francesca Pietroforte nel suo intervento: la collettività non ha più le forme di una volta, di conseguenza i rapporti al suo interno, in una dimensione politica e sociale, sono più difficili, frammentari. Della stessa opinione Pietro Colonna, segretario provinciale CGIL, secondo cui la società è stata divisa attraverso le più disparate contraddizioni, divenendo sempre più necessarie quelle risposte collettive che i partiti non sembrano più in grado di dare come una volta, quando i loro grandi antenati di massa, ma anche i movimenti sindacali riuscivano a muovere l’opinione pubblica e a recepire le istanze provenienti dal basso.

L’ingranaggio rotto, che non permette al meccanismo del radicamento di muoversi, è forse allora quello dei mezzi di comunicazione, a causa dei quali i temi dei diritti, delle diseguaglianze, del lavoro hanno ceduto il passo ad una spettacolarizzazione autoreferenziale che produce pesanti effetti sulla convivenza civile.
Compito del moderno sindacato è dunque ristabilire quel fronte collettivo, anche attraverso internet e i suoi derivati, necessario per dare quel contributo democratico alla comunità che giustifica la sua esistenza non esclusivamente come fornitore di servizi e svolgimento di pratiche burocratiche.

La celebrazione dei nuovi uffici, seppur di pochi metri distanti dai vecchi, viene presentata dal coordinatore locale Dinapoli nel nome dello storico collaboratore Vittorio Gianfredi e della sua drammatica condizione. Anche per l’ex consigliere comunale il riconoscimento del ruolo della CGIL passa attraverso un indispensabile dialogo con le istituzioni ma ancor prima, in una fase storica di estremizzazione dei rapporti di forza tra le componenti sociali, nel dialogo tra le stesse tre grandi confederazioni sindacali, che tuttora soffrono la mancanza di unità d’intenti e di cooperazione.
Non poteva ovviamente mancare il riferimento alle prossime consultazioni elettorali, in occasione delle quali “faremo sentire la nostra voce”: presto potremo allora verificare quanto di queste riflessioni e considerazioni verrà trasfuso e accolto nei programmi e nelle azioni del “suo” Partito.

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Commenti

  • misonorotto (utente non verificato)

    Caro amico Dinapoli,cosa vuoi fare “faremo sentire la nostra voce”: sono 20 anni che sei al comune sia ha governare che in opposizione.Noi non vogliamo sentire la tua voce, noi vogliamo che tu vada a casa, tu con il centro destra, perchè siete la rovina di questo paese.
    misonorottoooooooooooooooooooooo.
    Vergognateviiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!

  • skill1983 (utente non verificato)

    misonorotto,già che ci sei prova anche tu vergogna per il tuo pessimo italiano.

  • misonorotto (utente non verificato)

    skill1983. guarda guarda ti sei offeso del commento mi dispiace.Comunque sono contento vuol dire che ho ragione.
    misonorottoooooooooooooooooooooo. Vergognateviiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!

  • Raul69 (utente non verificato)

    Caro “misonorotto” è comunque il concetto che prevale su qualsiasi errore grammaticale. Non facciamo i “maestrini di scuola”!