Prg, Oltre i poli: “Non è vero che la Regione lo ha bocciato”

Lo scorso 30 novembre, come altre testate, eravamo tornati a parlare dello strumento urbanistico comunale, attualmente nelle mani della Regione, per la sua definitva approvazione. Conscii di ciò che divulghiamo e con l’intenzione di proporre una sintetica ricostruzione degli avvenimenti degli ultimi mesi inerenti l’argomento, registriamo l’intervento costruttivo del movimento “Oltre i poli” che in particolare modo si concentra sull’invito, da parte della Regione al commissario prefettizio di Acquaviva, “a procedere, nell’ambito delle proprie specifiche competenze e responsabilità, a consequenziali valutazioni ai fini dell’assunzione di determinazioni e provvedimenti, ivi compresa l’autotutela”.
A parere dell’alleanza che sostiene l’ing. Giorgio alla carica di primo cittadino “il comportamento della Regione è gravissimo. La Regione non deve che occuparsi delle questioni urbanistiche di sua competenza, e non può elevarsi a Giudice che accerta cause di incompatibilità o a impropria Autorità (di controllo) che possa invitare o imporre al Comune a porre in essere atti sol perché ritenga che vi possano essere aspetti di illegittimità di atti. Ma a parte questo, la Regione vuole oggi imporre un esito gravissimo, dannosissimo e prima ancora illegittimo al Comune. Partendo dalla considerazione che allo stato non può affermarsi che incompatibilità ci siano, letto il quarto comma dell’art.78 del D.Lgs. 267/2000 è evidente che la Regione, invadendo campi che non gli appartengono, e imponendo conseguenze che la norma ha voluto evitare (azzeramento dell’intero P.R.G.), vuole costringere il Comune di Acquaviva delle Fonti a ripartire da zero e perdere ancora tantissimo tempo, tenuto conto che riapprovare una deliberazione (anche se per aspetti limitati a solo alcune parti di territorio) significa poi dovere realizzare tutti gli adempimenti di legge per poi potere procedere alla riapprovazione delle deliberazioni successive.
Piuttosto che rimandare atti indietro, se la Regione, se davvero convinta della incompatibilità, vuole assumersi le responsabilità di quello che afferma ben può approvare con stralcio il P.R.G., lasciando fuori “le parti di strumento urbanistico che costituivano oggetto della correlazione”, dando così al Comune un P.R.G. operante e provocando il rifacimento di delibere solo per parti limitate del territorio.Il percorso lineare è comunque quello per cui la Regione deve approvare il P.R.G., vedendo poi se vi saranno ricorsi al TAR oppure no. Ed eventuali ricorsi al TAR non potrebbe mai comportare l’azzeramento dell’intero P.R.G., ma di quelle sole parti interessate da presunte incompatibilità, sostituibili mediante nuova variante urbanistica parziale.
Questo è il giusto percorso da seguire, e non quello disegnato dalla Regione, che invece ha deciso: – che Acquaviva delle Fonti non deve per adesso avere un P.R.G.; – sconfinando in ruoli che non ha, di imporre al Comune di compiere degli atti sulla base di sue valutazioni in campi che non le competono;- di provocare ulteriori ed inutili contenziosi, dal momento che è sin troppo facile prevedere che eventuali atti che il Comune dovesse compiere verrebbero subito impugnati da tanti che ormai hanno acquisito legittime aspettative, che verrebbero vanificate per presunte irregolarità che riguardano limitate e diverse parti del territorio;- di provocare gravissime perdite economiche al Comune a causa dei danni che i tanti che hanno acquisito legittime aspettative non tarderebbero a richiedere al Comune per gli inutili atti che porrebbe in essere.Sulla scorta di quanto sopra si invitano gli Organi competenti ad approvare, con estrema urgenza, considerata la crisi in cui versa il Paese, lo strumento urbanistico giacente ormai da molto tempo presso gli Uffici Regionali.”





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