Pneumatici tranciati. L’incredibile vicenda di un dirigente comunale

Francesco Capurso, direttore dei servizi finanziari del Comune di Acquaviva, vittima di intimidazione per tre volte, fino alla risoluzione del caso
Cinque ruote cambiate nel giro di tre settimane: è accaduto a Francesco Capurso, direttore dei servizi Finanziari del Comune di Acquaviva.
La causa? Foratura volontaria per mano di ignoti. Il movente? Difficile da rintracciare a primo acchito.
Nella mattina del 12 ottobre, per la prima volta, il Dott. Capurso, riscontrava il danneggiamento della ruota posteriore, lato destro, della sua Ford, parcheggiata in Piazza SS Maria di Costantinopoli, innanzi al Comando della Polizia Municipale. Tre giorni dopo, il 15 ottobre intorno alle 13.30, lo stesso ritrovava nelle medesime condizioni, i pneumatici anteriore e posteriore del lato destro.
Il 50enne, funzionario del Comune, conosciuto come persona ligia al dovere, al secondo episodio, prendeva atto che non si trattava di un caso isolato, ma di un vero e proprio accanimento e iniziava a far mente locale sulle possibili cause, ma non aveva sospetti, non riportando alcuna situazione di contrasto con nessuno, tanto più riconducibile al suo lavoro, con responsabilità più esecutive che decisionali e comunque non di front office.
Intanto, osservando i pneumatici, si relazionava il tipo di lesione sul fianco, non a un temperino, ma a una vera e propria arma da taglio.
Il 5 novembre, Il Sig. Capurso, si trovava nuovamente a sporgere denuncia presso la locale Stazione dei Carabinieri, per il terzo atto a suo danno, rilasciando questa volta oltre alla solita descrizione sullo stato dell’auto, anche un elemento in più, ossia una prima ipotesi di relazione tra l’accaduto e la sua professione, avanzata data la ripetitività delle azioni e pensando a quei rari episodi di contatto diretto con alcuni cittadini che, ricevuto l’avviso di accertamento legato ai tributi, si recano per mostrare disappunto.
Si legge infatti nella denuncia: “Nell’arco di tempo compreso tra le ore 07.55 e le 13.45 di ieri, mentre la mia autovettura Ford Focus, targata XXXXXXX, era regolarmente parcheggiata in Piazza Vittorio Emanuele II, di fronte al civico 45, ignoti, mediante un coltello, hanno bucato i due pneumatici del lato guida. […] Nonostante non sia in grado di fornire elementi utili all’identificazione dei colpevoli, considerato che non vi sono situazioni di contrasto con alcuno, presumo che tali azioni delittuose, siano riconducibili alla mia professione di dirigente.”
L’epilogo della vicenda, infatti, concretizzerà l’ipotesi avanzata in sede di denuncia.
Lunedì 23 novembre, l’Agente Vincenzo Caporusso del Nucleo Ecologia e Ambiente e l’Agente Domenico Ciocia, avvistavano un uomo aggirarsi con fare circospetto nei pressi dell’autovettura del dirigente, parcheggiata ormai sempre in vista, in Piazza Vittorio Emanuele II, dinanzi all’edicola. Vedendo i due agenti l’uomo si allontanava, per poi riavvicinarsi e posizionarsi per effettuare il taglio
Il Dirigente dalla finestra del suo ufficio aveva colto in flagrante l’uomo, che sentendosi richiamare, aveva fatto segno di non comprendere. I due Vigili, che l’avevano tenuto d’occhio da un’altra postazione, a quel punto gli si accostavano per chiedere le generalità. Il sospettato prima negava, poi confessava le sue azioni, all’arrivo dei Carabinieri.
L’uomo che ha commesso i reati è un anziano 84ntenne di Acquaviva, che dal 2002 avanzava istanze per essere esonerato dal pagamento della TARSU per un garage, sito in via Roma, ritenendo che lo stesso non producesse rifiuti. L’ufficio aveva risposto più volte alle missive dell’uomo, sostenendo che il Legislatore non consentiva ai dirigenti questa facoltà e accertando anche, tramite l’ufficio tecnico, l’agibilità del locale (contenente addirittura derrate alimentari), messa in discussione dal colpevole, sempre per evitare di sottoporsi a tassazione.
Cinquecento euro circa di danni, limitati per fortuna dalla furbizia del gommista e del suo “assistito”, nel mettere dopo i primi episodi e in vista di “ricadute”, dei pneumatici di seconda mano.
La vicenda ha del pirandelliano, ma anche del belisariano, considerata sia la semplicità con cui l’uomo ha pensato di farsi giustizia da solo, prestandosi bene come soggetto per una canzone del gruppo milanese, sia per il fatto che capita negli “spettatori”, che inizi ad albergare il dubbio che per essere vittima di tali soprusi, chissà quali importanti situazioni può trovarsi a gestire un dirigente comunale… L’epilogo vale quindi come riscatto personale per il dott. Capurso, reo solo di aver applicato la legge.





Commenti
Desidero esprimere piena solidarietà al Dott. Capurso, funzionario di grande e lucida serietà professionale e felicitarmi con lui e con i vigili Caporusso e Ciocia per la soluzione del caso.
Achille Signorile
e poi dicono male dei Vigili…bravi !!
certo non sono tutti uguali…perfortuna…altrimenti poveri noiiii !!!!