Nota a margine delle recenti nomine

La discrezionalità nella nomina è il nodo dei controlli
Le recenti nomine, ben nove persone distribuite tra tre organi collegiali ciascuno dei quali preposti al controllo di gestione, alla valutazione della dirigenza e alla revisione economica finanziaria, porgono l’occasione per riparlare del rapporto tra il Comune e i controlli.
Innanzi tutto è utile un distinguo: quelli interni (controllo di gestione e nucleo di valutazione) sono regolati dall’art. 147 Tuel e da un Disciplinare comunale; quelli esterni (collegio dei revisori) sono disciplinati dagli artt. 234 ss. Tuel, dallo Statuto comunale e dal Regolamento comunale di contabilità.
I compiti diversi (supporto alla dirigenza per attuare gli indirizzi politici per il CdG e il NdV, all’organo consiliare per i revisori) servono a spiegare il diverso regime di durata, di incompatiblità e di ineleggibilità.
Ma c’è un trait d’union che li accomuna: la discrezionalità amministrativa insita alla nomina.
Discrezionalità che a volte produce orrori. Basti ricordare che le precedenti nomine, di tipo politico, avevano portato all’assurdo del geometra che controllava la gestione del dirigente dei servizi finanziari. In questo caso, però, l’esternalità negativa risulta essere il rovescio di una medaglia caratterizzata dagli ampi poteri concessi al sindaco.
Viceversa in tema di controlli esterni la discrezionalità di nomina non è altrettanto giustificabile se si considera che del loro esercizio né deve beneficiare l’intera collettività e non il potere amministrativo di una maggioranza a tempo.
Tra l’altro bisogna considerare che il comune rappresenta un contesto che necessità di professionalità diverse dalle imprese private con le quali, tipicamente, sono abituati a confrontarsi i candidati.
Ecco perché inserire nel Regolamento di contabilità una norma che imponga l’attribuzione di un punteggio ai vari profili potrebbe rappresentare qualcosa di utile per aumentare la trasparenza e smascherare eventuali logiche di tipo politico visto che, un controllore non sempre vale l’altro.





Commenti
Senza contare eventuali profili di incompatibilità che, se vanno accertati ed eliminati per i consiglieri, assessori e sindaco, devono essere accertati ed eliminati anche per i componenti degli organi di controllo interni e , ancor di più, per gli organi di controllo esterni.
Non comprendo questa nota. Le nomine stavolta sono state fatte da un commissario e non da un sindaco di parte, sulla base di curriculum che attestano le competenze tecniche e professionali. Soprattutto i componenti del nucleo per il controllo di gestione, sono certamente meritevoli e garanti della trasparenza. State pur certi che non si tratta di geometri fuori ruolo, ma di professionisti competenti.
Raul 69: perchè c’è scritto il contrario? La nota non entra nel merito soggettivo.
A me pare, invece, che si ponga il problema (oggettivo) di capire, sopratutto per i revisori dei conti, le differenze tra i candidati in modo da poter controllare ex post se per caso vengono scelti i meno bravi.
Carlo1988: sono anni che assisto ad attribuzioni di incarichi, solo ed esclusivamente per scelte politiche, senza che mai nessuno abbia sollevato eccezioni. Finalmente un commissario ha scelto sulla base di curriculum! Crediamo veramente che la prossima amministrazione vorrà “inserire una norma che imponga l’attribuzione di un punteggio ai vari profili”?