“La scuola italiana funziona solo con chi non ne ha bisogno!”

Alessia Cimmarrusti

Per la regia di Daniele Luchetti, La scuola (1995). Il quarto appuntamento della rassegna “State a guardare…”

13 commenta

“Astariti è nato primo della classe! Per capire quanto valiamo veramente noi, dobbiamo misurarci con i Cardini e non con gli Astariti!”.

Astariti e Cardini, l’uno saputone e l’altro irrecuperabile (in tutti i sensi), sono due allievi di un istituto tecnico commerciale della periferia romana e a pronunciare la frase è la professoressa Maiello di Fisica e Matematica.
Siamo all’ultimo giorno di scuola e l’atmosfera è incandescente: gli alunni tentano l’estrema interrogazione pur di salvarsi per il rotto della cuffia e i docenti – non meno annebbiati – si trascinano dietro una vita ormai fatta di routine, arrancando verso il miraggio della libertà estiva, da assaporare almeno fino al successivo anno scolastico.

Nella sezione IV-A, il professore amico Vivaldi, d’Italiano e Storia, cerca di cavare il meglio dallo stato di semi anarchia in corso: c’è chi si è autosospeso anticipando arbitrariamente le vacanze certo della promozione, chi ha chiesto di uscire dall’aula per ripetere per l’ora seguente, chi ha preferito amoreggiare giusto fuori dalla finestra e chi interrogato è stato graziato con un voto, dato quasi sulla fiducia. Tra gli assenti il suddetto Cardini, noto per l’abilità di imitare la mosca, ragazzo con una delicata situazione familiare alle spalle, a cui Vivaldi è molto legato e che vuole assolutamente salvare entro la fine della giornata.

L’impresa fallisce, scatta l’ora X e iniziano gli scrutini finali… non prima di aver festeggiato il pensionamento della Prof.ssa Serino, la quale però non si trova…

Il collegio si riunisce:
oltre al professor Vivaldi, unico preoccupato per il futuro dei suoi allievi, c’è l’amorevole professoressa di matematica Maiello, in crisi col marito poiché si vocifera che abbia un amante tra i colleghi, il professore di francese, Mortillaro, un po’gretto e discriminatore, quello di Religione, un prete in analisi, il professor Cirrotta di Educazione Fisica volgare e viscido, la professoressa d’inglese insicura e impacciata con la fobia per gli oggetti a punta, il professor Sperone, vicepreside troppo rigido, che incute timore agli allievi con un solo sguardo e il Preside – che più che una figura cardine sembra una comparsa – capace di uscite del tipo: “E questo 9 in italiano a Menegozzi, Prof Vivaldi, è un atro dei suoi scherzi o abbiamo scovato un’altra Luisa (?) Morante?”.
Il consiglio procederà tra picchi di delirio, in cui i docenti non si dimostreranno per nulla migliori dei discenti, e birre tracannate per arginare la calura, ma anche per ritornare alla calma. Fino a sera si compierà il destino dei ragazzi e troveranno soluzione tutte le vicende ricamate sulla trama centrale.

Le considerazioni sul film in questione possono andare dalle scelte di contenuto a quelle tecniche. Il tema della “situazione scuola” è trattato sotto ogni aspetto, dalle problematiche legate all’orario organizzato per accontentare tutti i docenti, all’accanimento talvolta inspiegabile di alcuni di loro verso certi ragazzi (senza immaginare che il percorso di vita di ognuno, spesso si svincola dal rendimento scolastico, capovolgendosi inaspettatamente). Il tutto è reso dalle capacità magistrali di attori del calibro di Silvio Orlando e Anna Galiena, che si distinguono, rispetto a quelli contemporanei, non per doti estetiche, ma per l’efficacia della semplicità.

La Scuola, di Daniele Luchetti, raccoglie il testimone da Woody Allen e da il via a un’altra tematica della rassegna “State a guardare…”, giunta al quarto appuntamento.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!