A Milano la mafia non esiste

L’ultimo libro di Davide Carlucci disegna la mappa della ‘ndrine in Lombadia, quarta regione in Italia per presenza mafiosa
“Decine e decine di inchieste sulla criminalità organizzata in Lombardia, che ha penetrato diversi settori dell’economia, soprattutto l’edilizia. La mafia esiste eccome, solo che si parla d’altro: c’è una grandissima sottovalutazione del fenomeno criminale a Milano, con contatti tra la dirigenza politica lombarda e la criminalità organizzata, ma qui non si è ancora posta la questione morale.”
Ma perché mai noi di una modesta testata locale dovremmo preoccuparci di problematiche apparentemente così lontane da noi, quand’anche il nostro territorio soffre della presenza criminale in forma organizzata? Fatto sta che questa citazione non è di un magistrato milanese, ma di un nostro concittadino che ormai da diverso tempo è balzato agli onori della cronaca nazionale: stiamo parlando di Davide Carlucci, 40 anni, dal 2000 cronista giudiziario per «la Repubblica», prima per la redazione di Bari e dal 2007 a Milano.
Di lui avevamo già parlato in occasione del suo ritorno ad Acquaviva per la presentazione del libro-inchiesta “Un paese di baroni”, scritto assieme ad Antonio Castaldo sul nepotismo e sugli scandali nelle università.
“A Milano comanda la ‘Ndrangheta” è il suo ultimo lavoro, realizzato a quattro mani col giornalista Giuseppe Caruso, in cui vengono ricostruite le trame complesse e intricate dell’attività delle varie cosche calabresi, ma anche degli altri gruppi criminali che operano in città: dalla Camorra a Cosa nostra, passando per i gruppi stranieri.
In Lombardia comanda veramente la ‘ndrangheta ?
A scorrere le pagine del libro parrebbe di sì. Certo non detiene il controllo assoluto dell’economia locale, ma per quello che risulta da numerose indagini della magistratura e dai rapporti del Ros dei Carabinieri e del GICO della Guardia di Finanza, si tratta comunque di una presenza concreta, diffusa, capace di condizionare anche le scelte della politica: tutto questo mentre si avvicina l’Expo 2015, con un giro d’affari di 20 miliardi di euro che genera appetiti trasversali e la politica, anche per connivenza, preferisce strillare di rom e prostituzione nelle strade, di immigrati irregolari e furti negli appartamenti, dimenticando il problema principale.
Un libro documentatissimo che ricostruisce l’organizzazione, il funzionamento ed il radicamento delle varie cosche calabresi; il tutto, ovviamente, all’insegna del basso profilo, per rendere la propria presenza il più invisibile possibile, utilizzando la violenza solo in casi eccezionali, perché l’azione delle forze dell’ordine fa parte delle loro regole del gioco, ma non l’interessamento dell’opinione pubblica, poiché si muovono nella nostra stessa società intraprendendo, con parti di questa, relazioni utili alle proprie attività: e questo discorso non riguarda solo Milano. E libri come questo, sono utili almeno a dare consapevolezza del problema.





Commenti
bravo Davide. Ho sempre avuto una gran stima di te. buon lavoro
invece di fare i sinistrorzi…notizie come la mancanza d’acqua in una larga zona del paese la potevate dare…oh io sono stato 3 giorni senz’acqua come molti vicini.su Acquavivalive neanche una parela,ma pubblicità a libri si
Non è originale sa tanto di…..Saviano
…sapete solo criticare senza senso…uno perchè la notizia della mancanza dell’acqua in tre quartieri di acquaviva è stata scritta il 12 ottobre su acquaviva live e l’altro che spesso si parla solo per invidia…complimenti Carlucci..
“Chi si schiera contro il male della nostra società merita rispetto”… Complimenti Carlucci.
ma che criticare, io 3 giorni prima del 12 stavo sen’acqua, magari le notizie le vorrei sapere giusto un pò prima, tu no?invidia di Carlucci?allora non hai capito il mio commento, vabbè ti perdono lo stesso