L’insostenibile leggerezza del sesso

Obiettivo su d’una delle fissazioni di Woody Allen, così come la psicanalisi, il jazz, l’ebraismo e New York.
“Dottore, sono innamorato di una capra” – segue il lungo primo piano, stupito e silenzioso, di Gene Wilder dopo la confessione del suo paziente armeno: orgasmo, sodomia, travestitismo, perversione sessuale…insomma non un manuale, né siamo a Natale e non ci sono i fratelli Vanzina, ma un bignami di complessi e contorte ossessioni in materia, questo si.
“Comportandosi male”, Woody Allen distrugge allegramente un best seller della moderna sessuologia di massa, ricorrendo alla struttura a capitoli, secondo differenti e riconoscibili generi cinematografici, per mettere le mani su un materiale potenzialmente sconfinato e inesauribile come le battute e gli sketch a sfondo sessuale.
Qualche volta anche Woody però, non meno del buffone medioevale che impersona nel primo capitolo, «ha il frizzo stanco»: nonostante l’unico obiettivo, che è quello di far ridere, non sia del tutto raggiunto, c’è una battuta nel primo episodio che potrebbe prendersi ad esempio per spiegare la differenza fra comicità e umorismo: Woody Allen fa il buffone (letteralmente, è un buffone di corte), con battutacce, smorfie e ammiccamenti, poi, nel momento in cui non riesce a trovare il modo di aprire la cintura di castità della regina mentre sta arrivando il sovrano, dice: “Sbrighiamoci, sennò arriva il Rinascimento e non ci sarà tempo che per dipingere”.
Snobbato e sottovalutato da gran parte della critica, spesso quella stessa che tende a sopravvalutare le opere più seriose e stanche dell’Allen maturo, il livello è ovunque alto, a tratti altissimo, con momenti d’eccellenza e chicche di sincera cinefilia (l’episodio sulla frigidità interamente recitato in italiano, con tutte le buffe inflessioni del caso, come omaggio a Fellini ed Antonioni).
Woody Allen valica le frontiere della commedia, aggiungendo alla sua sensibilità esasperata ed alla sua irriverenza straordinariamente divertente un nuovo tipo di humour. Lasciandosi andare completamente ad una eccentricità demenziale, Allen si rivela un regista con geniali intuizioni, estremamente sofisticate e comiche al tempo stesso: ce n’è più che abbastanza per passare un’allegra serata.
All’interno di un membro maschile, concepito come una rampa di lancio, squadre di specialisti preparano un coito: e Woody Allen, tutto vestito di bianco e con la coda, è il più impaurito fra gli spermatozoi-parà.
Cattivo gusto? Ma dove? Battuta memorabile: “Cos’è bianco –nero –bianco –nero – bianco –nero – bianco –nero – bianco? Una suora che ruzzola per le scale.”
“Funzionano gli afrodisiaci?”. “E’ disdicevole amare gli animali?”.
Se Allen preparasse un remake del film, trasportato nella società dei nostri giorni , allora dovrebbe aggiungere una sola settima, semplice domanda: “Si può fare sesso con un robot?”.





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