Il divertente fascino di Amore e guerra

Uno dei film più spassosi di Woody Allen apre oggi la rassegna “State a guardare…”
“Oh no, Boris! Ti prego! Il sesso senza amore è una vuota esperienza.
Sì, ma con le esperienze che corrono, non è male!”
Questo scambio di battute tra Boris e sua cugina Sonia sintetizza perfettamente tutti i clichè dell’età moderna che, con il film Amore e Guerra, Woody Allen sottopone al suo tritacarne, fatto di contrapposizioni concettuali come codardia/eroismo, matrimonio/sessualità, restaurazione/rivoluzione. Una pellicola che segna un’importante linea di confine nella filmografia del noto autore-regista, sotto tre profili: il passaggio dalla comicità fisica a quella verbale, con parole in cui il filo delle lame è acuminato come quello delle battute</strong>; l’abbandono della commedia pura che cede il passo a qualcosa di più complesso, a tratti drammatico e l’utilizzo per l’ultima volta di set europei, in questo caso Francia e Ungheria, che lasceranno il posto agli Stati Uniti fino al 1996 (siamo nel 1975).
Pregna di citazioni letterarie e cinematografiche, spicca l’interpretazione della riflessione bergmaniana sulla morte, temutissima in un paese, come il nostro, dove il gesto scaramantico delle corna è stato autorevolmente riconsacrato: la parola infatti, nel titolo nostrano, è diventata «guerra».
La trama, ambientata in una Russia minacciata dall’avanzata dell’esercito di Napoleone, vede Boris (Allen), un goffo e pacifico figlio della Madre Patria, riluttantemente arruolato per combattere: ovviamente non si tratta di un film storico (e gli anacronismi presenti nel film ne sono un chiaro avvertimento) ma una notevole quantità di ironia, sarcasmo, situazioni e freddure esilaranti diventano, come il gelato dopo l’amara medicina, il mezzo per accompagnare lo spettatore nella traversata di tutte le sindromi dell’uomo della strada moderno: i bisticci colla società, i classici scivoloni sulle bucce di banana e, immancabilmente, un male di vivere sghignazzato.
Questi 85 minuti di dissacrante digesto tolstojano sono il primo passo di un’iniziativa, ad opera di Franco Chimienti, volta a proporre un umile diversivo settimanale agli amanti del cinema e agli aspiranti tali. Battezzata “State a guardare…”, l’aspettativa di vita di questa serie di proiezioni dipenderà esclusivamente dal seguito e dall’apprezzamento che riuscirà ad ottenere, essendo concepita in un’ottica totalmente gratuita e no profit.
L’appuntamento è stasera alle 20.30, con inizio proiezione alle 20.45, presso il Centro Sportivo Chimienti, sulla via per Adelfia.
Nel caso siate arrivati fin qui nella lettura, ma non vi siate ancora convinti, spero che Woody riesca dove io ho fallito: “Le differenze maggiori tra i vari canali televisivi sono tuttora le previsioni del tempo.”





Commenti
Adoro Allen!
serata riuscitissima.
faccio i miei complimenti ad Alessia,Claudio,a tutti coloro che hanno inteso lo spirito della proiezione e del post proiezione.
Arrivederci al prossimo incontro.
Grazie
si riuscita,ma fra i comunisti