«Randagismo, problema non ancora risolto»

Intervista al Comandante Magg. Centrone della Polizia Municipale di Acquaviva.
Che la questione randagismo sia uno dei maggiori problemi che caratterizza il territorio di Acquaviva delle fonti, ormai è risaputo.
Abbiamo avuto modo di leggere articoli, ricevere denunce, segnalazioni dai cittadini acquavivesi e resi pubblici sul nostro sito; ma sin ora non è mai stata fatta un indagine adeguata sul problema.
Per capire meglio quali sono i problemi e le difficoltà che girano attorno a questo problema, ci siamo rivolti al Comandate della Polizia Municipale di Acquaviva, Angelo Centrone, il quale ha risposto a qualche nostra domanda.
Quando viene denunciato un caso di randagismo, come interviene la Polizia Municipale? E quali sono i compiti che deve svolgere?
Inizialmente si effettua un sopralluogo per verificare la veridicità della denuncia, si valuta la gravità del problema con l’ identificazione del cane o eventualmente del branco, e successivamente viene predisposto un provvedimento sindacale per la cattura del cane; che avviene da parte del servizio veterinario Asl.
Successivamente vengono catturati e portati nei canili; Acquaviva, a differenza di altri comuni, è provvisto di un canile gestito da un’associazione no-profit, la quale assicura la buona salute e l’ ottimo stato dei cani.
Questa associazione offre sia un servizio di garanzia di assistenza del cane (assistenza che può avvenire anche sul luogo di ritrovamento del cane qualora il canile sia pieno), e permette un risparmio economico per le casse comunali.
Nelle scorse settimane abbiamo potuto leggere le varie denunce dei cittadini che lamentavano la grande presenza di cani randagi, effettivamente quante denunce pervengono in media alla Polizia Municipale? E come mai il problema persiste?
In linea generale abbiamo riscontrato circa una denuncia a settimana.
Il problema è stato risolto in parte, effettivamente la persistenza del problema è causata dalla mancanza di una campagna di sensibilizzazione verso l’ abbandono degli animali; da una cattiva gestione politica, perché Acquaviva è vero che ha un canile ma purtroppo non può contenere anche i cani che provengo dai paesi limitrofi, i quali sono sprovvisti di canili; altra causa importante è la mancanza di sterilizzazione sugli animali, da parte dei servizi competenti, che portano ad elevare il numero degli animali randagi.
Spero che a livello regionale si possa lavorare su questo problema e possa essere approvata una norma che prevede standard diversi dei canili, la cosiddetta Stabulazione Libera, ossia il totale recupero degli spazi adibiti ad ospitare i cani randagi, tramite la recinzione dell’intero territorio ospitante, in modo da favorire una libertà al cane stesso e aumentare l’immissione dei cani nel canile.





Commenti
Che fine ha fatto l’anagrafe canina? Potremmo vedere chi abbandona i cani. Che fine hanno fatto i microchips? Perchè non si fa la sterilizzazione? Allora se le Istituzioni non rispettano la LEGGE, con il loro cattivo esempio, non favoriscono il problema del randagismo? I problemi si prendono per il verso giusto, non girandosi dall’altra parte. Se non ricordo male, un decennio fa il problema fu risolto….è solo questione di manico.
“Il grado di civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali” (Ghandi).
Che altro aggiungere?La frase si commenta da sola…Acquaviva è un paese allo sbando, alla deriva, e ne sta dando l’ennesima riprova con il problema randagismo e soprattutto con gli episodi di intolleranza ad esso connessi.
Che dire….da mamma penso solo una cosa…poveri i nostri figli in che squallore devono vivere!