Jolaurlo: a proposito di un concerto

Una storia scritta a due mani dalla band e dai “seguaci”
Quanto è vero che “Jola” è il nome di una strega, tanto è vero che ogni concerto degli Jolaurlo in terra d’origine, ha del magico.
Tutto ha inizio prima dell’affollarsi della gente sotto il palco, prima della prima vibrazione musicale (e il gioco di parole è previsto dal copione). Il tutto parte dalla lenta processione di macchine all’arrivo, dal delirio nei parcheggi e, forse, anche dal fare ambiguamente animato del parcheggiatore, che fanno della data di un tour, una vera e propria “chiamata”.
Fedeli rispondono i fans, consci o no, che per le due ore successive, si lasceranno andare, pedine nelle mani della musica.
Sono le 23.00 e come formiche si brulica dietro le transenne. Sul palco entrano Gianni Masci (chitarrista) e Rossella Pellegrini (basso) e il pubblico, frettoloso che schiamazza, sembra già volersi dare. Ora sono pronti anche Tore Nobile, alla batteria, e Maurice Noah, dietro i Synths ed i campionatori.
Partono le luci e manca solo… Un cappuccio nero compare dal fondo e adesso si, si può cominciare. La voce inconfondibile di Marzia Stano ci imbocca, una ad una: In Movimento, Maria Tv, Ansiolitic, Periodo di Crisi, Annarella, Immediatamente e noi, insaziabili, ingoiamo senza masticare. Non è un gruppo, è il nostro gruppo. Non è una musica, è la nostra musica, più carica perché è a casa.
E tutta l’energia decide di venire in primo piano, in un’invasione di palco, che manda su di giri il responsabile di palco.
Il concerto giunge al termine, ma siamo ben lontani dall’essere sazi e ci vogliono ancora due canzoni per ritenerci quasi appagati. I fedelissimi e recidivi restano ancora per il “dopo-concerto”, per discutere dell’esibizione, scherzare e incontrare il gruppo.
Piano piano la gente diminuisce e ci si avvia verso ritorno… ma questa è una storia per pochi.





Commenti
Una storia per pochi dunque,degno epigologo di una notte imperniata di un senso eccitato di morbida libertà.
ma x favore 4 scalmanati…ke s credono di poter arrivare ai sex pistols o kissà dve…saranno bravi tecnicamente qnto volete..ma……io nn condivido.
Hai ragione doraemon… e pensare che oggi sono corsa qui proprio per quello 😉
…o anche della serata tutta acquavivese che ha visto esibire il grande Pasquale…
shaka…se Minghi fa ancora cultura, mio nonno è Napoleone Bonaparte e conquisterà l’europa.
A questo punto parliamo anche delle supermarkette di Tony Esposito o di altri scempi spacciati per cultura…se sei di acquaviva ne hai avuto un esempio nelle ultime ore.
baci baci.
Chi ha scritto l’articolo è leggermete esaltato! In fin dei conti la qualità di tutto il gruppo rimane abbastanza mediocre, del resto è proprio il genere che non permette degli exploi estetici; inoltre hanno suonato abbastanza poco…che se la tirino un po’?
fantastici!!!!!jolaurlo
i grandi nomi della musica italiana ad acquaviva li possiamo solo andare a sentirli e vedere nei paesi che ci circondano ormai questo è un paese che si pensa solo a mettere soldi in tasca Minghi Raf Tatangelo ecc vengono ospitati da paesi che ci circondano noi i Camaleonti BRAVI si con il ns concittadino LIVIO MACCHIA ma non sono più a tempi .
duce allora sono fesso e fiero di esserlo…
shaka se nn ti piacciono gli jolaurlo nn devi per forza denigrarli…de gustibus non est disputandum
..Ma perchè non parlare anche del grande concerto di Amedeo Minghi tenutosi domenica scorsa, 23 agosto, a Gioia del Colle in occasione della Sagra della Mozzarella?
No no, non è abbastanza culturale il Minghi..
fesso chi non c’era
torno a ripetere: de gustibus non est disputandum. se nn vi piacciono nn li dovete per forza distruggere. se vi piace little tony e gigliola cinquetti noi nn vi diciamo niente…