6 milioni di euro per la colonia Hanseniana

La Giunta regionale ha confermato il finanziamento nel Piano sanitario 2009.
E’ di 6 milioni di euro l’importo da destinare alla Fondazione Ente Ecclesiastico Miulli per le prestazioni di riabilitazione degli Hanseniani. Lo ha deciso la Giunta regionale.
Si tratta di una somma di denaro pubblico erogata nella misura del 90% del totale assegnato e a saldo dietro presentazione del rendiconto al 31 dicembre 2009, convalidato dall’ ASL BA.
La Colonia Hanseniana (morbo di Hansen perchè l’eziologia battereologica è stata scoperta dal norvegese Gerhard Hansen), nata nel 1958, ospita 56 persone e sono 50 i medici, tecnici, infermieri,vario personale.
La maggior parte degli hanseniani è di nazionalità italiana; non mancano gli stranieri provenienti da Sud America Cina e Africa. Gli ultimi casi di lebbra si sono registrati in Puglia, molti anni addietro, in città e paesi come Martina Franca, Massafra, Cassano delle Murge, Cisternino.
Nel verbale della riunione del 26 gennaio 1961 della Commissione Parlamentare Igiene e Sanità che abbiamo potuto visionare si legge: ” … Quindi, allo stato attuale nel Meridione abbiamo questo lebbrosario-ospedale di Acquaviva delle Fonti, unito alla Fondazione Miulli.
Quest’ultima ha fatto veramente del bene ed è quindi giusto premiare questa iniziativa che, in tempi in cui lo Stato non interviene, è venuta incontro a questi malati così infelici…
Ho visitato la Colonia degli hanseniani e ho visto ammalati guariti da quelle forme veramente orripilanti che si dovevano lamentare nel passato. E’ il metodo moderno dell’assistenza e non mi meraviglio che siano stati spesi 325 milioni e se ne spendano adesso altri 150.
Mi auguro che con i 150 milioni di cui al disegno di Legge si riesca a pagare tutti i debiti che ci sono ancora, perchè le cose sono state fatte molto bene. Gli ospiti della Colonia hanno tutto ciò che può costituire il conforto moderno: hanno il cinema, la televisione, tutti i servizi religiosi.
E’ un’azienda agricola perfetta anche sul piano tecnico, perchè coloro che non possono dedicarsi ad attività agricole, possono svolgere altri mestieri e professioni con ampie possibilità ed anche con lucro.”.





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