Un comitato per la 167

I proprietari in causa col comune consigliano una transazione al commissario
Con il Comune di Acquaviva gestito monocraticamente (o quasi), i proprietari dei suoli espropriati hanno costituito un comitato, riunendosi intorno al Dott. Milano, uno dei più assidui nel lavorare a delle soluzioni conciliatorie, che ci spiega perchè nonostante i vari tentativi falliti in passato, continui a tentare soluzioni stragiudiziali, coinvolgendo anche gli assegnatari degli alloggi. Può spiegarci, come ha già affermato, perchè i giudizi pendenti tra Comune e alcuni proprietari di suoli espropriati sarebbero un problema di tutti?
In un’ottica a 360 gradi si può arrivare ad affermare ciò, in conclusione dell’ennesimo comportamento anomale del Comune di Acquaviva e quindi coinvolgendolo in pieno in quanto, anziché comportarsi colla diligenza del buon padre di famiglia, prima ancora di risolvere un problema ne ha sovrapposto un altro, complicando così il tutto. Scendendo nello specifico si può dire che esistevano ed esistono contenziosi relativi a quelle aree, contenziosi che andavano definiti, in via giudiziaria o in via transattiva come si pensava con la famosa delibera n.37 del 2002.
Perchè non è mai stata data attuazione alla delibera consiliare n.37 del 2002?
Questa è una domanda che andrebbe rivolta agli ex amministratori ed a qualche dirigente che sul Comune ci sta ancora, che ha grandi responsabilità in questa procedura di carattere tecnico. Il provvedimento fu emanato “per elidere il contenzioso tra proprietari e Comune nonché dare un assetto definitivo a quella zona”, quindi delle premesse buone. Mentre il contenuto era distinguibile in due parti: la prima prevedeva che i proprietari dei suoli potessero chiedere la quantificazione e il pagamento dei suoli, così come quantificati dall’UTC sulla base dell’importo di 41.32 euro/al metro quadro oppure in alternativa dove possibile, ottenere la restituzione sic et sempliciter. La seconda parte del dispositivo, presupponendo che non ci fossero richieste di restituzione, autorizzava l’ente a fare un piano di lottizzazione d’ufficio per l’area ed una volta fatto, si poteva ancora transigere con i proprietari, effettuando pagamenti cd in natura, cioè con i suoli per dimensioni di valore equivalente alle somme dovute. Ancora, come terza alternativa, vendere i suoli in asta pubblica come è stato fatto, e utilizzarne il ricavato per i risarcimenti.
Lei parla di un tentativo di conciliazione in cui siano coinvolti anche gli assegnatari degli alloggi di edilizia popolare, per quale motivo? Non hanno già transato col Comune?
Il rapporto tra proprietari ed assegnatari è venuta fuori in maniera naturale, non l’abbiamo programmato. Quando due gruppi si trovano sulla stessa barca, se la barca affonda subiranno la stessa sorte. A dir la verità è stato il Comune a proporci la transazione con la delibera 37, non viceversa, successivamente noi abbiamo chiesto di darle attuazione mentre il Comune è sempre sfuggito alle nostre richieste verbali e scritte. A questo punto i proprietari non hanno potuto fare altro che continuare le azioni giudiziarie, i cui esiti possibili sono tre: in linea colla delibera 37, in peius rispetto alle offerte fatte dal Comune oppure elevando la quantificazione rispetto alla prima opzione. Quest’ultima creerebbe un grosso problema per il Comune, che vedrebbe crescere le somme dovute in base ai paramentri da noi presentati e andrebbe a recuperare quegli oneri sugli assegnatari.
Il 27 marzo scorso l’amministrazione invitava gli assegnatari presso il suo ufficio preannunciando la cancellazione delle ipoteche giudiziali suoi suoli espropriati, tutto ciò è poi avvenuto?
Ne sono a conoscenza per la semplice ragione di esserne stato delegato da uno degli assegnatari. A questa prima assemblea, svoltasi il 7 aprile, ci presentammo a quest’incontro nella stanza del Sindaco però la mia presenza fu rifiutata senza alcuna motivazione ed io fui costretto a lasciare la stanza, quindi ciò che avvenne lo so per interposta persona: fu detto che era possibile procedere alla definizione della transazione, che richiede un atto notarile per il passaggio.
L’assegnatario che mi aveva delegato in particolare, comunicò poi all’ing. Didonna la sua disponibilità a pagare subito tutte le rate se si fosse andati dal notaio a stipulare l’atto.
Ma ci sono ancora le trascrizioni delle domande giudiziali.
Una volta che anche una parte dei suoli sono sotto trascrizione, è ovvio che nessun notaio si permetterebbe di redigere un atto. Se alla fine del giudizio sulla titolarità la spuntasse il privato a scapito del Comune, le conseguenze sarebbero molto gravi.
Quanto hanno inciso a suo parere, le osservazioni presentate al piano triennale dei lavori pubblici sull’ultima seduta del consiglio comunale?
Data da noi la risposta sembrerebbe ovviamente di parte, ma le osservazioni, come molti cittadini non sanno come tutte le volte in cui gli vengono tenute nascoste, le avevamo già presentate in occasione del bilancio 2008: in quell’occacasione l’amministrazione fece finte che non fossero pervenute, perchè l’assessore ai lavori pubblici, presentandosi in aula dichiarò che non era arrivata nessun tipo di osservazione. Per quest’affermazione fummo costretti a formulare una querela di falso all’assessore. Nel 2009 abbiamo ripresentato le stesse osservazioni, guarda caso quest’anno ne ha dato lettura e pubblicità in aula, quindi il risultato è stato completamente diverso, probabilmente se fossero state presentate nel 2008 probabilmente la Giunta sarebbe caduta già un anno fa.
Tornando all’inizio del discorso, alla questione iniziale sono state accavallate, come scatole cinesi, piano di lottizzazione e contratti di quartiere, che costituiscono il 90% del piano triennale delle opere pubbliche. Ma il Comune è entrato nella graduatoria dei finanziamenti per aver dichiarato di essere proprietario di quei suoli su cui pendono ancora controversie, battendo grandi città. Lo stato dà cinque milioni di euro, comunque non sufficienti per le opere da realizzare, recuperando altri capitali mettendo sul mercato i suoli di cui l’ente è proprietario.
Il Comune ha infatti realizzato un’asta pubblica per i suoli liberi, creando lo stesso problema dei suoli occupati, non avendo infatti ancora stipulato gli atti traslativi con i partecipanti all’asta.
· Nelle osservazioni avete lamentato l’assenza, nella stessa sede dell’anno precedente, degli assessori competenti. Quest’anno l’assessore all’urbanistica Berardi aveva presentato le sue dimissioni già da un paio di settimane, qualche collegamento?
Nel mese di Aprile, il 7, abbiamo incontrato l’assessore Berardi che si dichiarò disponibile a disporre il tavolo per una transazione. Non l’abbiamo più visto ne sentito ed il suo telefono non ha mai risposto alle nostre chiamate. Qualche cattiva voce ha detto che quest’incontro non era stato concordato col dirigente dell’ufficio tecnico, anche se si presentò con il geom. Montrone quindi non credo che personale alle sue dipendenze si fosse mosso senza che l’ing. Didonna non ne fosse a conoscenza.
Conferma di aver rifiutato un accordo transattivo col Comune nel Luglio dell’anno scorso?
Esattamente il contrario, in più occasioni il nostro avvocato ha sollecitato una transazione alla luce del sole tutte le volte che un singolo procedimento stesse per arrivare a conclusione: un tavolo istituzionale con tutte le parti, anche gli assegnatari, così come previsto anche nella carta programmatica della Giunta Pistilli. Il Comune ha più volte tentato di fare accordi bilaterali, perchè di fronte al singolo è più facile circuirlo.Il comitato ha sempre sconsigliato questo metodo, se non per scopi esplorativi.
Perchè l’incontro di Luglio dell’anno scorso non andò in porto?
Il Sindaco sollecitò una transazione nell’interesse reciproco. Quest’incontro fu fissato presso lo studio del nostro avvocato e noi ci recammo lì per questo incontro, stranamente però l’incontro si tennetra due avvocati del comune, il dirigente dell’UTC ed il nostro legale, mentre noi rimanemmo fuori dalla porta. Quando l’incontro finì, facemmo le nostre rimostranze al nostro avvocato, il quale minnimizzò la cosa, però non ebbe nessun esito l’incontro.





Commenti
Sig. milano…ma per favore…questo articolo è incommentabile per le risposte che il nostro amico acquavivese ha dato…ma perchè non dice che ha perso tutte le cause contro il Comune?perfino in cassazione…..!!!e perchè non dice quanti debiti ci ha fatto pagare???10 milioni di euro vi bastano!?
E’ vero Pistilli l’ha sempre detto che per la 167 il Comune ha pagato 10 milioni di euro. Quei soldi si potevano utilizzare per la città. Ma ciò che non ho capito, a chi li ha dati Pistilli quei 10 milioni di euro? e soprattutto bisogna capire se è finita oppure il Comune deve pagare ancora altri soldi? Nessuno lo ha mai spiegato, forse il commissario lo può dire con chiarezza.
Qualcuno mi spieghi questa storia: tutti dicono che i proprietari dei suoli hanno perso le cause, però continuano ad incassare soldi. Pistilli nel 2002 disse: “Ho risolto la 167” ed oggi invece sappiamo che il Comune ha pagato 10 milioni di euro e non sappiamo se finisce qui… Volete spiegarmi bene come stanno veramente le cose?
Il vero problema è che mentre i proprietari dei suoli si sanno difendere, anche perchè hanno i mezzi e possono fare le cause, invece chi pensa ai soci assegnatari delle cooperative ? Tutte le amministrazioni si sono prese i voti degli assegnatari delle cooperative e adesso li hanno abbandonati a se stessi. Si dice che qualcuno è rimasto senza casa per le spese impreviste, come diceva Pistilli: “.. abbiamo speso 10 milioni di euro per la 167…”
Quello che dice mikerom2009 non è esatto, in realtà i soci delle Cooperative sono stati vittime di raggiri. Anzi c’è chi dice che hanno subito delle vere e proprie truffe. Una cosa è certa: molti soci assegnatari stanno nei guai e alcuni hanno perso la casa, mentre invece altri si sono sistemati e non subiranno conseguenze per i maggiori oneri che il Comune pagherà ai proprietari.