Caso “D’Addario”. Tecno-Hospital di Acquaviva: “siamo estranei alla vicenda”

Tecno Hospital srl di Acquaviva:”non esiste alcuna relazione giuridica e commerciale tra la Tecno Hospital srl di Acquaviva e la “Tecnohospital” a cui l’articolo del Corriere della Sera fa riferimento
Il Premier Berlusconi accusa la stampa di riempirsi di spazzatura.
Dopo il caso “Noemi” che ancora non vede fine, scoppia il caso “barese” o della “D’Addario” che racconta (sostenuta dalle prove registrate) di aver avuto denaro e una candidatura alle elezioni, sostenendo Di Cagno Abbrescia, per aver partecipato a due feste a palazzo Grazioli con il Premier.
Secondo le ultime indiscrezioni ci sarebbero altre tre ragazze, due interrogate dal pubblico ministero a Bari, l’altra a Roma, che hanno dichiarato di aver ottoneto denaro per prendere parte alle feste a Villa Certosa e Palazzo Grazioli.
Intanto, fonti ufficiose (fonte Repubblica) della Procura di Bari attestano che è in corso un’indagine per induzione alla prostituzione in luoghi esclusivi di Roma e della Sardegna.
“L’inchiesta – leggiamo dalle pagine di Repubblica.it – , che coinvolge i responsabili della Tecnohospital, Gianpaolo Tarantini ed il fratello Claudio, sarebbe scaturita da elementi acquisiti nell’ambito di accertamenti per presunti episodi di corruzione relativi a forniture di protesi.
Nell’inchiesta si ipotizza che l’imprenditore abbia contattato e inviato in residenze private alcune ragazze. Il titolare delle indagini è il pm Giuseppe Scelsi, che nell’inchiesta originaria ipotizza i reati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione. Queste ipotesi criminose vengono contestate ai due imprenditori in concorso con Silvia Tatò, titolare di alcuni centri di riabilitazione, e a Vincenzo Patella, primario di ortopedia del Policlinico di Bari”.
In relazione all’articolo pubblicato dal Corriere della Sera abbiamo ricevuto e pubblichiamo la nota ufficiale della Tecno Hospital srl con sede legale in Acquaviva.
“In relazione all’articolo pubblicato dal Corriere della Sera del 17/06/09 e ripreso da diversi telegiornali la scrivente Tecno Hospital srl con sede legale in Acquaviva delle Fonti e filiali operative a Grumo Appula, Altamura, Taranto, Conversano, al fine di salvaguardare la propria immagine e le buone relazioni commerciali con i propri fornitori e clienti ritiene opportuno ribadire che non esiste alcuna relazione giuridica, societaria, commerciale o di qualsivoglia natura tra la scrivente Tecno Hospital srl, Officina Ortopedica, e la “Tecnohospital” a cui l’articolo del Corriere della Sera, purtroppo genericamente, fa riferimento.
La Direzione Amministrativa Dott. Solazzo e la Direzione Tecnica Antonio Tafuri”
Foto Ansa





Commenti
e brava la Tocci, cordialità caporedattrice
è la stampa belli.che cosa vi aspettate un elogio?non nè che avete qualche segretuccio?ahahahahahahaha
ffiorello beato te che hai trovato spazio su acquavivalive, non tutti sono così fortunati.io, invece di accusare direi grazie
L’esercizio del “giornalismo” sembra ormai diventato una passerella accademica,dove chiunque,vestendo peraltro i sontuosi panni di caporedattore,si cimenta in un esercizio delicato come quello dell’informazione,sottraendosi al principio minimo di verifica della congruità di un titolo,che può risultare esiziale a tal punto da peggiorare una situazione che avrebbe dovuto avere intenti chiarificatori…chi deve rifletta!!
Avete fatto bene a cambiare il titolo sulla Tecno-hospital. Ma la Tocci sa il significato della parola “discolpa”? O meglio ha capito quali erano le intenzioni della società di Acquaviva con quell’annuncio? Io penso proprio di no.
Ricordatevi che in un articolo il titolo è la cosa che colpisce il lettore quindi state attenti a quello che scrivete.
Ecco perchè Solazzo è passato al centro destra…..
Ma chi li scrive i titoli??? Non si discolpa nessuno, al massimo la Tecno Hospital si dichiara estranea ai fatti.
ma discolpa da cosa????
semmai La Tecno-Hospital di Acquaviva precisa che si tratta di un semplice caso di omonimia.
“Le parole sono importanti!!!!!!!”.
se ciò fosse vero e le inchieste confermassero il caso,il governo non avrebbe più ragione di esistere.Italia, il paese delle porcherie
schittulli nella foto sembra un topo