Calcio, Lenoci: «il titolo dell’Acquaviva è in vendita»

ARCANGELO LENOCI Il presidente dell’ACD Acquaviva.
Inaspettata sortita del n°1 del sodalizio di via Roma, che però non svende e punta ad un profondo restyling per la “propria” squadra.
Una rivoluzione in piena regola, avviata e non ancora conclusa. Anzi.
L’Acquaviva che sarà potrebbe anche non esserci, se qualcuno portasse nella città delle Fonti le condizioni che depennerebbero il calcio rossoblù, in poche parole una borsa piena di soldini e tanto entusiasmo.
Il presidente Lenoci, comunque, non ci crede davvero all’eventualità di una cessione del titolo sportivo, e la “minaccia” sembra più un’uscita per ripuntare i riflettori sul calcio acquavivese, spostatisi dopo la bruciante retrocessione in Prima Categoria.
Due indizi fanno una prova: mercato “caldo”, con l’allontanamento del disastroso Direttore Sportivo Tritto, e attenzione massima circa la figura che siederebbe in panchina, già individuata e in fase di corteggiamento.
Presidente, dipani la matassa: l’ACD Acquaviva l’anno prossimo in che serie giocherà?
«In Prima Categoria, anche se ufficialmente il titolo è in vendita».
Come presidente?
«Sì, ormai la gestione è diventata da gravosa e difficile a insostenibile, e mi riferisco alla situazione del campo.
C’è un degrado incredibile al Giammaria, fino a che abbiamo potuto curarlo noi con piccole spese l’abbiamo fatto, da quando a ottobre è stato dato in gestione a una persona che prende soldi dal Comune, quindi anche soldi di noi contribuenti, non c’è stata nessuna miglioria, nessun servizio minimo, nonostante fossero specificate nel capitolato d’appalto.
Siamo stanchi di questa situazione, abbiamo fatto denunce, segnalazioni, ma mai siamo stati presi in considerazione, abbiamo alle spalle dodici anni di sacrifici, economici e di tempo, che non possiamo più sopportare.
La società è composta da ex giocatori, tifosi che sono diventati dirigenti, siamo una piccola realtà che si sta spegnendo per cause di forza maggiore, nonostante negli ultimi anni i risultati siano mancati abbiamo sempre onorato l’impegno, ora però è troppo.
Comunque, allo stato attuale, le alternative sono due circa il futuro rossoblù».
Cioè?
«La cessione del titolo di Prima, utilizzando il ricavato per fare una fusione con una società di Promozione, alla quale porteremmo dirigenza, sponsor e chissà anche qualche giocatore, c’è un contatto ben avviato con una città limitrofa interessata, nel giro di qualche giorno sapremo come andrà a finire.
L’altra opzione è quella di fare la Prima Categoria con una squadra giovane, tutta di Acquaviva, che però potrebbe non giocare qui per le questioni spiegate del campo.
Mancano ancora due anni e mezzo alla fine di questa gestione, non possiamo continuare così con noi che parliamo e loro che non ci ascoltano, e mi riferisco all’Amministrazione.
Ci hanno chiesto 60 euro per due ore di allenamento, il Sindaco ha provato a mediare proponendo 20 euro a seduta ma il gestore si è opposto ed è finita lì, e quindi è tutto fermo. Stiamo cercando un campo alternativo, peraltro c’è anche l’eventualità che il Giammaria venga dichiarato inagibile, dobbiamo stare pronti».
Tornando al rettangolo di gioco, ad oltre un mese dalla partita di Santeramo, dove ricercare i motivi della retrocessione?
«Sicuramente è colpa nostra, abbiamo sbagliato la scelta degli allenatori, la squadra c’era solo che il gruppo si è disorientato con tanti cambi in panchina. I “vecchi” reggevano gli urti dei cambi mentre i giovani no, e nonostante piccoli rimborsi spese disertavano gli allenamenti, siamo mancati molto in questo.
Anche se io ricordo che il mio primo “stipendio” da giocatore, 180.000 Lire, mi rese felicissimo, qui non si accontentano mai, ma questo è un altro discorso».
Una nota lieta e una delusione della stagione trascorsa?
«La sorpresa sicuramente Alessandro Notarangelo, ha giocato un campionato da protagonista, farà carriera e, infatti, molti club ci hanno chiesto informazioni su di lui, dalla sua gioca anche il fatto di essere un under.
La delusione più grande è Pinto, un ragazzo di grandissima qualità che ha fatto poco, soprattutto in casa ha divorato decine di gol, siamo rimasti tutti molto male del suo rendimento assolutamente scadente».
Alla luce delle Sue parole quindi via il gruppo “barese” dalla rosa 2009/2010?
«Sicuramente sì, riconfermeremo tutti i ragazzi di Acquaviva, anche se a malincuore probabilmente ne perderemo uno, e parlo di Lavermicocca.
Il ragazzo compie 25 anni e si svincola automaticamente, noi proveremo a fargli la nostra offerta, ma lo capirei se dovesse lasciarci, davanti a compensi più ampi e alla prospettiva di giocare in Promozione, dove lui è uno dei migliori nel suo ruolo.
L’idea è quella di affiancare ai ragazzi due – tre senatori, meglio se anche loro di Acquaviva, infatti vorremmo far firmare Nettis, per il quale abbiamo rifiutato una cospicua offerta del Santeramo che stravede per lui, e Nicola Fanelli, lui non è propriamente di questo paese ma lo consideriamo tutti rossoblù d’adozione.
Per il resto della rosa dello scorso anno ancora vincolato parleremo con gli eventuali acquirenti, gli altri si ritenessero liberi, a partire da Pietro Fanelli, anche lui deludente soprattutto nello spareggio play out, mentre in entrata proveremo a riportare Ferorelli, reduce da un’ottima stagione a Rutigliano».
Le amarezze non sembrano finite…
«Beh sono rimasto anche deluso dal rendimento di De Tommaso, un giocatore che è bene che venga scritto con forza, è di categoria superiore, ma che non ha dimostrato le sue qualità appieno.
Durante la finestra invernale del mercato parecchie società ce l’hanno chiesto, e abbiamo deciso di far decidere il ragazzo, che a sua volta rifiutò dicendo di volerci prima salvarci, senza risultati, anzi».
Un capitolo a parte merita Carrano, fermato da delicati intoppi fisici nella zona lombare: contate ancora su di lui?
«Il ragazzo tecnicamente non si discute, purtroppo come ben dicevi è fermo a causa delle ernie, un problema non grave ma comunque da non sottovalutare.
Inutile parlare di una sua riconferma quando la mattina a volte non può alzarsi dal letto a causa dei dolori, prima è importante la sua salute, dovesse rimettersi al 100% lo riabbracceremmo senza dubbio, uno come lui non si discute».
Con quest’incertezza sulla categoria da disputare state pensando ad una guida tecnica?
«Secondo me fra Promozione e Prima Categoria non c’è questo divario incolmabile, se pensi alle partite con la Grumese, finita seconda in classifica, non abbiamo assolutamente sfigurato, e dovevamo racimolare di più del punto conquistato.
Quindi sì, proprio stasera (mercoledì 17 giugno 2009 N.d.R.) abbiamo un appuntamento con un allenatore di Acquaviva, che resterebbe anche in caso di fusione, perché molto competente.
A lui affiancheremo un preparatore atletico e uno dei portieri, con uno staff giovane e motivato potremo toglierci grandi soddisfazioni, ripeto il titolo è in vendita ma non siamo ai saldi, cederemo la mano solo davanti ad un’offerta irrinunciabile, altrimenti avanti con la Prima Categoria come diciamo noi».
Il telefonino “presidenziale”, in un modo o nell’altro, sarà rovente.





Commenti
Spero che il Titolo non venga ceduto o fuso con una realtà viciniora. L’attaccamento ai colori sociali sono forti.
Bisogna far ritornare l’entusiasmo in una piazza delusa dai risultati.
Secondo il mio modesto parere, è giusto ricomporre una squadra dove si punti su giovani del nostro comune… così come si è fatto in passato riscuotendo entusiasmo da parte della piazza.
sottile vogliamo una tua critica….
solo 4 stagioni fa abbiamo assistito a partite come acquaviva-brindisi o acquaviva gallipoli squadre ora in realtà da parte nostra inimmaginabili….il crollo è avvenuto dalla retrocessione dall’eccellenza che ancora oggi non riesco a motivare