Unire la sinistra

Claudio Laera

Il progetto di Vendola a lavoro anche ad Acquaviva

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Al medico cardiologo Nicola Armigero, classe ‘60 che si definisce pacifista antixenofobo per una sinistra utile e non ideologica, il compito di portare avanti il vessillo del Presidente Vendola, in una competizione elettorale dagli effetti non solo provinciali.

Dopo le ultime negative esperienze elettorali, ad Acquaviva, una parte della sinistra riparte da lei: come sente la sua posizione?
Ho accettato la candidatura dopo una lunga riflessione.Il progetto, di ritentare una riunificazione, è stato iniziato da Nichi Vendola: con entusiasmo hanno accettato di partecipare prima il Partito Socialista, poi i Verdi, poi la Sinistra Democratica, anche una parte dei Comunisti Italiani nell’associazione Unire la Sinistra: questo fa ben sperare in una buona riuscita del progetto che non dev essere sicuramente un cartello elettorale, ma un soggetto politico, un partito di sinistra, visto che la sinistra ormai in Italia tende ad essere un concetto trascendentale.

Quali sono le differenze rispetto a L’arcobaleno?
Prima di tutto aveva ancora secondo me un’impostazione troppo ideologica, che è stata mantenuta da quello che rimane di Rifondazione e del PdCi, cui ovviamente, sul piano personale e perché li ho votati per una vita, non ho nulla da dire sulla loro scelta, di cui loro portano la responsabilità. L’idea di fondo di Sinistra e libertà è quella di portare nel suo alveo naturale la parola libertà, scippataci dalla destra in questi anni, facendone un uso quanto mai improprio: libertà per pochi, di farsi le leggi come volevano, libertà degli abusi edilizi, di metterci le centrali nucleari in casa anche contro la volontà popolare: su queste cose possiamo ragionare anche in maniera non ideologica, possiamo domandarci se la Puglia ne abbia bisogno, visto che è la prima regione italiana per produzione di energia da fonti alternative…

In questa campagna elettorale, nel nostro collegio, alcuni candidati nel presentarsi, si fanno forti della presenza, anche ad Acquaviva, di alcuni “big”: si ha l’impressione che, nel caso di Sinistra e libertà, più che Vendola a supportare i candidati, sia lui ad aver bisogno del sostegno territoriale…
Tocchi un punto dolente perchè Vendola è il nostro leader, purtroppo ha da curare tre circoscrizioni nazionali per cui deve giocoforza fare una scelta dei territori da visitare…

Forzando un po’ il discorso, quanto sono importanti queste elezioni per il Governatore Vendola?
Vendola guarda sicuramente alle regionali dell’anno prossimo, la sua è una scelta chiara. Chiaro che questa consultazione elettorale serve anche a misurare la forza di un consenso, inizialmente solo alle europee, poi anche in alcune provincie italiane, come primo test per la formazione di un partito unico.

Un soggetto autosufficiente alla Veltroni o in un’ottica di un nuovo possibile centrosinistra?
Chiaro che noi siamo organici al centrosinistra, nostro interlocutore è anche il Partito Democratico, che Veltroni voleva “liquido”, a mio avviso un partito “gassoso”, nel momento in cui non ha una linea politica chiara, per esempio sui temi etici, sul lavoro, una scelta di campo chiara tra le classi popolari e quelle imprenditoriali. Noi ci proponiamo come pungolo per cercare di intercettare le istanze sociali a cui non risponde più nessuno. La destra risponde, ma in maniera sbagliata, con le monete arroventate lanciate dal balcone dal Marchese del Grillo.

Quali sarebbero le risposte a queste istanze che farebbero bene al nostro territorio?
Innanzi tutto guardare a quei ceti popolari che la sinistra aveva trascurato in questi anni, orientati troppo spesso per il non voto. in secondo luogo per fare questo dobbiamo cercare di creare un soggetto politico che sia in grado di combattere le leggi razziali che hanno posto lo sbarramento del 4% per le elezioni politiche, volute da Berlusconi ma con la compiacente complicità del Partito democratico, a questa legge è seguita la soluzione finale per le europee, anche perché il Partito Democratico vorrebbe avere l’esclusiva di tutto il centrosinistra, cosa che non potrà mai avvenire.

Ci sarà, dopo una Sinistra per la provincia, anche per Acquaviva?
Io spero di si.

Quali le difficoltà e i punti di forza della sua realizzazione?
Le difficoltà finora consistono nell’aver ricevuto una realtà dall’alto, per cui non abbiamo avuto il tempo di metabolizzarla, ci sono state alcune incomprensioni, di cui mi faccio carico. Purtroppo questo è accaduto perché non abbiamo effettivamente avuto il tempo di ragionare, sono stati fatti errori, comunque sia è chiaro che il mio obiettivo è unitario, creare una Sinistra per Acquaviva .

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