L’archeologo Busto ricostruisce il passato di Acquaviva

Francesco Radicci

Nel territorio extraurbano rilevati complessivamente 78 siti di beni culturali

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Proseguono gli studi dell’archeologo Austacio Busto sul patrimonio storico, artistico e culturale del territorio di Acquaviva.

Ad oggi, complessivamente, sono 78 i siti di beni culturali individuati e censiti nell’agro extra-urbano acquavivese: 43 di interesse architettonico, 22 archeologico e 13 torri. È quanto emerso, alcuni giorni fa, in una apposita conferenza (‘Il patrimonio archeologico di Acquaviva delle Fonti. Nuovi dati e ricerche in corso’) organizzata dall’amministrazione comunale nell’ambito di uno specifico programma di promozione e valorizzazione dei beni culturali cittadini.

I lavori sono cominciati circa dieci anni fa e procedono compatibilmente con gli impegni professionali dello studioso il quale, giovedì scorso, ha aggiornato la cittadinanza sull’esito delle nuove ricerche illustrando anche metodi di studio e finalità delle stesse. “Reperire dati, tracce e informazioni – spiega Busto – non è semplice.

La moderna archeologia globale si avvale del sistema ‘Gis’ (ambiente informatico in cui vengono analizzati tutti i siti di interesse con relativo archivio di foto, testi e filmati) che studia il territorio nelle sue molteplici sfaccettature e secondo criteri interdisciplinari che abbracciano architettura, archeologia e geomorfologia del territorio. Le ricerche riguardano città storica (il nucleo), centro storico (comprensivo di edifici quali teatro e palazzi) ed edilizia rurale (corti, masserie, cappelle, torri, lamie, trulli, ecc.).

Di solito – continua l’archeologo – per rintracciare indizi e informazioni utili si ricorre a studi di toponimi, fonti scritte e orali, cartografia storica, ricerche bibliografiche (a cominciare dal Codice Diplomatico Barese e dai Registri Angioini), fotografie aeree, analisi iconografiche, ovvero il materiale necessario a ricostruire il passato storico di un territorio. Infatti – conclude Busto –, oltre alla pubblicazione e alla divulgazione degli studi, l’obiettivo principale di tali ricerche è la composizione di un quadro esaustivo della nostra società.

Lo si ottiene unendo numerosi tasselli, come in un puzzle, ciascuno dei quali ci riconsegna un aspetto differente: geografico, morfologico, architettonico, storico, culturale ed economico”.

Quanto ai nuovi dati presentati, l’archeologo fa sapere di aver rilevato e registrato nel territorio extra-urbano di Acquaviva 43 beni architettonici, 22 archeologici e 13 riguardanti il sistema di torri. Il censimento, inoltre, include anche quei siti che oggi non esistono più ma che è stato possibile individuare grazie a pubblicazioni del passato.

Alla conferenza sono intervenuti anche il presidente della Consulta Comunale Cultura, Pietro Colaninno, e il sindaco, Franco Pistilli, il quale, nel suo commento di introduzione, ha espresso la sua soddisfazione per l’esito delle ricerche già portate a termine e in corso, in quanto “coinvolgono professionalità e intelligenze presenti sul territorio e valorizzano le bellezze artistiche acquavivesi. D’altronde – ha osservato – il patrimonio storico e culturale comune, a prescindere da ideologie e colore politico, è l’elemento che lega e unisce una comunità. E una comunità, per definirsi tale, deve mettere da parte i fattori che la dividono e incontrarsi su quelli che la uniscono”.

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Commenti

  • giusy_007 (utente non verificato)

    Pistilli e Busto si vogliono tanto bene. C’è feeling fra i due personaggi. Come dice Pistilli “al di la degli steccati ideologici e partitocratici”….. peccato per Tria che rimane sempre più solo. Tria, come mai, tu non riesci ad offrire niente a Busto?… una conferenza… un convegno… un restauro… basta poco, che ce vo’. Mi sa che, al di la degli steccati ideologici…. Pistilli sta di nuovo fregando la sinistra.

  • lorenzolorenzo (utente non verificato)

    perchè non affidate una rubrica a busto?