L’archeologo Busto ricostruisce il passato di Acquaviva

Nel territorio extraurbano rilevati complessivamente 78 siti di beni culturali
Proseguono gli studi dell’archeologo Austacio Busto sul patrimonio storico, artistico e culturale del territorio di Acquaviva.
Ad oggi, complessivamente, sono 78 i siti di beni culturali individuati e censiti nell’agro extra-urbano acquavivese: 43 di interesse architettonico, 22 archeologico e 13 torri. È quanto emerso, alcuni giorni fa, in una apposita conferenza (‘Il patrimonio archeologico di Acquaviva delle Fonti. Nuovi dati e ricerche in corso’) organizzata dall’amministrazione comunale nell’ambito di uno specifico programma di promozione e valorizzazione dei beni culturali cittadini.
I lavori sono cominciati circa dieci anni fa e procedono compatibilmente con gli impegni professionali dello studioso il quale, giovedì scorso, ha aggiornato la cittadinanza sull’esito delle nuove ricerche illustrando anche metodi di studio e finalità delle stesse. “Reperire dati, tracce e informazioni – spiega Busto – non è semplice.
La moderna archeologia globale si avvale del sistema ‘Gis’ (ambiente informatico in cui vengono analizzati tutti i siti di interesse con relativo archivio di foto, testi e filmati) che studia il territorio nelle sue molteplici sfaccettature e secondo criteri interdisciplinari che abbracciano architettura, archeologia e geomorfologia del territorio. Le ricerche riguardano città storica (il nucleo), centro storico (comprensivo di edifici quali teatro e palazzi) ed edilizia rurale (corti, masserie, cappelle, torri, lamie, trulli, ecc.).
Di solito – continua l’archeologo – per rintracciare indizi e informazioni utili si ricorre a studi di toponimi, fonti scritte e orali, cartografia storica, ricerche bibliografiche (a cominciare dal Codice Diplomatico Barese e dai Registri Angioini), fotografie aeree, analisi iconografiche, ovvero il materiale necessario a ricostruire il passato storico di un territorio. Infatti – conclude Busto –, oltre alla pubblicazione e alla divulgazione degli studi, l’obiettivo principale di tali ricerche è la composizione di un quadro esaustivo della nostra società.
Lo si ottiene unendo numerosi tasselli, come in un puzzle, ciascuno dei quali ci riconsegna un aspetto differente: geografico, morfologico, architettonico, storico, culturale ed economico”.
Quanto ai nuovi dati presentati, l’archeologo fa sapere di aver rilevato e registrato nel territorio extra-urbano di Acquaviva 43 beni architettonici, 22 archeologici e 13 riguardanti il sistema di torri. Il censimento, inoltre, include anche quei siti che oggi non esistono più ma che è stato possibile individuare grazie a pubblicazioni del passato.
Alla conferenza sono intervenuti anche il presidente della Consulta Comunale Cultura, Pietro Colaninno, e il sindaco, Franco Pistilli, il quale, nel suo commento di introduzione, ha espresso la sua soddisfazione per l’esito delle ricerche già portate a termine e in corso, in quanto “coinvolgono professionalità e intelligenze presenti sul territorio e valorizzano le bellezze artistiche acquavivesi. D’altronde – ha osservato – il patrimonio storico e culturale comune, a prescindere da ideologie e colore politico, è l’elemento che lega e unisce una comunità. E una comunità, per definirsi tale, deve mettere da parte i fattori che la dividono e incontrarsi su quelli che la uniscono”.





Commenti
Pistilli e Busto si vogliono tanto bene. C’è feeling fra i due personaggi. Come dice Pistilli “al di la degli steccati ideologici e partitocratici”….. peccato per Tria che rimane sempre più solo. Tria, come mai, tu non riesci ad offrire niente a Busto?… una conferenza… un convegno… un restauro… basta poco, che ce vo’. Mi sa che, al di la degli steccati ideologici…. Pistilli sta di nuovo fregando la sinistra.
perchè non affidate una rubrica a busto?