Corsi e ricorsi… storici

Rocco Passerotto

Chissà cosa penseranno dei tempi nostri

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Siamo nell’agosto del 1954. La Gazzetta del Mezzogiorno del giorno uno, titolata “Malumore ad Acquaviva per la pressione fiscale”, denunciava tra le altre cose, l’aumento delle sovraimposte del 145% rispetto all’anno 1953 determinato dalle cartelle esattoriali notificate nei giorni precedenti e nell’anno in cui il Comune avrebbe incassato 59,9 milioni di lire (828 mila euro odierni) dalle entrate tributarie.

Cosa successe? Uno sguardo all’Eco di Acquaviva dell’Agosto del medesimo anno aggiunge una tessera al “puzzle”.

Sul giornale acquavivese il sig. Ciccio Grilli, esponente politico dell’Amministrazione, addebitava il raddoppio del carico fiscale alle autorità competenti che “non fecero [nell’anno 1953, n.d.r] in tempo a compilare i ruoli relativi” incassando così nel 1954 i tributi dell’anno precedente. Sulla base di ciò era puntualizzato come, a ben vedere il carico fiscale non era raddoppiato visto che per l’esercizio finanziario in questione “furono abolite le imposte e tasse a carattere popolare (bestiame, vetture, cani, patente, etc. etc.) ” e che di contro “sono state giustamente colpite oltre duemila ditte forestiere, che portano via ingenti quantità di prodotti, e non pagano alcuna tassa al comune”.

C’era poi spazio per altre precisazioni a riguardo delle, evidentemente oggetto di critiche sulla Gazzetta, spese amministrative dell’epoca “vagliate, deliberate ed approvate dall’Autorità Tutoria, la quale, naturalmente, non può autorizzare a sperperare il danaro dei contribuenti”.

Infine il sig. Grilli si preoccupò di evidenziare come egli, essendo estraneo alla compagine sociale della “F.lli Grilli”, non fosse fornitore del Comune.

Se avesse ragione il sig. Grilli non siamo riusciti a scoprirlo. Tuttavia, qualunque sia la verità, restano un fatto e un dubbio.
Il fatto è che nel 1954 il Comune chiuse la gestione di cassa con un avanzo di 12,7 milioni di lire (175 mila euro) avendo incassato 88 milioni di lire contro 75,3 di pagamenti.

Il dubbio, generato dalla forte impressione che nasce dal ripercorrere questo passaggio storico acquavivese, riguarda i pensieri che susciteranno, tra cinquant’anni, gli avvisi di accertamento sulle aree fabbricabili da P.R.G. di cui si parla nei giorni nostri e più in generale su tutti quegli avvenimenti che toccati dalla politica sembrano avere sempre due verità: quella degli uni e quella degli altri.

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