Nasce il Pdl: intervista a Pistilli e Pastore

Elena V. Tocci

Intervista al Sindaco Francesco Pistilli e al consigliere Vito Pastore

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Nasce il Pdl di Silvio Berlusconi. Con una intervista al consigliere Vito Pastore, eletto nelle file di An e al Sindaco Francesco Pistilli, in Forza Italia, vediamo come a livello nazionale e a livello locale la nuova realtà va costituendosi.

Pare che ad Acquviva dell Fonti, dati i problemi interni ad AN, il PDL non sarà altro che un maquillage della sezione locale di Forza Italia. Siamo vicini al vero oppure no?
(Pistilli)Ad Acquaviva delle Fonti non ci sono problemi tra AN e FI, qualche piccola smagliatura causata da chi non ha compreso che è iniziato un nuovo percorso. D’altronde flessioni di questo genere si verificano anche nelle miglio famiglie..c’è sempre la “pecora zoppa”!

Nella realtà acquavivese ci sono delle libertà da salvaguardare oppure, nell’ambito locale la forma (cioè il nome del partito) non corrisponde alla sostanza (le idee concrete)?
(Pistilli)Nella realtà acquavivese questo partito ha preso piede perché ha una forma e sotanza. Abbiamo avuto la forza di difendere le nostre idee e di concretizzarle. Potrei elencare una serie di opere ma basterebbe solo dire che nel mio ottennato 50 milioni di euro di opere pubbliche sono state cantierizzate, cosa mai successa prima, Acquaviva è stata dotata di un PRG senza che si siano messe “mani nella marmellata” avendolo approvato alla unanimità ed accogliendo tutte le osservazioni da parte dei professionisti , dal mondo imprenditoriale. Se tutto questo è poco, sono sempre valutazioni soggettive. Preferisco il poco al nulla che ho ereditato.

Ad Acquaviva, dai i trascorsi burrascosi degli ultimi tempi, si potrà realmente vedere un partito unito?
(Pastore)Vede, ad Acquaviva tutto dipende dagli uomini. Se gli uomini saranno politicamente maturi e lungimiranti il partito sarà unito. Chi invece continuerà a guardare e preservare solamente i propri interessi, continuerà di certo ad essere “incompatibile” con questo nuovo ed entusiasmante percorso.

L’aggregazione del PDL porterà nella stessa casa la destra italiana, gli ex democristiani, gli ex socialisti, i liberali: non è un po’ troppo per un solo partito?
(Pistilli) L’aggregazione del PDL non si prefigge gli scopi di un partito, tant’è vero che la “P” sta per “popolo” e non per Partito.
La nostra rivoluzione è epocale, avendo compreso, il nostro leader Berlusconi, che non sono le ideologie a unire un popolo, bensì gli ideali che affondano le proprie radici nel bene comune, che è il bene di tutti, nel rispetto delle leggi che ci fanno tutti eguali. Il partito del Popolo della Libertà, così come definito da Berlusconi, è aperto a tutti coloro che hanno a cuore le sorti di una Nazione che non ha ancora perso la fiducia e la speranza di programmare un futuro migliore per sé e per
coloro che verranno dopo di noi.
Questo movimento ha un progetto ambizioso che è stato consacrato con il 1° congresso nazionale e che si diramerà, a breve, per coinvolgere tutto l’elettorato che non accetta più gli schemi di partito, le logiche delle segreterie politiche, la politica piagnucolona e rancorosa fatta da invettive, demonizzazione e prostituzione della parola, ma di una politica solidale (vedi social card, progetto casa, robin tax), la politica cioè del fare svincolata da lacci e laccioli, frutto di condizionamenti partitocratrici e di potere.

Lasciare la vecchia casa è stato un dolore?
(Pastore) Più che di dolore parlerei di malinconia, quel sentimento che Victor Hugo amava definire come “la gioia di sentirsi tristi”. Con la fusione tra AN e FI si chiude un capitolo importante di storia politica italiana, che peraltro ha rappresentato il lasso temporale all’interno del quale mi sono formato e ho mosso i miei primi passi politici. C’è un pò di tristezza per la perdita di un simbolo sotto il quale sono stato eletto, e al quale ho tributato il massimo rispetto. E c’è entusiasmo nell’affrontare questa nuova sfida…

Una destra italiana diventata, con la confluenza dei AN nel Pdl, antifascista? Cosa pensa a riguardo?
(Pastore))Cosa significa? Che fino a ieri ero considerato un fascista e da oggi non lo sarò più? Vuole forse dire che AN era considerata una destra fascista? Trovo ridicolo tutto ciò. Così come il fatto che dalla fine del fascismo ad oggi sono passati più di sessant’anni e si cerca di storicizzare oggi cose già avvenute in passato. Per me l’antifascismo fu solo un momento storicamente essenziale per il ritorno dei valori democratici che il fascismo aveva conculcato. Tutto il resto sono solo dibattiti sul nulla. Non pensa invece, e le restituisco la domanda con un pizzico di ironia, che la confluenza di AN nel PdL renda il nuovo partito davvero anticomunista?

Le scelte di Fini sono state definite da alcuni laiciste e carrieriste e lontane dai valori tradizionali del partito. Come la vede in tal senso?
(Pastore)Io credo che essere stato, ed esserlo sostanzialmente ancora, leader di un partito come Alleanza Nazionale, un partito di destra e di orientamento conservatore, non sia stato facile per Fini. Personalmente l’ho criticato molte volte, salvo ravvedermi dopo poco tempo. Ho concordato appieno però sia sulla linea “laica” seguita dal Presidente Fini sia su quella della ricerca scientifica, ma non ho intravisto mai del becero carrierismo in quello che ha fatto. Io lo definirei piuttosto un vero e proprio avanguardista, per come ha delineato il percorso politico che oggi ci vede fonderci nel PdL.

La Russa ha detto «Non ci sciogliamo, ma entriamo nel Pdl con tutta la nostra storia». Non teme divergenze?
(Pastore)La Russa ha detto una cosa molto saggia e che riflette la realtà. Ero presente quando ha fatto questa affermazione. Infatti chi, sano di mente, potrebbe affermare che entriamo nel PdL senza un bagaglio culturale e politico? chi può dire che non porteremo con noi all’interno della nuova formazione politica esperienze, idee, azioni, passioni e visioni?
Più che divergenze io temo una difficoltosa sinergia iniziale. Bisognerà comunque rodare dei meccanismi che prima, ognuno nel suo Partito, faceva funzionare a proprio modo. In questo sarà utile una sana democrazia interna e un rispetto rigoroso delle regole.

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Commenti

  • capitankid (utente non verificato)

    il pd ne ha di problemi a livello nazionale ma dio santo che pena che fa questa pdl specie poi ad Acquaviva dove gli esponenti sono: Gastone, Topolino, Zio Paperone e la Banda Bassotti. mai toccato negli ultimi 100 anni un livello più umiliante e basso di quello attuale. e il bello è che u “zi Franco” continua a dire che c’è un “clima di mistificazione della realtà”. io invece dico che la realtà è che siamo alle pezze.

  • lorenzolorenzo (utente non verificato)

    come sanno dribblare bene le domande imbarazzanti questi due

  • languilla (utente non verificato)

    Quante teste pelate là sopra Teste lucide,attente che nessuno le scopra
    Che tramano, comandano, decidono, complottano e festeggiano E intrecciano fili come tante ragnatele che ti ingannano Tutto è polvere e puzza qui intorno Sa di aria viziata, Di Papisti centristi, perenni democristi e mille isti..E polvere e polvere e polvere che ancora resisti Tra furbetti, complici e amici dei soliti sospetti Tra corrotti e prepotenti tragattini da anni sempre quelli.Niente cambia nel paese delle mummie

  • substratoatomico (utente non verificato)

    Pastore è il peggior politico che ha Acquaviva