Aiuti all’edilizia? Parliamone…

Rocco Passerotto

Quando la differenza tra destra e sinistra ha ancora senso nell’ambito comunale.

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L’ultima forza politica in ordine cronologico a ricordare la stasi del settore edilizio è stata il centrosinistra in un volantino nel quale si evidenzia la necessità di rilanciare il “mercato edilizio fermo da molti anni” soprattutto dopo “l’aumento della platea dei contribuenti” (derivante dagli derivanti dai cd. accertamenti ICI sul P.R.G., ndr).

Anche se prima di definire “in crisi” il mercato edilizio dovremmo intenderci sia sul significato di crisi che su quello di mercato edilizio, la proposta, seppur generica, ben merita un approfondimento in relazione alla diversa situazione di chi a diverso titolo si è trovato coinvolto nell’oligopolio locale.

L’affanno del mercato edilizio l’aveva già capito chi, avendo consultato i dati dell’Agenzia del Territorio relativi all’anno 2007, ha potuto verificare tramite il NTN (numero di transazioni normalizzate) e l’IMI (indice di movimentazione degli immobili) anche la bassa vivacità comparata del mercato immobiliare.

Il NTN acquavivese pari a 167 e l’IMI pari al 1,63% sono infatti, complessivamente inferiori rispetto agli stessi indicatori registrati nei comuni di: Casamassima – 382 e 4,37% – Cassano Murge – 319 e 3,42% – Gioia del Colle – 391 e 2,75% – Santeramo in Colle – 294 e 2,39% – Adelfia – 166 e 2,24%.

Dato che i numeri del 2007 certificano un oligopolio edilizio che influenza anche le locazioni e che quelli 2008 non lasciano ben sperare, veniamo al dunque: alla luce dei profitti realizzati dai costruttori attivi ad Acquaviva negli anni precedenti e del livello dei canoni di locazione, cosa sceglierà la politica acquavivese nell’allocazione delle risorse del bilancio di previsione 2009?

Stabilire ex art. 8, comma 1, del D.Lgs 504/1992, l’aliquota ICI “nella misura del 4 per mille, per un periodo comunque non superiore a tre anni, relativamente ai fabbricati realizzati per la vendita e non venduti dalle imprese che hanno per oggetto esclusivo o prevalente dell’attività la costruzione e l’alienazione di immobili” vista la difficoltà attuale di qualche impresa oppure, integrare i fondi per il finanziamento delle locazioni concordate ex art. 431/1998 accodandosi alla Regione Puglia?

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Commenti

  • subcomandante (utente non verificato)

    non l’ho capito

  • albachiara_09 (utente non verificato)

    Parole, parole, parole. E’ a tutti evidente che Pistilli non aiuta l’edilizia e non aiuta la politica della casa, che pure Berlusconi auspica con forza. Se Berlusconi vede quello che sta facendo Pistilli ad Acquaviva, sicuramente lo caccerebbe via a suon di calci. Vedi PRG, vedi vicenda Collone, vedi degrado urbano, vedi lo stato della viabilità pubblica, vedi il centro storico… l’urbanistica ad Acquaviva è in uno stato pietoso.

  • nico2009 (utente non verificato)

    E’ una valida proposta, particolarmente calzante sia per l’effettiva crisi del settore edilizio e quindi delle imprese edili, sia per la difficile congiuntura economica in generale. Nella ristrettezza delle leve finanziarie comunali,si darebbe un piccolo ma concreto aiuto alle imprese del settore edile.